[875] 10/12/2017
Fabrizio Borghini
Un giornalista, documentarista e saggista prima del concerto

Fabrizio Borghini è nato nel 1947 a Firenze dove si è laureato in Lettere con una tesi su Mario Monicelli. Giornalista, documentarista e saggista, ha pubblicato numerosi libri, molti dei quali dedicati al cinema, come le biografie di Fosco Giachetti, Mario Monicelli, Odoardo Spadaro e i volumi Tirrenia. La città del cinema, Calcio e cinema, Prato al cinema, Arezzo al cinema, Livorno al cinema, Siena al cinema, Lucca al cinema, Pistoia al cinema, Caro Amici miei, Il cinema delle Apuane e Maestri dell'arte nel cinema.

Ha pubblicato anche opere a carattere sportivo come Violenza negli stadi, Dal biancorosso al viola, Il fallo è di rigore, La grande Fiorentina, C’era una volta una squadra, Violando (Premio CONI Firenze 2011) e Magnini il terzino d’acciaio. Ha scritto, inoltre, La Toscana di Caruso, La porti un bacione a Firenze, La rivolta di Firenze, Lorenzo Milani. Gli anni del privilegio, Malarte, Il Console e il Senatore, Fotografi in Toscana, Artisti contemporanei in terra di Siena, Artisti di Scandicci, Artisti a Pisa e Artisti per Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017.

Attualmente è conduttore su Toscana Tv della trasmissione Incontri con l’arte e direttore responsabile del mensile La Toscana. Ha ricevuto premi a carattere giornalistico, tra i quali il Ciak d’Argento (1985), il Bacco Sportivo (1995), Ricordando il Pontormo (1999), Artisti a Villa Caruso (2000), Premio Città di Campi (2003), Premio Rosse Pergamene della Presidenza del Consiglio Comunale di Roma (2005) e il Premio Gonfalon Selvaggio (2005). Nel 2005 è finalista del Premio Scrittore Toscano dell’Anno, nel 2006 viene premiato all'8° Festival del Cinema Europeo, nel 2007 riceve il Premio Renzo Montagnani, nel 2008 il Premio Giulia Ammannati, nel 2010 il Premio Spiga d’Argento, nel 2011 il Premio Marzocco della Presidenza del Consiglio Comunale di Firenze, il Premio Mediterranea-Castiglioncello, il Premio Firenze ed è nuovamente finalista al Premio Scrittore Toscano dell’Anno. Nel 2012 gli è stato conferito il Premio Donoratico, l’anno successivo ha ricevuto il Premio Centro Storico Firenze e nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio il premio alla carriera da parte della Fondazione Elisabetta e Maria Chiara Casini. Dal 2013 è presidente dell’associazione Toscana Cultura e dal 2014 dell’Accademia Internazionale Medicea. Nel 2015 gli vengono assegnati il Premio Niccolò Stenone e il prestigioso ATIM’s Inspiration Award da parte del magazine ArtTour International di New York e nel 2016 il Premio Giotto e l'Angelico a Vicchio del Mugello.

Nel 2017 a Roma gli è stato conferito il Premio Comunicare l'Europa.

[874] 03/12/2017
Alberto Magnolfi
Un musicista compositore prima del concerto

Alberto Magnolfi ha conseguito i diplomi in pianoforte (1983) e composizione (1985) presso il Conservatorio «Cherubini» di Firenze e la laurea in lettere (1993) presso l’Università degli studi della stessa città con una tesi sul Secondo Libro de Madrigali di Marco da Gagliano. Tra le sue opere musicali si ricordano: Musica e Natura, (ed. De Santis, Roma 1981), Insieme (ed. Carrara, Bergamo 1991), Synthesis (CD, Fonè, Livorno 1994). Docente di pianoforte presso il Liceo musicale «Dante» di Firenze, dal 1994 è membro della Società Italiana di Musicologia (SidM). Autore di vari scritti di argomento musicologico e didattico, pubblicati in riviste e volumi miscellanei, ha recentemente curato l’edizione in lingua italiana di Bernhard Meier, I Modi della polifonia vocale classica (LIM, 2015).

[873] 26/11/2017
Marco Guglielminetti
Un attore prima del concerto
[872] 19/11/2017
Paola Lucarini Poggi
Un Poeta prima del concerto

Paola Lucarini nata ad Ancona, vive a Firenze.
Poetessa, critico letterario, operatrice culturale.
Presidente dell’Associazione Culturale “Sguardo e Sogno”, membro del Direttivo “Pen Club Italiano”, dell’Associazione “Segni e Tempi” (fondata da lei insieme a Mario Luzi) e dell’Unione Cattolica Artisti Italiani.
Sue interviste ai grandi scrittori del Novecento sono state pubblicate su riviste letterarie.
Ha interpretato testi di poeti classici e contemporanei in teatro e in letture pubbliche.
Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, spagnolo, greco, coreano, giapponese, russo e inserite in antologie italiane e straniere.
Fa parte di numerose Giurie di premi letterari.
Ha ottenuto importanti riconoscimenti da pubblico e critica, le sono stati assegnati prestigiosi premi letterari tra cui la Laurea Apollinaris Poetica della Università Pontificia Salesiana a Roma.

Opere in poesia: Seme di Ulivo (Città di Vita, 1981), Dei fuochi la neve ardente (Hellas, 1983), Fiori dallo stagno d’inchiostro (Lacaita, 1985), Dal rogo al melograno (Hellas 1989 e Passigli Ed 1992), Vita inconoscibile tu infiori (Tacchi, 1992), La parola verso il segno e il segno verso la parola (Libro d’arte, 1993), La casa dei quattro eventi (Nuova Compagnia editrice, 1994), Il pozzo, la rocca (Cantagalli, 1996), Un cuore cucciolo (Racconto in versi, edizione d’arte, Morgana 2001), Un incendio verso il mare (Marsiglio 2002), Alla vita (Masso delle Fate 2007), Per visione d’anima (Giuliano Ladolfi Ed., 2013), Sull’onda della gioia (Edizioni Nemapress, 2015).

[871] 12/11/2017
Simonetta Lazzerini di Florio
Un Poeta prima del concerto
[870] 05/11/2017
Alessandro Calonaci
Un attore prima del concerto
[869] 29/10/2017
Leonardo Colicigno Tarquini
Una tesi prima del concerto: "Iconografia del Demonio tra Alto e Basso Medioevo. Una genealogia del Lucifero dantesco"
[868] 22/10/2017
di Giovanni Pascoli
"Storia di Rosa"
[867] 15/10/2017
Luigi Mannelli
Un Poeta prima del concerto
[866] 08/10/2017
Gabriele Zini
Un attore prima del concerto
[865] 01/10/2017
Marco Gamannossi
Abbazia di San Salvatore a Settimo
[860] 09/04/2017
Giovanni Cicconi

Ricordiamo Giovanni Cicconi con le sue stesse parole, raccolte in questa intervista da Monica Cioci, nel 2003, quando egli era Direttore del Conservatorio “L.Cherubini”.

Intervista a Giovanni Cicconi

Direttore del Conservatorio “L. Cherubini”

Monica Cioci

(da “Firenze e la musica italiana del secondo novecento – Le tendenze della musica d’arte fiorentina – Dizionario Sintetico ragionato dei compositori” – Logisma editore, Firenze).

Maestro, sappiamo già da diversi decenni risiede a Firenze e ha prestato servizio presto il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini. Ci vuole raccontare qualcosa sul suo primo impatto con la realtà fiorentina e con il mondo culturale della nostra città?

A Firenze sono giunto nel 1970, avendo accettato una cattedra di pianoforte principale al Conservatorio “L. Cherubini” per l'anno accademico 1970/71. Ero poco più che trentenne (sono nato nel 1938) e avevo i capelli neri e una folta capigliatura. Il percorso e le esperienze precedenti possono essere considerate abbastanza singolari. Sono nato a Milano da genitori di origine abruzzese. Qualche anno dopo la fine dell'ultimo conflitto mondiale la mia famiglia si trasferì a Teramo, in Abruzzo. Per molto tempo rimasero vividamente impressi nella memoria gli anni della mia infanzia, trascorsi in un ambiente nel quale ero perfettamente integrato e che dovetti abbandonare a malincuore. A Teramo ho iniziato i miei studi musicali, che ho portato a termine diplomandomi in pianoforte all'Istituto Musicale Pareggiato “G. Braga”, sotto la guida di Cristiano Rosati, un didatta impareggiabile, del quale conservo tuttora il più affettuoso ricordo.

A Roma, per qualche anno, ho studiato composizione e frequentato l'Università. Ebbi il mio primo incarico come docente al conservatorio “G. Rossini” di Pesaro per l'anno accademico 1963/64. Dopo tre anni, ho proseguito il servizio al Conservatorio “R. Duni” di Matera, dove sono restato per altri quattro anni prima di ottenere il trasferimento a Firenze. “Ma perché a Firenze?” si chiederà qualcuno. Rispondo subito: perché alla primavera inoltrata del 1969 ho conosciuto Rosa Maria Scarlino, che nel 1971 divenne mia moglie. Fu così che rinunciai alla cattedra di pianoforte principale all'istituto “G. Braga” di Teramo, che avevo ottenuto vincendo il concorso nazionale, e decisi di optare per il “Cherubini” di Firenze, liberamente e non senza coraggio e un pizzico di amore per l'avventura. Mia moglie insegnava a Ferrara e ottenne, l'anno successivo, il trasferimento. Diventammo, di conseguenza, colleghi. L'impatto con la realtà fiorentina non fu certo facile, agli inizi. Provenivo da un ambiente culturale completamente diverso, spiccatamente “provinciale”, e ho stentato molto ad ambientarmi. Ben presto compresi che non potevo pretendere di adattare alle mie particolari esigenze una realtà culturale di cui non avevo ma fatto parte e scelsi di tacere, ascoltare gli altri, riflettere.

Nel giro di breve tempo constatai alcuni aspetti fondamentali della realtà culturale fiorentina: innanzi tutto la predilezione per la discussione di temi legati alle problematiche più svariate, da quelle culturali e artistiche a quelle riguardanti la convivenza civile, a cui seguiva il dibattito, aperto a tutti i partecipanti, in cui ognuno poteva esporre le proprie opinioni senza timore di ripicche, rivalse o ritorsioni per quello che avesse dichiarato apertamente in pubblico. Inevitabilmente, rimasi coinvolto e iniziai a partecipare anche io. In particolare, al Conservatorio “Cherubini”, regnava un clima di particolare effervescenza, dall'esigenza sempre più crescente di riforme, di rinnovamento degli studi ed anche di una partecipazione più incisiva alla vita culturale della città, contro l'atteggiamento preclusivo della città, neghittoso dell'ala dei conservatori.

Non voglio dilungarmi. In conclusione, già nell'anno accademico 1974/75 ero membro del consiglio di direzione e nel 1975/76 ebbi la fortuna di essere direttore facente funzioni, in sostituzione di Valentino Bucchi, gravemente malato.

Risiedo a Firenze da oltre trent'anni e ormai posso dire di essermi completamente integrato in quella che posso definire, senza dubbio, la mia città di elezione. Riprova ne sia il fatto che quando sono lontano da Firenze, una profonda noia finisce prima o poi per opprimermi e non vedo l'ora di ritornare.

Quali sono state le personalità di rilievo del mondo musicale fiorentino con la quale ha avuto modo di avere contatti, scambi di idee e rapporti di collaborazione?

Delle figure “mitiche” del Conservatorio ho avuto modo di conoscere Veretti e Dallapiccola, ma non Roberto Lupi, scomparso proprio nell'anno in cui iniziavo il mio servizio. Fra i colleghi della generazione più anziana ricorderò sempre gli incontri con Piero Farulli, Paolo Fragapane e, soprattutto, con Mario Fabbri, uomo leale e generoso, oltre che di vasta cultura, che fu con me prodigio di preziosi consigli, nonché di affettuose ramanzine, ogni volta che il mio comportamento non lo trovava consenziente.

Contatti molto significativi ho avuto con molti compositori, fra i quali Carlo Prosperi, Arrigo Benvenuti e, in particolare, Piero Luigi Zangelmi, al quale sono legato tuttora da una profonda stima ed amicizia.

Nei primi anni Settanta, dato il clima tutto particolare che regnava in Conservatorio, i miei rapporti con i colleghi coetanei furono, di conseguenza, spontanei, immediati e, se così si può dire, motivati da estrema necessità ed urgenza. Non effimeri, però: sono passati più di trent'anni e con Aldo Bennici, Romano Pezzati, Leonardo Pinzauti e Alvaro Company, il mio amico di sempre, è rimasta la consuetudine di riconoscerci, ogni volta che ci incontriamo, comunemente partecipi degli avvenimenti da cui siamo rimasti coinvolti nei nostri anni giovanili, ricordando alcuni episodi e cercando di trarre ammaestramento dalle passate esperienze.

Fra i pianisti, ebbi subito modo di incontrare Guglielmo Rosati, il fratello del mio maestro, e di conoscere Paolo Rio Nardi. Fra i miei colleghi di allora ricordo in particolare Maria Tipo, Giorgio Sacchetti, Lydia Rocchetti, Alessandro Specchi, Antonio Bacchelli, Giancarlo Cardini, Lucia Passaglia e, naturalmente, mia moglie Rosa Maria Scarlino. Sapevo che non avrei incontrato Eriberto Scarlino, una figura di musicista a cui sono stato legato fin dall'età giovanile da un senso di riconoscenza e devozione a cui si aggiunse, dopo la sua scomparsa, un profondo rimpianto. Quando sostenni gli esami di diploma di pianoforte all'istituto “G. Braga” di Teramo, il maestro era commissario ministeriale e ritenne di attribuire il massimo dei voti e la lode, malgrado si eccepisse, da parte della commissione, che l'attribuzione della lode fosse una prerogativa riservata ai Conservatori statali.

“Ora siamo colleghi!” mi disse scherzosamente, dopo avermi comunicato la votazione. Da allora Eriberto Scarlino mi fu particolarmente vicino nei pochi anni prima della sua prematura scomparsa, avvenuta nel dicembre 1962. Se colleghi non siamo diventati, al “Cherubini” di Firenze, nondimeno questo rapporto può essere stato, al momento delle scelte definitive, una delle oscure motivazioni che mi determinarono a trasferirmi nella città dove risiedo tutt'ora.

Che cosa pensa della situazione odierna delle varie istituzioni musicali fiorentine (Conservatori, Teatro del Maggio, Orchestra regionale toscana ecc.) rapportata alla situazione che trovò al suo arrivo a Firenze?

Nel 1971 il Conservatorio aveva ancora un numero limitato di allievi e di docenti. I contatti tra i docenti erano improntati al vecchio stile della convivialità: dovere dei nuovi arrivati era quello di prodursi, prima o poi, in un concerto pubblico che io feci, non mi ricordo più la data esatta. La società era denominata “Alfa '62”. Presidente ne era il Prof. Dino Pieraccioni, insigne grecista. La critica di Vincenzo Saldarelli fu abbastanza benevola. Le manifestazioni del Conservatorio erano denominate “saggi finali”, a conclusione dell'anno accademico, di numero assai limitato e destinate agli allievi dotati in maniera particolare. Non mancavo di frequentare assiduamente i concerti e le rappresentazioni teatrali che si tenevano al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La produzione era limitata, per quanto riguarda le repliche (pochissime), pur essendo rilevante l'affluenza del pubblico. Un particolare importante: era abbastanza raro che nei concerti non venissero rappresentate opere di autori italiani, in particolare fiorentini, come Carlo Prosperi, Valentino Bucchi, Gaetano Giani Luporini, Ugalberto de Angelis ed altri, spesso in prima esecuzione. Questa tradizione si sfaldò sul finire degli anni Settanta, probabilmente perché il teatro rinunciò ad una certa indipendenza nelle scelte artistiche, preferendo la subordinazione alle esigenze del mercato internazionale. Di recente, intervistato da «La Nazione» a proposito del cartellone del Maggio per la stagione 2002/03 ho avuto modo di esprimere le mie perplessità a proposito.

L'Orchestra Regionale non c'era ancora: avrebbe preso il posto, più tardi, dell'AIDEM, istituzione che svolse per tanti anni la benemerita produzione di musica contemporanea, «d'avanguardia», che si svolgeva nei luoghi più svariati con notevole affluenza di pubblico, soprattutto giovanile, con intenti spesso provocatori verso la “fossilizzazione” della tradizione. Non mi dimenticherò mai una di queste manifestazioni tenute da Giancarlo Cardini e Giuliano Zosi (che si adoperarono, fra l'altro, a sciogliere i lacci delle scarpe a tutti gli spettatori) nel corso della quale chi assisteva, pur morbosamente attratto dalla novità e dall'originalità di certe esecuzioni, era, talvolta, nell'impossibilità di trattenere le più matte risate.

A quell'epoca la città assumeva spesso tratti fiabeschi e viverci era una delizia. Si poteva tranquillamente parcheggiare in Via Cerretani o in Lungarno Torrigiani oppure, con un po' di audacia, anche in Piazza delle Belle Arti. Sulle vie del centro storico si affacciavano le innumerevoli librerie, i tanti negozi e i fondi degli artigiani, ognuno dei quali espertissimo nel suo campo (il corniciaio, il bronzista, il riparatore di bambole d'epoca...).

Oggi primeggiano pizzerie, fast-foods e paninoteche. Di viabilità sarebbe meglio non parlarne più, dato che in una recente occasione, che mi auguro rimanga unica, per andare da Scandicci al Conservatorio con mezzo pubblico, ho impiegato addirittura un'ora e trenta minuti. Inevitabile la constatazione che da allora sono passati più di trent'anni. In questo periodo il Conservatorio, dopo un periodo di sbandamento sul finire degli anni Settanta e i primi del decennio seguente, causato anche dall'atteggiamento sfavorevole tenuto in sede nazionale da forze sindacali e politiche ostili per preconcetto alle scuole statali di musica, se non alla musica in generale, intesa come un fatto culturale negativo, ha risalito orgogliosamente la china, ribadendo con fermezza in sede cittadina, provinciale e regionale il suo ruolo fondamentale di essenziale punto di riferimento della cultura musicale, essendo fra l'altro l'unico Conservatorio statale di musica della Toscana. Nel 1996 mi fu affidata la direzione del “Cherubini”, che ho esercitato fino ad oggi, salvo un periodo di pochi mesi, nel 1998, quando il precedente direttore, Giuseppe Giglio, fu reintegrato nelle sue funzioni. Fin da allora il mio intento è stato quello di integrare l'attività didattica con la produzione artistica, proseguendo, in silenzio ma con tenacia, l'obiettivo di fare in modo che il Conservatorio fosse presente dappertutto, in ogni parte del territorio e in ogni occasione, nessuna esclusa a priori in modo da arginare la concorrenza, spesso sleale delle scuole private. Fra le varie iniziative si possono ricordare le “Manifestazioni musicali di primavera” che hanno preso il posto dei tradizionali saggi finali, i concerti de “I Lunedì del Conservatorio”, le lezioni concerto per le scuole e nelle scuole, il concerto per l'inaugurazione del Museo degli strumenti musicali, i concerti all'aperto nel Loggiato degli Uffizi e al Forte Belvedere e tantissime altre manifestazioni, che hanno fatto in modo che il conservatorio fosse presente quasi quotidianamente nella vita artistica della città, talvolta in luoghi diversi e contemporaneamente, con più di una produzione. Nel 1997 è iniziata l'attività di coproduzione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, per l'allestimento e la messinscena di piccole opere teatrali, del repertorio per cosiddetto del «teatro da camera». In seguito il Conservatorio ha collaborato anche con l'Orchestra Regionale Toscana, con l'Estate Fiesolana, con i Quartieri di Firenze, con il Lyceum. Ultimamente, un'apposita convenzione, ha provveduto a consolidare i rapporti fra la nostra scuola e l'Università (Facoltà di Lettere – Dipartimento dello Spettacolo). È in atto, ormai da cinque anni, a seguito di una convenzione fra Conservatorio, Provveditorato agli Studi e Comune di Bagno a Ripoli, una sperimentazione, unica in Italia, promossa per avviare lo studio della musica e degli strumenti musicali nella scuola elementare. Nel 2001, la storica biblioteca, dopo decenni di clausura, ha riaperto finalmente i battenti agli studiosi, italiani e stranieri. Sempre nel 2001, dopo svariate peripezie, è stato inaugurato, presso la galleria del David, il Museo degli strumenti musicali del Cherubini. Presto, dopo lunghi anni di attesa, ci sarà consegnata la nuova sede distaccata, la prestigiosa Villa Favard.

Quali sono le sue previsioni sulla musica in Firenze e in Toscana e, in particolare, sul futuro del Conservatorio “L. Cherubini”?

Il 31 ottobre di questo anno 2003 andrò in quiescenza per sopraggiunti limiti di età (ahimè!) dopo quarant'anni di servizio e dieci mesi. Le previsioni le lascerei al lento fluire della storia, che comunque prosegue, anche se ogni tanto qualcuno lascia la scena (nessuno è insostituibile): mi auguro soltanto che, come succede spesso in queste occasioni, non si voglia, secondo il costume italiano, sfasciare il tutto e ricominciare da capo, alla ricerca di un'irrecuperabile “infanzia del mondo” o di palingenesi del tutto improbabili. Di novità, in questi ultimi anni, c'è stata la legge di riforma, che ha equiparato i corsi di studio del Conservatorio a quelli di livello universitario, con conseguente rilascio, al termine dell'iter accademico dei titoli di studio (diploma accademico e specializzazione) equiparati, ad ogni effetto, alla laurea. Il 21 dicembre 1999, data di promulgazione della legge n.508, può essere considerata una data importante della storia della cultura italiana: la musica ha ottenuto il riconoscimento del suo ruolo fondamentale nella formazione del cittadino, entrando a far parte, a parità di diritti con le altre materie cosiddette “curriculari”, dei piani di studio degli allievi delle scuole di ogni ordine e di grado. Tutto questo, naturalmente, avverrà quando sarà realizzato il riordino degli studi musicali a livello pre-universitario: ciò significa che, per un periodo di tempo abbastanza lungo, il Conservatorio, che deve oggi provvedere alla formazione necessaria per accedere ai corsi di livello universitario, oltre a istituire le necessarie strutture di questi corsi, dovrà sostenere un ruolo fondamentale nell'organizzazione delle sezioni ad indirizzo musicale nella scuola primaria e secondaria. Premetto che sarà un compito gravoso e spesso poco gratificante, che richiederà tanto impegno e buona volontà. Ho fiducia nei più giovani di me e spero che sapranno spendere bene le loro energie.

«Avevamo i capelli neri quando siamo partiti per la guerra: oggi i capelli sono bianchi e la guerra non è ancora finita!». Cito a memoria il testo di una antica poesia cinese, che mi ha colpito in maniera particolare tanto tempo fa. In apertura di un'intervista ho dichiarato che, quando giunsi a Firenze, avevo una folta capigliatura nera. A conclusione di tutto, debbo constatare che oggi è bianca, fra l'altro già da un pezzo, ed è rimasta abbastanza folta (ma questo non è certamente un titolo di merito).

Penso di avere gareggiato abbastanza.

È giunto il momento di cedere il mio ruolo ai più giovani, augurando loro che possano, con tenace determinazione e non senza spirito di sacrificio, adoperarsi nel migliore dei modi per la promozione e la valorizzazione della cultura musicale e per il prestigio del nostro Conservatorio. Grazie.

[M.C.]

[857] 26/03/2017
Anna Soldani
Un Poeta prima del concerto

Anna Soldani è laureata presso l'Università degli Studi di Firenze con una tesi ispirata da Luigi Baldacci sul senese Federigo Tozzi. Insieme alla etteratura, la politica è fin dall'adolescenza la sua primaria ragione di vita. È stata consigliere comunale di Firenze e segue tuttora assiduamente la politica cittadina e nazionale

Forme d’amore (Florence Art Edizioni)

Scelte

Sofistico e penetrante

l'amore può farsi,

ansia del piacere e della felicità

dell'altro.

Uno dei due non saprà mai

se l'altro

veramente gli appartenga

e non cesserà di soffrire.

Nessuno dei due offende

ma uno dei due ha scelto.

Cara Anna, in questa mattinata finalmente un po' oziosa mi sono letto il primo fascicolo dei tuoi versi. L'incombenza suscita sempre un po' d'ansia quando è richiesto, pur amabilmente, di giudicare; E più passa il tempo più cerco di eludere questa disposizione, non solo riguardo agli scritti altrui. Ma le tue poesie sono belle, cara Anna, e lo dico senza riserve. Aderisci con semplicità a quelle fondamentali impressioni della memoria che fanno l'identità di una persona. Con parole comuni e colme di significato sincero, ti fai testimone senza narcisismi di una minuscola Spoon River chiantigiana da cui tornano, a sprazzi, voci, luoghi, figure, gesti, persone. Continui e fai tua quella preghiera laica che recitava tuo padre, come un esercizio spirituale per trattenere, insieme al ricordo dei cari che non ci sono più, un proprio infinitesimo segno nelle vicende degli uomini. Per quel poco che ti conosco c'è già nella tua stessa persona un tratto di donna antica, antropologicamente antica. Non mi stupisce che Luigi Baldacci avesse simpatia per te. Credo di capire intimamente il sentimento da cui vengono questi versi; anch'io ho vissuto in un piccolo borgo, partecipe di una comunità dove ancora persisteva il mondo contadino, e o l'età per incarnare il sedimento di tutti questi ricordi, che mi pare straziante pensare vadano persi con me. Tu, hai fatto benissimo a scriverli, e continua a farlo.

Franco Zabagli

Firenze, 3 luglio 2012

[853] 12/03/2017
Mariagrazia Carraroli
Un Poeta prima del concerto

Mariagrazia Carraroli ha collaborato con la rivista pedagogica “CEM Mondialità”, diretta da Domenico Calarco, con Note di vita vissuta che sono state inserite, insieme a sue composizioni poetiche, in varie antologie, fra cui alcune edite da “La Scuola”, “Le Stelle”, “S.E.I.”, “De Agostini”. Nel 1987 è stata cofondatrice e collaboratrice della Cooperativa di lavoro e di solidarietà sociale EOS, sorta per iniziativa del Servizio Psichiatrico dell’Ospedale di Montebelluna (TV). Ha fatto parte del Direttivo di Pianeta Poesia, emanazione dell’Associazione Novecento Poesia fondata da Franco Manescalchi, di cui attualmente è consigliere, curando la presentazione di autori nella città di Firenze. Da segnalare, fra quelli recentemente conseguiti, il Premio Speciale LericiPea per la silloge inedita Mai Più e il Premio InediTO per il poemetto N.O.F.4 centottantadue metri di follia, pubblicato a cura del Premio per le Edizioni Le Voci della Luna e con la prefazione di Davide Rondoni. Il libro, scelto fra le pubblicazioni di Poesia, è stato segnalato dal Sole 24 Ore come libro dell’anno 2010 insieme ad altri due titoli. Nel 2012, nell’ambito del Premio di Poesia Sacravita (FI), ha ricevuto un Riconoscimento Speciale per meriti letterari e di solidarietà sociale. Hanno scritto di lei giornali, riviste, settimanali e mensili a larga diffusione nazionale e sue poesie sono state lette in Radio e TV private, Radio Montecarlo, RAI Radio Uno e RAI Radio Tre. è alla sua dodicesima pubblicazione di poesia.

Paesaggio Condominiale (Florence Art Edizioni)

Paesaggio condominiale

Oltre il balcone

Il pino marittimo in burrasca

Lancia segnali.

Travolto legno

In mare sconvolgente

per folle nocchiero

ha il fiato di Monte Morello.

Il telo del quarto piano

e la selva degli aghi

ricuciono lesti la quiete.

Dipana l'azzurro

appena sbiancato

da orme fuggitive di tempesta.

[852] 11/03/2017
Maya Quattrini
Una attrice in concerto

Maya Quattrini, attrice italo giapponese, ha frequentato la European Union Academy of Theatre and Cinema (EUTHECA): HA studiato danza classica, pianoforte e canto ed ha recitato in numerose opere teatrali, quali “Le notti delle streghe”, dal Machbet di Shakespeare e Verdi al Teatro Goldoni di Firenze, “Le Bal – L’Italia balla dal 1940 al 2001”, con la regia di Giancarlo Fares, Al Teatro Sala Umberto di Roma, “La spada nella roccia” con la regia di Manu Lalli all’Auditorium Parco della Musica di Roma, “Il gabbiano secondo Nekrosius” di Cechov, con la regia di Claudio Spadola e molti altri.

[852] 11/03/2017
Bruno Maresca
Una voce narrante in concerto

Bruno Maresca, ex magistrato, autore teatrale e attore per passione, ha scritto e interpretato diverse sue commedie, tra cui le satire La fortuna di perdere (finalista nel 2003 al Premio Massimo Troisi), Il condominio celeste (finalista nel 2009 al Premio di Drammaturgia DCQ) e Fra Massone (terzo classificato nel 2013 al Premio Passione Drammaturgia); oltre ai drammi La scalata al cielo e Gli occhi e il cuore. Fondatore nel 2002 della compagnia amatoriale Giovescarabocchio ha interpretato e talora diretto numerosi altri testi quali ricordiamo: L’ispettore generale di Nicolaj Gogol; Centocinquanta la gallina canta di Achille Campanile; I costruttori di imperi di Boris Vian; Spirito allegro di Noel Coward e molti altri. Ha pubblicato due romanzi, nel 2006 La scatola dei trucchi (casa editrice Clinamen) e nel 2012 Il condominio celeste – La sconfitta della filosofia (casa editrice Aracne).

[851] 05/03/2017
Maria Primerano
Presenterà il suo libro: “L’anello stregato di Mozart Divertissement

Maria Primerano. Diplomatasi al Conservatorio di musica “F. Cilea” di Reggio Calabria, sin da piccola medaglia d’oro più volte al concorso nazionale di Osimo e premiata in altri concorsi pianistici, ha da sempre coltivato la passione per il pianoforte e suona in pubblico per esigenza personale dal momento che la sua professione è quella di medico cardiologo. Giornalista di cultura, arte, musica, spettacolo per la Gazzetta del Sud, è anche scrittrice. Con il suo primo libro “L’anello stregato di Mozart Divertissement” edito da Tullio Pironti Editore è presente nelle più prestigiose biblioteche internazionali ed è autore del Mozarteum di Salisburgo.

[850] 26/02/2017
Chiara Lapucci
Un Oceanografo prima del concerto

Chiara Lapucci, biologa, vive a Scandicci dal 1995 e lavora come ricercatore al LaMMA, Consorzio pubblico tra la Regione Toscana e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, dal 2006. Si occupa di oceanografia da satellite, ovvero di parametri marini biogeochimici quali la clorofilla a, indice di presenza di fitoplancton, che sta alla base della catena trofica marina, la torbidità, e di parametri fisici come la temperatura superficiale del mare. Questi parametri, insieme a quelli da modellistica oceanografica idrodinamica e biogeochimica, si utilizzano per lo studio dello stato di salute del mare, in quanto permettono di valutare la qualità delle acque e le condizioni e le aree in cui il mare può essere più soggetto a inquinamento (ad esempio da plastica)

[849] 19/02/2017
Paolo Butti
Un Poeta prima del concerto

Paolo Butti è nato a Figline Valdarno (Firenze) dove vive. Laureato in Materie letterarie, è docente, autore di saggi e poeta. Dalla sua produzione in versi, le seguenti opere: Il sogno e la speranza (2003 e 2004), La via della Croce (2007) e Nel cuore della Madre (2010). Le ultime due sono state messe più volte in scena; fra l'altro, nella Basilica della SS. Annunziata e nel Battistero di S. Giovanni a Firenze. Nel cuore della Madre è stata inserita in concerti strumentali e vocali eseguiti nella Basilica dell'Abbazia di Vallombrosa. Ha composto la parte poetica dell'opera musicale, di autori vari, Il perfetto canto (2014), di cui alcuni versi sono presenti in questo libro.

Nel fuoco vivo dell’amore (Florence Art Edizioni)

Gesù

Ti accolgan queste braccia, madre mia,

nel tuo passare dalla terra al cielo…

Per una volta lascia che sia io…

Adagiati serena in un istante

davvero prodigioso e mio e tuo

sospeso tra il finito e l’infinito,

in un leggero sonno che è di vita

e non di morte, in un abbraccio estremo

di amore dolce... e di riconoscenza.

[849] 19/02/2017
Silvia Tozzi
Critico Letterario

Silvia Tozzi, storica dell'arte, direttore editoriale di Florence Art Edizioni casa editrice fiorentina che quest'anno festeggia 20 anni di attività.

[848] 12/02/2017
Marco Gamannossi
Il Colombaione della Badia: Una speranza

L'abbazia di Settimo ad un primo sguardo ha una forte similitudine con le strutture fortificate, con i castelli. E', anche sotto questo aspetto, un edificio unico. Le possenti strutture difensive, ben visibili nel fianco orientale, sono delimitate da fossati e attraversate da ponti levatoi. Un edificio religioso, dunque, che sembra sommare e concretizzare nella pietra due tra le principali Virtù: la Fede e la Fortezza.

Questa impressione è dovuta principalmente all'intervento, commissionato negli anni '70 del XIV secolo, che previde la costruzione di tutte le difese necessarie al monastero: nuove mura, una gigantesca torre, caditoie, l'ultimo livello del campanile, un profondo fossato a delimitarne i confini; il tutto caratterizzato da uno stile che ritroviamo nella Rocca Strozzi di Campi Bisenzio e nelle mura di Lastra a Signa (1377-1378). Il poderoso investimento fu finanziato per metà dall'abbazia stessa – che nominò i due monaci Cambino Cambini e Tommaso di Bortolo Sorbi alla sovrintendenza dei lavori – e per metà addirittura dalla Repubblica Fiorentina. Siamo nel 1370. Questa notizia è assai significativa: l'intervento della Repubblica dimostra che vi era un interesse, oltre che religioso, anche pubblico nei confronti di Settimo. Un patrimonio di fede e civico da difendere. Non a caso, proprio nel XIV secolo, l'abbazia era custode dei sigilli della Repubblica Fiorentina, dei simboli del Marzocco Fiorentino, e alcuni suoi monaci erano stati nominati per amministrare le casse della città. Sullo sfondo del celebre affresco della Conferma della Regola di Domenico Ghirlandaio nella cappella Sassetti di Santa Trinita, appare un'immagine del Palazzo della Signoria dalla cui finestra si affaccia un monaco cistercense: era certamente un monaco della badia, a dimostrazione che anche nel '400 i Cistercensi di Settimo avevano un fortissimo rapporto con la Repubblica e ne contribuivano al corretto governo delle finanze. Ma il XIV secolo fu anche un periodo di forte instabilità; ulteriore ragione per fortificare il monastero: le scorrerie di Castruccio Castracani, le costanti tensioni tra Firenze e Pisa, la guerra degli Otto Santi contro lo Stato Pontificio.

Sul versante opposto del campanile, sorgeva uno degli elementi più qualificanti di queste fortificazioni, una torre poderosa che spiccava su tutta la piana: venne chiamata poi popolarmente il "Colombaione", perché dopo la soppressione del monastero nel 1783 fu utilizzata come piccionaia. La ciclopica struttura sbarrava l'ingresso a Settimo, con una modalità non troppo dissimile ad altri cenobi cistercensi come Fossanova e Casamari. Sopra il portale di accesso vi era una grande lapide – oggi conservata nel chiostro maggiore – coronata da un giglio fiorentino finemente scolpito a ricordo dell'investimento di ben 2.200 fiorini da parte della Repubblica. Vi era inoltre un'altra lapide, ancora oggi presente sulla base del Colombaione, che ricorda l'arrivo dei Cistercensi nel 1236 per volere di papa Gregorio IX. Sulla sua parete campeggiava un grande stucco, alto quasi sei metri, di scuola gotica francese della seconda metà del XIV secolo. La probabile manifattura borgognona del manufatto dimostra ulteriormente gli orizzonti internazionali del monastero. Era una scultura raffinatissima, monumentale e cuspidata: al centro vi era raffigurato Cristo in gloria affiancato da San Benedetto (fondatore del monachesimo occidentale) e San Bernardo da Chiaravalle (santo principale dei Cistercensi).

Putroppo oggi il Colombaione non esiste più, eccezion fatta per la sua base: nel 1944 fu drammaticamente demolito dalle mine dei tedeschi in ritirata, al pari della torre campanaria. Mentre il campanile fu prontamente ricostruito rispettandone le forme originarie, il Colombaione non suscitò il medesimo interesse e purtroppo rimase impresso solo nella memoria collettiva.

Ma la speranza è l'ultima a morire. Una testimonianza del soprintendente Ugo Procacci dimostrerebbe che i frammenti della scultura furono in realtà prontamente raccolti e custoditi miracolosamente dentro una cassa tutt'oggi conservata nei depositi della Soprintendenza. Una ricerca dunque complicata e priva di ulteriori riferimenti, ma preziosa e meritevole di essere perseguita. Restituire a Settimo una scultura così importante, data fino ad oggi quasi per spacciata, significherebbe donare al monastero e alla nostra collettività una speranza. La speranza che questo monastero torni finalmente unito e fruibile, ricucendo finalmente quella pesante ferita che l'abbazia si trascina dalla soppressione del 1783.

12/02/2017
FILARMONICA “VINCENZO BELLINI” (1869)
Dal 1992 dirige stabilmente il Maestro Luigi GIORDANO

La storia dell’associazione ha origini lontane che risalgono a più di 140 anni fa. Il materiale a nostra disposizione purtroppo non è moltissimo: gran parte fu danneggiato nell’alluvione di Firenze del 1966. Dalle informazioni in nostro possesso, grazie anche al lavoro di ricerca di alcuni studiosi negli archivi storici del Comune, possiamo collocare la costituzione della Filarmonica al maggio del 1869 per mano di 42 scandiccesi appassionati di Musica. Al 1882 risale la costituzione della “Filarmonica di Scandicci” nel territorio di Casellina e Torri. Nel 1900 la “Filarmonica di Scandicci” assunse il nome di "Giuseppe Verdi". Nel 1910, per motivi ideologici, la banda si scisse in due sezioni, la seconda delle quali prese il nome di "Guido Monaco". Queste due bande svolsero attività disgiunte fino all'avvento del fascismo, quando furono obbligate a fondere il loro organico ed a riunirsi come "Banda Comunale", banda che durò fino al termine della guerra. Dopo la liberazione fu ricostituita la banda e adottato il nome, che ancora oggi mantiene, di "Vincenzo Bellini" e col quale si intendevano dimenticare le incomprensioni ideologiche che avevano portato ad una disunità tra coloro che volevano fare musica a Scandicci. Una svolta fondamentale si ebbe nel 1972, quando il Comune di Scandicci concesse alla Filarmonica l'uso di una vecchia casa colonica ubicata nel centro di Scandicci in via S. Bartolo in Tuto - la "Casa Bellocci" - che offrì alla banda una sua sede, permettendo quindi un organico stabile ed un proprio maestro e consentendo soprattutto di iniziare a svolgere, parallelamente alla consueta attività bandistica, anche una attività didattica. La Banda era allora diretta dal M° Faliero Falai. Nel 1980 la Banda cambia Maestro e viene diretta dal M° Pierluigi Puzzolo. Nel 1985 la Banda sposta la sua sede nei locali dell’ex Farmaceutico e nello stesso anno viene indetto il I Concorso Bandistico, uno dei primi nel suo genere in Italia, che diventerà poi uno dei Concorsi Bandistici Nazionali più apprezzati.

La crescita della Banda sia qualitativa che quantitativa fa sì che venga costituito nel 1981 la prima Big Band in Toscana, poi negli anni successivi emulata da tante altre associazioni, diretta dal M° Tolmino Marianini. Nel 1992 la direzione della Banda viene prese stabilmente dal M° Luigi Giordano, già primo clarinetto e Vice Maestro della stessa. Nel settembre del 2004 la Banda ritorna nella sua “vecchia sede”: la “Casa Bellocci”. Nel 2008 inizia una collaborazione con il Conservatorio Musicale “Luigi Cherubini” di Firenze con la partecipazione all’esame di Laurea del M° Luca Marino, nostro percussionista, con l’esecuzione di alcuni brani per Marimba e Banda, Tamburo e Banda, Vibrafono e Banda ed all’esame di Laurea del M° Loredana Calò in Strumentazione per Banda. Nel 2011 il Direttore del Conservatorio, Prof. Paolo Biordi, concorda con la Filarmonica una collaborazione per il Corso di Direzione e d’Orchestra di Fiati che ha previsto lo svolgimento di sei prove-lezioni con gli allievi del corso sotto la guida del M° Graziosi e di un Concerto finale nella Sala del Buonumore. La Filarmonica ha una propria Scuola di Musica. Sono attivi corsi di Flauto, Clarinetto, Sassofono, Tromba, Trombone, Percussioni e Pianoforte. All’inizio del 2012 è stato istituito il Dipartimento di Musicoterapia per dare uno spazio musicale e di ascolto a bambini con difficoltà cognitive e/o relazionali. Il laboratorio di Musicoterapia è tenuto in collaborazione con la neuropsichiatria infantile e i servizi sociali del Comune.

Dal 2011 la Filarmonica “Vincenzo Bellini” con l’Istituto Comprensivo “Vasco Pratolini” di Scandicci e, in collaborazione con l’Assessorato della Pubblica Istruzione del Comune di Scandicci, USR-Ufficio Scolastico Regionale Toscana e Regione Toscana organizza il Concorso Internazionale Musicale “Città di Scandicci” al fine di fornire agli studenti di musica delle scuole primarie, medie superiori di primo e secondo grado e giovani talenti, un’importante occasione di crescita dal punto di vista musicale e di repertorio attraverso il confronto con giovani musicisti appartenenti ad altre realtà. Premiare e valorizzare l’impegno e lo studio della musica e dello strumento musicale nella scuola e valorizzare il ruolo formativo delle scuole medie ad indirizzo musicale ed ai licei musicali.

Nell’aprile del 2013 la Filarmonica ha organizzato un WORKSHOP PER MAESTRI DIRETTORI con il compositore Jacob De Haan e nel maggio del 2016 un Workshop per Maestri Direttori con il Maestro J. Warren Casey

www.filarmonicabellini.com

[847] 05/02/2017
Cesare Orselli
Presenta: Liliana Poli Vita meravigliosa (Ed. Nardi)

Cesare Orselli. Storico e critico musicale, conferenziere, è stato docente di Storia della Musica e di Drammaturgia musicale nei Conservatori di Bologna, Firenze, Siena, nelle Università di Cosenza e Firenze e in Siena Jazz. Collaboratore di istituzioni teatrali, di case discografiche, della RAI, ha scritto saggi e tenuto relazioni su circa 200 opere liriche, oratori, liederistica. Ha pubblicato Il madrigale, Le origini del melodramma, Richard Strauss, la guida Toscana: una scena incantata, Claudio Monteverdi, Pietro Mascagni, Francesco Cilea, Da Parigi a San Pietroburgo (sull’opera europea); in corso di stampa, una raccolta di suoi saggi sul teatro e la lirica italiana tra ‘800 e ‘900. Ha firmato voci per il D.B.I. Treccani, il DEUMM Utet, l'Enciclopedia dell'opera Longanesi, il Repertorio di musica sinfonica Ricordi, il Dizionario dell’opera Baldini e Castoldi, la Guida al teatro d’opera di Zecchini. Ha presentato opere in prima assoluta di compositori contemporanei; scritto e tradotto libretti d’opera, riscoperto e stampato inediti di Mascagni, Cilea, Catalani, Zandonai, pubblicato in CD le romanze di Cilea, e di Mascagni le Liriche, la musica sinfonica e per pianoforte, le cantate “In filanda” e “Alla gioia”. Nella sua vasta attività progettuale e organizzativa, la direzione artistica del Teatro Massimo Bellini di Catania, del Festival Opera Barga, e la creazione della Fondazione Fausta Cianti-Cesare Orselli.

“Vita meravigliosa” è l’autobiografia spiritosa e rapida di una grande e versatile cantante, di una regina della musica del Novecento: la fiorentina Liliana Poli, nota per la sua tecnica vocale perfetta unita a una profonda preparazione musicale, che si è trovata ad essere interprete e collaboratrice di grandissimi maestri quali Maderna, Bussotti, Nono, Berio, Dallapiccola, Ligeti, Boulez. Le agili pagine, ricche di rare e pungenti illustrazioni, ripercorrono le vicende di questa artista che, formatasi nel repertorio operistico tradizionale, presto se ne “stancò” per abbracciare la musica contemporanea, in cui presto si affermò come prima donna assoluta. E ricordano i grandi con i quali Liliana ha cantato: dal mentore Vittorio Gui a Bartoletti, da Karajan a Rodzinski, da Gavazzeni a Chailly: tutta la musica del XX secolo scorre davanti ai nostri occhi grazie a una memoria vigile, affettuosa e sorridente.

[846] 29/01/2017
Fabio Baldini (1958)
Un Poeta prima del concerto

Fabio Baldini (Firenze, 08 Agosto 1958). Vive a Scandicci. Ha frequentato il Liceo Linguistico Internazionale a Firenze. Fin da ragazzo ha provato attrazione per la proprietà di linguaggio applicandosi intensamente nello studio delle materie linguistico-letterarie. Ha vinto svariati premi e avuto riconoscimenti di critica e di pubblico. Nel 2012 ha pubblicato una silloge dal titolo “liriche sospese” (Helicon edizioni) con prefazione del prof. Neuro Bonifazi. Partecipa alle attività del “Centro d'Arte Modigliani” con il quale nell'Aprile 2014 ha curato la presentazione della suddetta silloge.

[845] 21/01/2017
LA COMPAGNIA DEI NOVE
Il Malato Immaginario Moliere

Si è aperta Sabato sera presso la Salablù della Biblioteca Comunale di Signa la stagione teatrale “Blù di sera” promossa dal Comune di Signa in collaborazione con “La Compagnia dei Nove ONLUS” e con il supporto delle associazioni “Centro per l’arte Vito Frazzi" e “In-Polis”.

Lo spettacolo “Il Malato Immaginario” di Moliere, ha dato il via a questa manifestazione che si è aperta nel segno dei giovani, gran parte del pubblico si attestava sotto i trent’anni e sotto i trent’anni si attestava anche la quasi totalità della compagnia teatrale, composta in gran parte dagli allievi e dalle allieve dei corsi teatrali della Compagnia dei Nove ONLUS.

La serata è stata introdotta dalle parole dell’assessore Giampiero Fossi che ha voluto sottolineare come manifestazioni del genere, e con questa risposta di pubblico, siano il sintomo di un bisogno di cultura, una cultura che da tempo nella Salablù copre ogni aspetto, dalla Musica al Teatro, dalla letteratura al Cinema. L’immagine che l’assessore ha usato è stata quella di una ruota che, girando, include tutte le arti e chi le persegue alternandosi e creando uno spazio capace di parlare tanti linguaggi di qualità. Fossi ha concluso il suo discorso introduttivo puntando il dito sul bisogno che Signa ha di avere un teatro in grado di ospitare, con spazi adeguati, le manifestazioni di maggior richiamo che al momento vengono contenute a fatica alla Salablù. Ringraziando Marco Guglielminetti, presidente e regista della Compagnia dei Nove ONLUS, e Vincenzo Zappia, direttore artistico del Centro per l’arte Vito Frazzi, per la passione e per la qualità del lavoro svolto nella produzione dell’evento.

Parole che invitano al rafforzamento e all’inclusione all’interno del progetto di una stagione teatrale sono state spese anche da Vincenzo Zappia che ha sottolineato come l’unione faccia la forza e che le cose di qualità si possano fare insieme e rinnovando l’invito ad altre realtà di unirsi al progetto di una più lunga stagione teatrale per i tempi futuri.

Infine ha parlato il regista Marco Guglielminetti ideatore della stagione teatrale, ringraziando l’assessore Giampiero Fossi e Vincenzo Zappia per la preziosa collaborazione e per l’affettuoso supporto, augurandosi che quello di sabato sia stato il primo passo di un lungo e proficuo viaggio.

Il regista ha poi introdotto la stagione teatrale descrivendo il “fil rouge” che lega i 4 spettacoli in cartellone: gli spettacoli sono stati scelti in quanto legati alle piccole follie, piccole follie che ci accompagnano nel nostro quotidiano.

Il signor Argante, protagonista del Malato Immaginario, e la sua ipocondria hanno dato vita alla prima piccola follia. Prossimo appuntamento Sabato 25 Marzo ore 21:00 con lo spettacolo “Delitti Esemplari” una produzione ancora della Compagnia dei Nove ONLUS per la regia di Marco Guglielminetti.

[843] 18/12/2016
Nadia Benelli (1933 – 2016)
Un Pittore prima del concerto

Nadia Benelli (Firenze, 7 Febbraio 1933 - 28 Luglio 2016). Ha vissuto a Scandicci. Attiva fin dagli anni sessanta in un ambito realista impressionista passa ad esperienze di pop-art usando, già nel 1960, materiali poveri e di recupero. L'incontro con l'astrattismo fiorentino la porta a sperimentare in questo campo. Nei 1964 la trova protagonista, insieme al marito Natale Fi!annino, nella fondazione del raggruppamento “Il Segno Rosso". Nei marzo 1970 tra i soci fondatori dello studio d'Arte “Il Moro” dove partecipa attivamente alle manifestazioni nel campo della ricerca neocostruttivista. Aderisce al manifesto: “Nascita di una morfologia costruttiva" (Palazzo Strozzi 1972), omologando strutture tra morfologie urbanistiche e assetto civile e sociale. In seguito fa esperienze concettuali e di sublimazione. Ha esposto in varie parti d’Italia in personali di gruppo e collettive. Ha aderito a manifestazioni nazionali e internazionali.

[843] 18/12/2016
Ugo Barlozzetti
Storico e Critico dell'arte

Ugo Barlozzetti è critico d’arte ed esperto di storia e strategia militare. Laureato in lettere moderne, dal 1969 ha insegnato storia dell’arte presso il liceo artistico statale di Firenze. Fondatore e membro della segreteria dell’associazione degli amici del Museo Stibbert e membro del direttivo della Società Italiana Storia Militare (SISM), presidente del comitato scientifico del Museo del Figurino Storico di Calenzano, in passato è stato anche membro della commissione cultura del Comune di Firenze. Ha prodotto numerosi articoli e libri ed ha curato esposizioni su temi legati alla comunicazione della storia.

[840] 27/11/2016
Silvano Nano Campeggi (1923)
Un Artista/Grafico prima del concerto

Silvano Nano Campeggi (Firenze 23 Gennaio del 1923). La sua fama è principalmente dovuta alla sua attività di cartellonista per le case di produzione cinematografiche di Hollywood nell'epoca d'oro del cinema (1945/1970): negli Stati Uniti è considerato tra i più importanti artisti grafici nella storia del cinema americano. Il padre, tipografo e stampatore, introduce il giovane Silvano alla grafica e al design. Campeggi frequenta l'Istituto D'Arte di Porta Romana, a Firenze, e studia con Ottone Rosai e Ardengo Soffici.Alla fine della Seconda guerra mondiale riceve un incarico dalla Croce Rossa Americana per dipingere alcuni ritratti di soldati prossimi al congedo; in questo modo entra in contatto con la cultura, la musica e il cinema d'oltreoceano. Dopo la guerra si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con il pittore Orfeo Tamburi e con il cartellonista Luigi Martinati e definisce il suo interesse per la cartellonistica cinematografica. Il suo primo manifesto è del 1946, per il film Aquila nera di Riccardo Freda. Dopo poco tempo viene contattato dalla Metro-Goldwyn-Mayer per la realizzazione del manifesto del film Via col vento, al quale seguiranno oltre 3000 lavori, oltre che per la MGM anche per Warner Brothers, Paramount, Universal, Columbia Pictures, United Artists, RKO, Twentieth Century Fox. Fra i cartelloni più famosi: Casablanca, Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi, West Side Story, La gatta sul tetto che scotta, Vincitori e vinti, Exodus, Colazione da Tiffany. Molte delle immagini create da Nano per i film più famosi hanno assunto valore iconico e sono immediatamente riconoscibili, come i quattro cavalli bianchi su sfondo rosso di Ben Hur e il volto di Leslie Caron utilizzato come puntino sulla prima lettera I di Gigi (che compare anche sulla copertina dell'album Ummagumma, del Pink Floyd). Con la crisi del cinema, Campeggi rientra a Firenze, dove prosegue l'attività pittorica in ambiti diversi. Nel 1975 il suo ritratto di Salvo D'Acquisto, commissionato insieme a molti altri lavori dall'Arma dei Carabinieri, viene usato da Poste Italiane per un francobollo commemorativo. Nel 1988 una mostra organizzata dal Comune di Firenze presso il Palazzo Medici Riccardi, dal titolo Il cinema nei manifesti di Silvano Campeggi, risveglia nel pubblico e negli appassionati del genere l'interesse per il lavoro di Nano; la mostra viene poi replicata a Parigi e a New York e da quel momento in poi vengono organizzate numerose mostre e personali in tutta Italia e all'estero. Si ricordano una sua personale al Palazzo delle Esposizioni a Roma, nel 1995; la mostra Sogni attaccati ai muri, a cura di Enrico Crispolti, presso il Castello di Poppi, nel 1998; "3000 Times – The Art of the Movie Poster", organizzata dalla Film Society of Lincoln Center a New York nel 2007; "Maestro, do I need to get undressed?" (frase che il pittore racconta essergli stata rivolta da Marilyn Monroe in occasione di una sua posa per un ritratto), alla Galleria Varart di Firenze nel 2012, e la partecipazione al Festival Internazionale del Cinema di Syracuse(NY) nel 2013. Per quanto riguarda la sua attività non riferita al grande schermo, nel 1997 realizza 35 dipinti ispirati al calcio storico fiorentino, esposti poi in una mostra al Palagio di Parte Guelfa in Firenze e a Lione, in Francia. Nel 2001 realizza il drappellone per il palio dell'Assunta, a Siena, e contemporaneamente la mostra Pittura in diretta: è Palio viene allestita nel Museo di Santa Maria della Scala. Nel 2008, in occasione del 150º anniversario della nascita di Giacomo Puccini, Campeggi espone a Torre del Lago una serie di ritratti immaginari delle protagoniste dell'opera del compositore, in una mostra dal titolo Puccini e le sue donne. Sempre nel 2008 a Portoferraio viene allestita la mostra "Napoleone all'Elba", per commemorare il 200º anniversario della permanenza di Napoleone Bonaparte all'isola d'Elba. È del 2010 la mostra allestita presso il castello dei Conti Guidi di Poppi (Arezzo), intitolata Verso Campaldino: dal Pian di Ripoli alla battaglia, serie di opere ispirate alla battaglia di Campaldino del 1289, svoltasi proprio nella piana vicina alla città di Poppi. Suo il manifesto per il festival del Maggio Musicale Fiorentino del 2013. Nel 1999 il Comune di Firenze lo nomina Magnifico Messere del calcio storico fiorentino, e nel 2000 è insignito del Fiorino d'Oro della città di Firenze. Nel 2015 ha ricevuto il Premio delle Arti Fiorentini nel Mondo, edizione 2014, per la categoria Arti Visive. Dal 2013 Nano è presente con un suo autoritratto nella collezione dei ritratti della Galleria degli Uffizi.

[839] 20/11/2016
Franco Cappellini
Uno Scultore prima del concerto

Franco Cappellini (Vicchio, 31 Agosto 1957). Fa parte del Consiglio Direttivo del Centro d'Arte ModigIiani. Vive ed opera a Scandicci. Le sue sculture sono presenti in collezioni private, in enti pubblici come il Centro Oncologico di Sesto Fiorentino, l'Ospedale Torre Galli di Firenze, lo spazio eventi del Bocciodromo di Scandicci, nella Palazzina dove ha sede la CNA a Scandicci e nello storico Caffè “Le Giubbe Rosse” in Firenze. Dal 2004 partecipa a collettive, mostre e rassegne in diverse città italiane, Venezia, Capri, Napoli, Città del Vaticano, Firenze e Scandicci. Lo scultore predilige lavorare materiali grezzi come la pietra arenaria su cui poter evidenziare i segni della scalpellatura, che attraverso la luce creano ombre e volumi sempre diversi. Le opere di Cappellini ricordano un po' il Primitivismo francese e la scultura africana, anche se lui si dichiara scultore di getto.

[838] 13/11/2016
Marco Gamannossi
Abbazia di San Salvatore a Settimo: Ghirlandaio e la sua Scuola nella Badia a Settimo

All'interno della Badia di Settimo sono molte le testimonianze, dirette ed indirette, della presenza di Domenico Ghirlandaio, tra i massimi esponenti della pittura rinascimentale fiorentina e capostipite di una delle botteghe più prolifiche del tempo. Fu anche artista tra i prediletti dai Medici, e in particolare da Lorenzo il Magnifico, che lo inviò nel 1481 ad affrescare la Cappella Sistina a Roma. Numerosissime furono le committenze che ricevette nella sua città natale, con capolavori immortali come i cicli di affreschi nella Cappella Sassetti in Santa Trinita del 1485 e nella Cappella Tornabuoni a Santa Maria Novella, realizzato tra il 1485 e il 1490. La sua famiglia, che comprendeva anche il figlio - ovvero Ridolfo del Ghirlandaio, anch'egli pittore - risiedeva nella villa di Colleramole, attualmente in comune di Impruneta ma storicamente appartente al piviere di Sant'Alessandro a Giogoli. Nella sua bottega pare si sia formato anche un giovanissimo Michelangelo Buonarroti, che ricevette dal Maestro gli insegnamenti necessari ad affrontare la difficile arte dell'affesco, sperimentata poi nella celebre volta della Cappella Sistina (1508 - 1512).

L'abate di Settimo nel 1487 commissionò al Ghirlandaio la realizzazione di un ciclo di affreschi per l'abside maggiore della chiesa; ciclo di cui oggi rimangono soltanto i due oculi raffiguranti la “Madonna Annunciata” (foto 1) e “l’Angelo Annunciante” (foto 2), la cui eccelsa qualità dimostra che in questo caso si è in presenza della diretta mano del Maestro. Del resto è ancora oggi custodito il contratto stipulato tra le parti, con il pagamento fissato a 50 scudi d'oro e la possibilità per il Ghirlandaio di "grattare" il prezioso lapislazzulo dalla vicina cappella di San Jacopo, dipinta dal Buffalmacco nel 1315, per riutilizzarlo nella sua nuova opera.

Quale fine abbia fatto il resto degli affreschi commissionati rimane oggi un mistero. E, con ogni probabilità, tale ciclo non fu mai completato.

Nella sagrestia campeggiano tre opere pittoriche di grande rilievo artistico, tutte riconducibili agli anni '80 del Quattrocento. Appena superato l'ingresso troviamo una "Deposizione dalla Croce" di Francesco Botticini (foto 3), artista di epoca ghirlandaiesca, discepolo di Neri di Bicci e con forti assonanze con lo stile del Pollaiolo e di Andrea del Castagno. Sulla destra una "Deposizione nel Sepolcro" della bottega del Ghirlandaio. Dalla stessa bottega proviene l' "Adorazione dei Magi con San Benedetto", issato sulla parete sinistra (foto 4). I tre Re Magi vengono descritti con tre età nettamente diversificate: il giovane, in piedi, ha un atteggiamento quasi svagato dinanzi alla Sacra Famiglia; il Magio di mezza età è invece rispettosamente genuflesso; infine, il personaggio più anziano si avvicina con profonda fede e passione al Bambino. Il quadro diventa quindi la metafora delle tre età della vita, con tre livelli di consapevolezza e tre atteggiamenti ben diversi nei confronti della fede. Il tutto è immerso in un'atmosfera quasi fiamminga. In effetti, molti artisti dell'epoca sentirono un forte ascendente nei confronti dell'arte delle Fiandre, come dimostra l'ammirazione che suscitò a Firenze il "Trittico Portinari" di Hugo van der Goes (foto 5), databile al 1477, quadro che ispirò anche lo stesso Ghirlandaio nella sua "Adorazione dei pastori" del 1485 (foto 6).

[837] 06/11/2016
Claudio Raspollini (1954)
Un Poeta prima del concerto

Claudio Raspollini (Sovigliana di Vinci, 9 Aprile 1954). Diplomato come Geometra nel 1977 presso I.T.G. Gaetano Salvemini di Firenze. Per assecondare la sua passione per la fede, condivisa con la moglie Anna, ha intrapreso il cammino nella Comunità diaconale fiorentina, è stato ordinato diacono permanente nel 1990. Dal 1993 il Vescovo lo ha inviato a svolgere il suo servizio diaconale presso la Chiesa di San Zanobi a Casignano, una piccola comunità senza presbitero sulle colline di Scandicci Firenze, dove risiede con la moglie e i suoi due figli. Animato dal desiderio di lavorare ed essere a contatto con i giovani ha intrapreso successivamente gli studi teologici conseguendo nel 1990 il Magistero in Scienze religiose ad indirizzo pedagogico didattico presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Beato Ippolito Galantini” di Firenze. Dal 1987 Insegna religione al Liceo Artistico Statale "Leon Battista Alberti" di Firenze e presso I.S.I.S.T.L. Rusell Newton di Scandicci. Fin da giovane ha coltivato la passione per la poesia e il racconto, meditando sul mistero dell'uomo e della vita, per i suoi figli ha scritto da sempre fiabe e racconti brevi, cercando di cogliere in maniera originale il senso dello stare insieme in famiglia e della convivenza pacifica tra culture diverse. Ne fu un esempio il progetto Sarajevo che realizzò quando dal 1999 al 2004 è stato Assessore alla Pubblica Istruzione ed ai servizi socio sanitari del Comune di Scandicci nella seconda legislatura del Sindaco Giovanni Doddoli. Il progetto Sarajevo vide il coinvolgimento delle tre etnie (Cattolica; ortodossa e Islamica) presenti a Sarajevo, coinvolgendole nel costruire un percorso didattico-educativo che vide l’inserimento presso le scuole di Scandicci e l’ospitalità nelle famiglie di 100 bambini di Sarajevo per costruire percorsi di pace di dialogo e d’integrazione. Come scrittore, ha pubblicato la raccolta di poesie "Umanità" edito dalla Lalli Editore Poggibonsi, nel giugno 1990 , il romanzo "La leggenda del cavalier Gherardo" edito da Cultura Nuova Editrice Firenze nel novembre 1990 e il racconto "San Zanobi, una storia di strada", che narra in maniera semplice la vita di Zanobi Patrono di Scandicci e della diocesi di Firenze, edito dal Centrolibro di Scandicci nel 1998. Nel novembre del 2011 con il Gruppo Albatros il filo, ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “I giardini del silenzio”, con la casa editrice Kimmerik nel giugno 2013 ha pubblicato il romanzo “Lui, il Re”. Nel gennaio 2014 con la casa editrice Lalli di Poggibonsi ha pubblicato la raccolta di poesie dal titolo “Con Rabbia per amare”. Nell’aprile del 2014 ha pubblicato con la Aletti Editore la raccolta di poesie “ Quattro passi nel giardino, una storia d’amore”. Nel marzo del 2015 la pubblicato il libro Lo sguardo del Cuore edito da Ghirardelli editore Firenze. Nell’aprile 2016 un racconto, il ponte dei Burattini nell’antologia del Gruppo Scrittori Fiorentini “Vista da noi” edito da PSE Firenze. Da quando è nato il Gruppo scrittori Fiorentini, anno 2015, ne fa parte.

[836] 30/10/2016
Stefano Martini
Uno Scultore prima del concerto

Stefano Martini (Firenze il 16 Giugno 1956) si diploma all'Accademia di Belle Arti di Milano in scultura. Biennio di Specializzazione presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze. E' titolare della cattedra di discipline plastiche al Liceo Artistico Statale di Firenze; ha insegnato anche nella sede di Scandicci. Titoli di studio: Maturità d'arte applicata, maturità artistica, diploma di laurea in arti visive e discipline dello spettacolo; scuola di scultura, specializzazione in arti visive e discipline dello spettacolo; abilitazione in : educazione artistica, arte dei metalli e dell'oreficeria, discipline plastiche. Ha curato la realizzazione di un video sull’arte dello sbalzo e cesello, storia e tecnica” prodotto dalla regione Toscana. Mostre collettive: - 1975 “VI Premio nazionale di pittura “ primo premio Londa, Fi - 1994 “Presepe d’artista” a cura di L.Caruso, Sesto Fiorentino - 1995 “SegnaLibri” galleria la Soffitta, Sesto Fiorentino - 1996 ”Il luogo, la memoria, il quotidiano” Firenze - 1997 “Leonardo da Vinci, le favole e il mare” Sestri Levante - 1997 “Leonardo da Vinci. Dal mediterraneo alla luna” Cagliari - 2000 “Ex libris”galleria la Soffitta, Sesto Fiorentino - “Il luogo, la poesia” sala espositiva, Casellina, Fi. - “Professione artista”liceo artistico L.B. Alberti. Fi - 2008 “Mostra mercato d'arte” Reggio Emilia. Mostra personale: - 2007 “Le forme dell'abitare” Immaginaria Arti Visive Gallery, Firenze - Ha esposto in modo permanente suoi lavori presso la galleria Romanelli di Firenze. Partecipazione ai concorsi: - ”Diamond international awards” con la ditta Torrini di Firenze; Finalista al premio nazionale “Sandoni” Anzola Emilia, Bo, con realizzazione dell’opera; concorso nazionale per la nuova fontana di Piazza Leonardo da Vinci in Pescia, Pt - Contattato dall’amministrazione comunale di Scandicci per la realizzazione di una scultura ambientale da collocarsi nel Parco di Poggio Valicaia, progetto in attesa di essere realizzato. Sue opere si trovano presso: l’Opera del Duomo di Firenze, il museo Ideale Leonardo da Vinci, in Vinci ed in collezioni private in Italia ed all’estero. Si sono interessati al suo lavoro: Lara Vinca Masini, Luciano Caruso, Alessandro Vezzosi, Ugo Barlozzetti, Paola Ballerini. Esperienze lavorative: Progettista e modellista orafo ha realizzato gioielli per privati ed ha collaborato con numerose ditte italiane ed estere tra le quali la UNO A ERRE ed altre ditte del settore degli articoli da regalo. Ha insegnato tecnologia orafa presso la formazione professionale, disegno professionale e progettazione dei metalli presso l'istituto d'arte di Pistoia e Firenze, discipline plastiche ed educazione visiva presso le medie annesse all'istituto d'arte di Firenze e nel quinquennio superiore. Negli ultimi anni si è dedicato e specializzato nella scultura in bronzo.

La purezza e la semplicità della forma, il movimento di rotazione della linea curva nello spazio che crea le superfici e la decorazione sono gli elementi base della ricerca dello scultore Stefano Martini.

Il dinamismo creatosi ha una forza centripeta, racchiusa in sé, è una scultura da toccare, accarezzare, una curva inesplorata di eventualità.

Il rapporto tra architettura (le forme dell'abitare e l' urbanizzazione) e scultura è al centro dell’attenzione di Martini, in modi diversi; egli ricerca una nuova estetica da usare anche in architettura; forse utopica, ma che dovrebbe stimolare una riflessione circa l'arte di costruire.

La ricerca si basa in origine sullo studio delle forme che nascono dalla rotazione delle parabole: i paraboloidi e si confronta con le forme  della natura nella loro semplice imprevedibilità, ed è caratterizzato dalla decorazione, elemento ormai dimenticato.

Leonardo Colicigno Tarquini

[835] 23/10/2016
Maria Grazia Giaume (1950)
Un Pittore prima del concerto.

Maria Grazia Giaume (La Spezia, 25 Aprile 1950). Si è trasferita a Firenze nel 1971 e dal 1976 vive a Scandicci, dove ha svolto attività istituzionale e politica come presidente del Quartiere 1 e attività sociale come vicepresidente del circolo ARCI Il Ponte. E’ laureata in psico-pedagogia presso l’Università degli Studi di Firenze. Ha seguito, dall’età di 25 anni, vari corsi di arte visiva, con particolare riguardo alla pittura ad acquerello, che si basa sul pensiero di Rudolf Steiner. Espone le sue opere in mostre personali e collettive. Seguendo il pensiero di Arnheim, pensa che l’arteterapia –arte applicata- non vada considerata in subordine all’arte, piuttosto la mette al servizio di chi soffre. Ha conseguito, così, una Formazione in arteterapia ad orientamento antroposofico presso la “Scuola di Luca” con la pittrice Fiorenza de Angelis e il Diploma internazionale di counseling individuale e di gruppo. Ora in pensione, ha lavorato all’Università di Firenze come referente dello “Sportello dei diritti delle persone in stato di necessità” e Presidente del Comitato Pari Opportunità. Ha cercato di far convivere arte, lavoro ed impegno sociale, organizzando eventi, tenendo lezioni in arteterapia come Cultrice della materia per psicologia sociale, conducendo incontri di acquerello, individuali e di gruppo, per il personale in servizio e per la formazione specifica delle persone volontarie del servizio nazionalene regionale. E’ stata collaboratrice esterna dell’Istituto di arte di Firenze e ha esperienza pluriennale nella conduzione di gruppi con l’ acquerello e altre tecniche per adulti e per bambini, in varie città italiane, tra cui Scandicci. Ha pubblicato un libro sull’arteterapia e vari lavori sull’arteterapia e sulle pari opportunità. Suona l’organetto diaconico nel gruppo Flebofolk con il maestro Luca Bannella.

[834] 16/10/2016
Umberto Mucè (1952)
Un Poeta prima del concerto

Umberto Mucè (Palermo, 1952). Vive a Scandicci. A 2 anni la Poliomielite, in forma grave, gli impone definitivamente la sedia a rotelle. A 16 si trasferisce a Firenze per curarsi e vi resta, completando gli studi fino alla laurea in ingegneria elettronica. Negli anni giovanili è un divoratore di poesie, attratto dalla poetica del pessimismo cosmico Leopardiano, passando agli altri poeti dell’ ’800/‘900 italiano, ai poeti francesi, fra ‘800 e ‘900 quali Baudelaire, Lamartine, Verlaine …. Prèvert – che legge direttamente in lingua originale –, a Lorca e Neruda .... Da allora, pur non essendo un poeta compulsivo – anche per ragioni professionali che ne distolgono il pensiero –, ne scrive a sua volta. Dopo aver lavorato nell'industria, termina la carriera lavorativa come insegnante di una materia specializzante nel triennio conclusivo di Informatica Industriale presso l’I.T.I.S. A. Meucci di Firenze. Oggi pensionato. In questa raccolta, pubblicata dalla casa editrice Pagine, sono messe a confronto poesie delle varie età dell’autore.

[0] 10/10/2016
Dalla Musica alla Grafica (2001)
a cura di Vincenzo Zappia

La partecipazione ai concerti del Centro dell'Arte, la relazione tra i musicisti ed il pubblico, è improntata alla vicinanza, alla familiarità, piuttosto che alla di­stanza, al distacco; i concerti mattutini si svolgono con tanta luce naturale, senza la separazione della sala buia, in cui il pubblico scompare per lasciare solo il giusto spazio all'esecutore.

Il concerto diventa allora un modo di stare insieme, in cui ciascuno porta qualcosa, in segno di gentilezza verso gli altri. I musicisti portano la loro musica, il pubblico il calore dell'applauso per l'esecuzione ap­pena ascoltata.

Per dare un segno tangibile del ringraziamento per il piacere che ci hanno regalato, dopo le "medaglie" che venivano consegnate i primi anni, a partire dal 2001, abbiamo scelto una strada che sottolinea il dialogo tra linguaggi artistici diversi quali la musica e le arti figurative.

Ed è grazie all'impegno del prof. Vincenzo Zappia che ogni anno un artista ci offre una acquaforte appositamente preparata che, riprodotta in tiratura limitata, viene offerta quale tangibile segno di ricordo a nome del Centro e del pubblico, a tutti gli esecutori.

Un grazie di cuore agli artisti che ci hanno dato gratuitamente la loro arte ma anche a chi la donerà in futuro.

Il Consiglio Direttivo

[833] 09/10/2016
Parisio Ristori (1925 – 2016)
Omaggio a Parisio Ristori

Parisio Ristori, pittore e incisore (Firenze 2 Luglio 1925 - 6 Gennaio 2016). Ha Firenze ha conseguito la maturità artistica e frequentato la scuola di nudo dell'Accademia di Belle Arti, è socio effettivo delle Arti dell'incisione, del Gruppo Donatello, della Compagnia del Paiolo e dello Studio 7 Gruppo d'arte. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive. Sue opere si trovano presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, la Biblioteca Nazionale e la Biblioteca Marucelliana di Firenze; Inoltre sono catalogate all'Archivio Nazionale Valori Artistici di Milano Banca Dati Telematica dell'Arte Italiana.

Parisio Ristori è artista attivo ed energico. È nato e si è formato a Firenze, e, precisamente, in quella zona dell'ambiente artistico, che è la meno appariscente, ma dove è ancora possibile trovare ampi esempi della severa, antica morale dell'arte, intendo l'ambiente della grafica dove primeggia ancora quel disegno che fu la gloria dell'arte toscana nei secoli d'oro. Roberto Longhi non avvertì che "nel nostro secolo l'arte figurativa è molto più sotto il segno della grafica che del colore"? E Ristori è uno dei maggiori campioni di questa grafica toscana. Negli ultimi decenni i suoi lavori (perfezione classica e energica vibrazione moderna) sono stati presenti in moltissime mostre e altamente giudicati. Ha avuto influenza anche come maestro, sia nel senso normale (tenendo corsi) sia per la rete di vaste relazioni di incisori che frequentano il suo studio e si avvalgono di lui come consigliere e come stampatore.

Vittoria Corti

In queste piccole stampe si rivela dotato di una sensibilità poetica oggi davvero rara... sa dire quelle umili verità che pur esistono ma che molti non vedono, con grande castigatezza di mezzi: le spiagge solitarie, invernali, le alghe, gli sterpi delle dune, le conchiglie, i piccoli relitti che lascia il mare.

Renzo Biason

Coi mezzi semplici, ma affinatissirmi dell'incisione, sa cogliere le punte stecchite delle piante litoranee, o le forme corrose e degradate di conchiglie e di gusci vuoti che il mare ha ributtato a spiaggia, o i fusti secchi, contorti di alberi con poche foglie, o assi e pali di baracche sconnesse dal libeccio che ha infuriato. Le cose povere che popolano, rade, quella immensa pianura quando resta sola, senza bagnanti.

Luisa Becherucci

Tutto un mondo semplice, umile, che forse pochissimi sanno guardare e capire, ma che l'artista sa rilevare con il suo segno libero, limpido, pulito, espressivo, sottile, inciso e evocatore...

Almina Dotati Fusi

Le incisioni di Ristori, di una perfetta finezza tecnica, accuratamente disegnate, concentrano nelle immagini un'ammirabile densità di sentimento, proprio per la purezza e la semplicità dei mezzi d'espressione.

Marcel Chirnoaga

[833] 09/10/2016
Parisio Ristori (1925 – 2016)
Acquaforte: Fiori (donata dalla Famiglia nel 2016)

Parisio Ristori, pittore e incisore (Firenze 2 Luglio 1925 - 6 Gennaio 2016). A Firenze ha conseguito la maturità artistica e frequentato la scuola di nudo dell'Accademia di Belle Arti, è socio effettivo delle Arti dell'incisione, del Gruppo Donatello, della Compagnia del Paiolo e dello Studio 7 Gruppo d'arte. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive. Sue opere si trovano presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, la Biblioteca Nazionale e la Biblioteca Marucelliana di Firenze; Inoltre sono catalogate all'Archivio Nazionale Valori Artistici di Milano Banca Dati Telematica dell'Arte Italiana.

Parisio Ristori è artista attivo ed energico. È nato e si è formato a Firenze, e, precisamente, in quella zona dell'ambiente artistico, che è la meno appariscente, ma dove è ancora possibile trovare ampi esempi della severa, antica morale dell'arte, intendo l'ambiente della grafica dove primeggia ancora quel disegno che fu la gloria dell'arte toscana nei secoli d'oro. Roberto Longhi non avvertì che "nel nostro secolo l'arte figurativa è molto più sotto il segno della grafica che del colore"? E Ristori è uno dei maggiori campioni di questa grafica toscana. Negli ultimi decenni i suoi lavori (perfezione classica e energica vibrazione moderna) sono stati presenti in moltissime mostre e altamente giudicati. Ha avuto influenza anche come maestro, sia nel senso normale (tenendo corsi) sia per la rete di vaste relazioni di incisori che frequentano il suo studio e si avvalgono di lui come consigliere e come stampatore.

Vittoria Corti

In queste piccole stampe si rivela dotato di una sensibilità poetica oggi davvero rara... sa dire quelle umili verità che pur esistono ma che molti non vedono, con grande castigatezza di mezzi: le spiagge solitarie, invernali, le alghe, gli sterpi delle dune, le conchiglie, i piccoli relitti che lascia il mare.

Renzo Biason

Coi mezzi semplici, ma affinatissimi dell'incisione, sa cogliere le punte stecchite delle piante litoranee, o le forme corrose e degradate di conchiglie e di gusci vuoti che il mare ha ributtato a spiaggia, o i fusti secchi, contorti di alberi con poche foglie, o assi e pali di baracche sconnesse dal libeccio che ha infuriato. Le cose povere che popolano, rade, quella immensa pianura quando resta sola, senza bagnanti.

Luisa Becherucci

Tutto un mondo semplice, umile, che forse pochissimi sanno guardare e capire, ma che l'artista sa rilevare con il suo segno libero, limpido, pulito, espressivo, sottile, inciso e evocatore...

Almina Dotati Fusi

Le incisioni di Ristori, di una perfetta finezza tecnica, accuratamente disegnate, concentrano nelle immagini un'ammirabile densità di sentimento, proprio per la purezza e la semplicità dei mezzi d'espressione.

Marcel Chirnoaga

[832] 02/10/2016
Alessio Bandini (1967)
Un Pittore prima del concerto.

Alessio Bandini (Firenze,1967). Da sempre è un appassionato d'arte, in qualunque forma espressiva si presenti, in special modo di pittura e cinema. All'inizio anni Novanta ha iniziato ad esplorare la pittura "en plain air", dipingendo ad olio scorci della campagna Toscana. Dal 2009 frequenta la scuola d'Arte Rossotiziano, sotto la guida del pittore fiorentino Tiziano Bonanni. Qui intraprende una approfondita ricerca su tecniche e materiali, tramite lo studio del disegno e l'utilizzo di strumenti diversi, dal carboncino alla penna Bic, dai gessetti all'olio, dalle matite alla tempera, alla "maniera nera" sperimentati su vari supporti, prevalentemente carta, tele e tavole di legno. 2014: Vincitore “Novara Art Prize 2014” con l’opera “Doride”, Centro Culturale “La Riseria”, Novara - Artista segnalato “SaturARTE 2014” con l’opera “Iante”, Satura Art Gallery, Genova - “ContemporaneaMENTE”, Satura Art Gallery, Genova - “Città di Novara”, ArtAction, Novara. 2015: Personale “Onirica”, Castello dell’Acciaiolo, Scandicci - “Photissima Art Fair 2015”, Chiostro della SS Trinità - Archivio Storico di Stato, Venezia, in concomitanza alla 56ª Biennale d’Arte. - Artista Premiato “SaturARTE 2015” con l’opera “Angelo caduto”, Satura Art Gallery, Genova - “Immagini Nella Mente", Antico Spedale di Sant'Antonio, Lastra a Signa. 2016: 3° premio “Città di Novara” con l’opera “Eurinome”, ArtAction, Novara - “PremioArt Roma", Caffè Letterario, Roma - “Woman", Museo MIIT Torino, a cura di Italia Arte - “Artist's Profiles", Satura Art Gallery, Genova - Artista premiato "SaturARTE 2016" con l’opera “Galatea”, Satura Art Gallery, Genova. Prossimamente: Collettiva presso “La Dame Art Gallery”, Londra.

Dagli sfondi abissali monocromatici blu dei dipinti di Alessio Bandini, emergono, trascinate dalla corrente, come le anime dei lussuriosi di dantesca memoria, dei bellissimi corpi bianchi , privi d’ogni contatto con la materia. Si tratta di soggetti classici, la rappresentazione della Oceanine, le mitiche figlie del titano Oceano ed altre figure mitologiche dai destini alterni.

Queste anime, librate fuori dalla gravità e dalla materia, assumono una bellezza ideale, ispirate dalle figure di Wiliam Blake.

L’artista ha impiegato la classica tecnica dell’olio su tela prevalentemente di formato quadrato, di piccole e grandi dimensioni. Nell’enorme dipinto di “Doride” (120 x 100 cm), il riflesso della ninfa sfuma lentamente nell’immenso blu della tela, come nel triste epilogo della favola della Sirenetta diventa parte del mare; mentre in “Elettra” (di più piccolo formato), il vortice causato dal tuffo verso l’ignoto è reso con uno straordinario realismo.

La parte immortale dell’uomo, tuttavia, viene inghiottita in un’eternità oscura, triste, lontana da quella originaria perfezione dalla quale noi discendiamo e che abbiamo perduto. Il colore dai forti tratti espressionisti immerge la figura in un’atmosfera d’angoscia e di paura.

I dipinti mostrano una visione bifronte quindi: l’esaltazione di sé, quella superbia che ha spinto sia Icaro, che gli angeli ribelli, ad eguagliarsi con entità assolute, precipitando però nella rovina, nella dissoluzione e nella morte, che è anch’essa fonte di bellezza e di mistero da tempi remoti.

Questa visione governa la percezione della realtà odierna nelle sue rappresentazioni, il tutto descritto come un affascinante volo di “angeliche farfalle” dall’aspetto umano.

Leonardo Colicigno Tarquini

[831] 05/05/2016
LA COMPAGNIA DEI NOVE
PETTEGOLEZZI Tratto da "Rumors" di Neil Simon

Centro dell’Arte Vito Frazzi in collaborazione con LA COMPAGNIA DEI NOVE e Associazione Politico/culturale IN-POLIS

Regia: Marco Guglielmetti

Scenografia: Giuseppe Silvestri, Simona Perruzza

Costumi: Claudia Stefani Migliorato

Attore: Elena Pierattini, Francesca Zagni, Linda Stella Diana Gala, Marco Guglielmetti, Sonia Galli, Giulia Costanza, Antonello Antelmi, Valentina Santoro

Fotografo: Andrea Mandolesi

[830] 10/04/2016
Salvatore Di Gesualdo (1940 – 2012)
Omaggio al musicista/pittore

Salvatore di Gesualdo (Fossa - AQ, 11 aprile 1940 – Firenze, 30 marzo 2012). Autodidatta, ha vinto nel ‘62 il XXII° Trofeo Mondiale di Fisarmonica a Salisburgo. Inizia, da qui, la “crisi” di studio e di isolamento che doveva portare la ”sua” fisarmonica a diventare, a parere unanime, strumento d’arte. Diploma di composizione ('70) con Boris Porena, diploma di musica e direzione corale ('67) al Conservatorio “Rossini” di Pesaro; studi di direzione d'orchestra con Franco Ferrara al “ Santa Cecilia” di Roma. Ha insegnato composizione per la didattica al Consevatorio “Cherubini” di Firenze. Come concertista di fisarmonica classica ha dato più di 600 concerti e secondo musicisti e critica internazionale ha imposto un nuovo corso alla storia della fisarmonica. Oltre che in Italia la sua attività musicale si è svolta con concerti e seminari in Europa, Medio Oriente e Stati Uniti. È stato il primo fisarmonicista a dare concerti per enti, festival e società di musica classica e stazioni radiotelevisive ("Nordic House" e "Teatro Nazionale" di Reykjavik, "Sibelius Academy" e "Ny Musikk" di Oslo, "Accademia reale" di Copenaghen, "Lisinski Hall" di Zagabria, "Tel Aviv Museum", "Gerusalemme Wise Auditorium", ad Haifa, in teatri di Atene e Rodi, "Spoleto Festival", "Estate Fiesolana", "Settembre Torinese", "Teatro comunale" di Firenze, ecc.). Primo concertista della Rai-Tv italiana e "Premio Apollo Musagete " nel 1985. Ha scritto numerose composizioni per pianoforte e per orchestra da camera; per fisarmonica: Improvvisazione n° 1, 2, 3, Epitaffio n°1 e n°2, un lavoro multimediale, Moduli (per f., computer-music, materiali visuali e danza) e Musica pro Guido, in occasione del Millenario di Guido Monaco. Ha elaborato materiale teorico didattico e trascrizioni dalla letteratura da tasto ed ha curato la voce "Fisarmonica" nel Nuovo Dizionario dell'UTET. Ha formato e diretto la "Scuola Superiore di Fisarmonica classica", con seminari e corsi a Firenze, Arezzo e Talla. Ha eseguito la sua trascrizione integrale de "L'Arte della fuga" di Bach (Concerti monografici in TV, Centenario commemorativo di Bach a RAI e TV, Tele-Montecarlo, RAI 3 TV, ecc.). Per ottenere prestazioni ottimali ha progettato la fisarmonica da concerto "V1 SdG". Gli anni Novanta lo vedono attivo anche come pittore e grafico. Dal 2000 data la nuova collana editoriale per la Physa di Treviso di Francesco Visentin, informata a rigore testuale e qualitativo. Nel 2008 esce il Primo Libro di Kunst & Fuga, a cui fa seguito il Libro terzo (Exit) nel 2009 e nel 2011 il Libro Quarto (Schegge). Nel 2004 interpreta l’intera Arte della Fuga all’Auditorio della Vallisa a Bari. Nel 2011 da un concerto alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze per la Settimana della Musica Sacra e successivamente un importante concerto alla Sala Grande della Philarmonija di Kiev in Ucraina, seguito da un seminario presso il Conservatorio Pyotr Ilyich Tchaikovsky. A gennaio 2012 è invitato dagli Amici della Musica di Trapani per un concerto che sancisce i cinquant’anni della sua attività concertistica. La complessa attività artistica di Salvatore di Gesualdo ha trovato spazio in ben dieci tesi di laurea.

[828] 20/03/2016
Elena Pierattini (1991)
Una voce narrante in concerto

Elena Pierattini (Scandicci, 1991). Vive a Scandicci. Diplomata al liceo linguistico internazionale Capponi. Laureata in storia all’Università di Firenze e laureanda in scienze storiche all’Università di Bologna. Al termine degli studi al liceo entra a far parte della realtà culturale e teatrale de La Compagnia dei Nove con la quale ha recitato in produzioni quali Chiaro di luna, Medea, Sogno di una notte di mezz’estate, Mi chiamo… ( tratto da Alice nel paese delle meraviglie)– regia di Marco Guglielminetti e Serenella Izzo; e della nuova compagnia Sereserà con la quale è ora in produzione Pettegolezzi (tratto da Rumors di Neil Simons) –regia di Marco Guglielminetti. Svolge attività di animatrice per bambini con eventi quali lettura di fiabe animate, giochi e attività ludiche in strutture come biblioteche, oratori e scuole elementari. Ha partecipato a progetti di cortometraggi. Ha preso parte come ruolo minore nel documentario francese Le vertige di Stendhal di Alexis Taillant. Sta attualmente seguendo un corso di doppiaggio.

[828] 20/03/2016
Luigi Baldini (1931)
Un poeta prima del concerto

Luigi Baldini (Firenze, 10 maggio 1931). Dal 1967 vive a Scandicci. Perito industriale. Sottotenente istruttore alla scuola di artiglieria di Bracciano. Dirigente, direttore di stabilimento nei settori di porcellana, laterizi e cotto fiorentino. Non si definisce poeta. Ama scrivere a suo uso personale. Tuttavia ha pubblicato, con le illustrazioni del pittore Guy Karloff, un libretto dal titolo “Vapori e nuvole”. Ha partecipato al Premio Casentino di Poppi conseguendo un quinto premio e la segnalazione della giuria. È stato Presidente del Centro dell'Arte Vito Fazzi dal 1991 al 2000. È presidente del circolo Arci delle Bagnesi.

[826] 13/03/2016
Marco Gamannossi
Abbazia di San Salvatore a Settimo: Cripta ad oratorio (anni '20-'30 dell'XI secolo)

La cripta di Settimo è, come frequentemente accade, il cuore più antico della chiesa abbaziale. Una struttura composta da tre vani, di cui quello centrale è a sua volta suddiviso in tre piccole navate grazie alla presenza di quattro colonne. L'apparente rozzezza e semplicità dei rilievi scultorei dei capitelli che spesso riscontriamo in questa tipologia di cripte – definite "ad oratorio" – hanno indotto alcuni storici dell'arte a retrodatare eccessivamente – all'epoca addirittura longobarda – la costruzione di tali locali, mentre sono tutti da collocare, Settimo inclusa, all'XI secolo. Nel caso della nostra Badia, la cripta può essere datata agli anni '20-'30 dell'XI secolo, se rapportata ad altri esempi toscani di cui conosciamo la data di consacrazione: la cattedrale di San Romolo a Fiesole (con cripta del 1028), l'abbazia di San Godenzo (1029), di Elmi (1034), di San Salvatore sull'Amiata (1036). Le quattro colonne presenti alla Badia a Settimo sono coronate da capitelli decorati da borchiette rotondeggianti e "alette"; in origine esse erano intonacate e dipinte a finto marmo, come dimostra il frammento della prima colonna di sinistra.

Tale tipologia trae ispirazione, a proposito di orizzonti internazionali di Settimo, da un'architettura lontana, sia sotto il profilo geografico che religioso: quella islamica, con particolare riferimento alla Spagna dei tempi del Califfato. Se prendiamo come punto di riferimento la moschea di Toledo, oggi chiesa di Cristo de la Luz, edificata nel X secolo, le somiglianze sono davvero impressionanti: una foresta di piccole colonnette che scandiscono fittamente lo spazio, con corredi scultorei semplici e geometrici. Le nicchie che scandiscono tutto il corso delle pareti, trovano elemento di relazione con con edifici sacri tedeschi, come a Ratisbona, Werden e Helmstedt.

A Badia a Settimo l'ambiente è reso ancor più magico dalla presenza di alcuni fori sulle volte con profondità variabile tra i 28 e i 30 centimetri. La funzione di questi elementi non è utile né per la statica, né per l'areazione. Sono fori acustici collocati in maniera tutt'altro che casuale al cui interno furono inserite delle anfore rivolte a testa all'ingiù e che consentono una perfetta propagazione del suono e del canto, senza traccia di rimbombo. Questa antica sapienza la ritroviamo in Francia nella chiesa di San Benigno a Digione, nella cattedrale di Amiens, nell'abbazia di Vezelay e a Cluny.

[826] 13/03/2016
Marco Gamannossi
Abbazia di San Salvatore a Settimo: Facciata (metà XI secolo con rosone gotico e portali barocchi) e campanile (dalla metà del XI secolo al 1370)

Il respiro europeo dell'abbazia di Settimo è sancito, prima ancora che dalle testimonianze artistiche ed architettoniche, da un documento del 998. Tale pergamena, conservata all'Archivio di Stato di Firenze, pur non citando ancora l'edificio come monastero ma come "semplice" chiesa, ha come protagonista l'imperatore Ottone III che ne sottolinea la sua personale protezione oltre a confermare a Settimo i beni che già deteneva. Un secondo documento datato 1015, in cui inequivocabilmente San Salvatore viene descritta come abbazia, fu redatto per volontà dell'imperatore Enrico II. Del resto questo rapporto di scala continentale, unito ad un assoluto protagonismo religioso e politico nei confronti della città di Firenze, risiede anche nel "curriculum" della famiglia che fondò il cenobio: i conti Cadolingi, vero e proprio pezzo di classe dirigente toscana, contraddistinta da forti legami con l'Impero. Infatti – nonostante i Cadolingi avessero tentato più volte in seguito di rendersi autonomi – il titolo di "conte" nel X e nell'XI secolo non era ereditario come lo conosciamo oggi, ma una nomina imperiale. Un titolo a cui corrispondeva una responsabilità di governo in nome dell'Imperatore in persona e che poteva essere anche revocato dallo stesso.

I rapporti col cuore dell'Europa, proseguiti nei secoli successivi con la presenza dei Cistercensi, sono testimoniati lampantemente anche dalla presenza di due busti reliquiari, oggi custoditi nel refettorio dell'abate, legati al culto di Sant'Orsola e del suo seguito composto – secondo la tradizione – da 11.000 vergini martirizzate a Colonia. Uno dei due busti, databile alla prima metà del XIV secolo, proviene direttamente dalla Camera d'Oro della città tedesca.

A proposito di mondo germanico, esso costituisce una delle principali motivazioni che giustificano la costruzione del campanile, caratterizzato da una forma particolare ed insolita: un fusto cilindrico, ritmato da lesene, su cui si imposta un prisma esagonale. Questi due primi livelli, partendo dal basso, furono edificati in pietra alla metà dell'XI secolo. Il terzo e il quarto livello appartengono invece ad epoche successive (rispettivamente alla seconda metà del XII secolo e al 1370). La torre non è più quella originaria, perché minata dai tedeschi in ritirata durante il secondo conflitto bellico nel 1944, ma fortunamenta fu ricostruita fedelmente. Questa sua conformazione evidenzia rapporti con Ravenna, dove spesse riscontriamo campanili cilindrici (Sant'Apollinare in Classe, la basilica Ursiana, Sant'Apollinare Nuovo, Sant'Agata Maggiore, giusto per citare gli esempi più famosi). Ravenna irraggiò il suo stile molto lontano, nel cuore dell'Europa. Per questa ragione anche in Germania troviamo campanili ispirati alla città romagnola che prevedono, come alla Badia, l'alternanza di cilidro ed esagono: ad esempio sono così caratterizzate le torri campanarie della basilica di San Pantaleone a Colonia (990-1000 circa) e dell'abbaziale di San Michele ad Hildesheim (1010-1033).

[825] 06/03/2016
Associazione Scuola del Fiume C.S.W.I. a.s.d (1977)
Performer: Rosanna Bruno

Prima scuola di Wushu in Europa dal 1977, la Scuola del Fiume CSWI è un'associazione senza scopo di lucro legalmente riconosciuta e a.s.d. (associazione sportiva dilettantistica) Fortemente radicata nel territorio scandiccese, è una scuola di arti marziali cinesi dove si praticano le molte discipline che compongono il wushu, dai 4 ai 90 anni di età. Oltre che praticare le arti marziali cinesi, dal wushu moderno al kung fu tradizionale, dal qigong al taijiquan, dal combattimento alle ginnastiche cinesi per la salute e al Giocowushu, nella Scuola ci si approccia alla cultura e al folklore della Cina. Affliliata allo CSEN, i suoi atleti gareggiano anche nella FIWuK, Federazione Italiana Wushu Kung fu del CONI. Il suo ampio corpo insegnante si aggiorna costantemente e si avvale della consulenza di una pedagogista, offrendo un insegnamento di alta qualità. Il sito: www.scuoladelfiume.it

Dichiarazione di missione

La Scuola del Fiume – Centro Studi Wushu Italiano è un’associazione senza scopo di lucro che, come da statuto, si occupa della divulgazione e dell’insegnamento del wushu e delle discipline derivate.

Segue come principio fondamentale il rispetto di sè, degli altri e dell’ambiente sulla base del concetto che ogni individuo è un’entità formata da una componente fisica, psichica e relazionale considerata come un’insieme di equilibri vitali che garantiscono una vita di salute appagamento e benessere.

Per questo il wushu, il cui patrimonio origina dalla filosofia e dalla medicina tradizionale cinese, rappresenta uno strumento efficace e completo che si è evoluto nella Scuola secondo le esigenze dei tempi e del luogo, attraverso un continuo lavoro di studio e ricerca ha dato come risultato un metodo nuovo pur mantenendo i valori tradizionali.

Tale metodo si avvale di esercizi e tecniche per lo sviluppo della percezione, del riconoscimento e controllo della persona aumentandone la consapevolezza, ed è finalizzata quindi al miglioramento della qualità della vita di tutte le persone.

[825] 06/03/2016
Maria Angela Rossi (1960)
Un poeta prima del concerto

Maria Angela Rossi (Firenze, 8 gennaio 1960). Dal 1990 vive a Scandicci. Laureata in Pedagogia e in Psicologia, lavora in un nido d'infanzia comunale come educatrice e con associazioni sportive come formatrice. Da venticinque anni pratica e insegna il “ aijiquan", arte marziale cinese detta anche "Poesia in movimento", presso una storica associazione di Scandicci. Si occupa di alcuni aspetti inerenti alla cultura cinese. Vincitrice del concorso di poesia Visiolemma b-07 di Lietocolle Editore, 2007 - Vincitrice del concorso di poesia Autori alla ribalta, Bergamo, 2007 - Menzione d'onore al concorso l'Arcobaleno della Vita, Lendinara, 2007 - Premio Speciale di poesia MPV Mons Aureus, Montelepre, 2007 - Vincitrice del concorso Sabinae, spazi della creazione, Cantalupo S, 2008 - Premio speciale della giuria dei bambini, Favolando, Milano, 2008 - Menzione d'onore per la poesia al premio I Dioscuri, Barcellona P.G., 2011 - Segnalazione al Premio Letterario Ibiskos, Empoli, 2012 - Vincitrice sez. silloge poetica del Premio Scriviamo Insieme, Roma, 2014 - III posto al concorso Parole e immagini, Mellana di Boves, 2014 - III posto per la sez. silloge poetica al concorso Montefiore, 2014 - Menzione per la sezione opera edita al Premio Lorenzo Montano, Verona, 2015. Nel 2008: sono usciti: per Studio64, la raccolta di poesie Uomini al lavoro_Men at work - per Sabinae Ed. la raccolta di poesie Chanson d’ - per Mauro Pagliai il libro di racconti Teoria e tecnica della pappa col pomodoro - per l'Associazione Culturale F.A.T.E. l’audiolibro Clouds between us, AA.VV. Nel 2014: ha partecipato all'antologia “Sotto il cielo di Lampedusa” di Rayuela Ed, prefazione di Erri de Luca - Ha performato il poemetto in versi liberi “E l’arpa in spalla”, sui musici migranti, a Sovigliana (Centro Formazione Musicale), Milano (Salvi Show Room e Cooperativa la Liberazione) e Spezia (Rassegna Ethnografica), in una lezione spettacolo di arpa a movimento semplice. Nel 2015 sono usciti: per Ed Simple la raccolta di poesie Uomini al lavoro, II edizione ampliata e rivista - per Ed. Montag il monologo poetico Ormonica contata - Suoi testi di poesia civile si possono trovare in rete su Sagarana (Rivista di Julio Monteiro Martins), e su La macchina Sognante, in seguito alla mia esperienza con il movimento 1000TPC Thousand Poets for Change. - Altri testi sono visionabili sulle pagine facebook degli ultimi due libri usciti.

[824] 06/03/2016
Antonia del Sambro (1968)
Uno scrittore prima del concerto

Antonia del Sambro (San Severo FG, 21 Agosto 1968). Ha vissuto a Scandicci dal 1998 al 2010, attualmente vive a Pisa. È giornalista iscritta all’Ordine, critica letteraria e redattore editoriale. Laureata presso l’Università degli Studi di Firenze in Lettere moderne, con una tesi in Storia e critica del Cinema, da anni collabora con giornali e riviste nazionali scrivendo di arte, cultura, cinema, teatro e recensendo libri e autori. Nel 2008 ha fondato a Firenze l’agenzia letteraria Aemme, facendo pubblicare soprattutto autori giovani ed esordienti. A Scandicci ha partecipato attivamente al gruppo “Il luogo, la poesia”, organizzando molte iniziative inerenti alle varie espressioni artistiche. Dal 2000 è anche membro fisso di Premi letterari nazionali. Dal 2013 ha creato e realizzato il Progetto Spagna, con cui fa partecipare autori italiani ai più prestigiosi concorsi letterari iberici e fa pubblicare opere italiane in Spagna e Sudamerica. Bordertown è il suo primo romanzo.

[823] 28/02/2016
Manuela Minacci (1944)
Un poeta prima del concerto

Manuela Minacci (Pari GR, 30 Luglio 1944). Vive a Scandicci. Si è dedicata, fin da giovanissima alla pittura e alla poesia, con riconoscimenti anche nazionali. Si è laureata e ha vissuto a Milano fino agli anni ’80, partecipando attivamente a Gruppi letterari, filosofici e grafico-pittorici, con pubblicazioni e Mostre. Trasferitasi a Firenze, ha insegnato all’Istituto Statale d’Arte e negli anni ’90 ha approfondito lo studio della Teologia e della simbologia delle Icone, che l’ha condotta all’approfondimento verso il prezioso sapere spirituale sia dell’Occidente che dell’Oriente. I suoi cataloghi sono stati presentati da critici e storici dell’arte: Don Giuseppe Billi, Duccia Camiciotti, Roberto Cellini, Amalia Ciardi Dupré, Cecilia Filippini, Anna Maria Guidi, Anna Maria Masieri, Mila Mastrorocco, Tommaso Paloscia, Susan Scott, Paola Torrini, ed altri.

La critica ha apprezzato soprattutto il suo tentativo di attualizzare i segni del sacro attraverso un’indagine spirituale ed ontologica, che sfocia nella ricerca metafisica. Come evidenzia la critica d’arte Mila Mastrorocco, “… nelle sue opere si avverte l’attesa costante di un’idea rivelatrice, conseguenza di un atteggiamento di ascolto illuminante…“

“L’autrice sceglie i percorsi che, nel labirinto dell’esistenza, portano al centro del Mistero e per superare la lacerante separazione fra due mondi, quello visibile e quello invisibile, usa simboli archetipi, con la loro forza evocativa, in una narrazione che tende a divenire sempre più rarefatta ed allusiva.”(Tommaso Caloscia)

“… Manuela avverte la necessità di annodare la sacralità al quotidiano e per questo attinge alle proprie origini: i suoi monti, fiumi, boschi e mari trasfigurati riconducono ai monti, ai fiumi, ai boschi e ai mari della sua amata, selvaggia e amara Maremma, mai realmente abbandonata, con i valori di solidarietà, tenacia e speranza, che da microcosmo sfuma in macrocosmo.” (Paola Torrini)

[822] 21/02/2016
Vinicio Berti (1921 – 1991)
Omaggio al pittore Vinicio Berti

Vinicio Berti (Casellina e Torri, oggi Scandicci 11 Giugno 1921 - Firenze 18 Settembre 1991) è stato uno dei principali esponenti dell’astrattismo nel panorama italiano. Esordì nei primi anni Quaranta con opere di carattere realista-espressionista, che nel loro accostarsi al mondo popolare e alla drammatica realtà della guerra esprimevano una categorica rottura nei confronti della tradizione pittorica fiorentina, specie post-rosaiana. Berti approdò alla pittura astratta nel 1947, dopo un primo periodo di rilettura del cubismo e del futurismo (1945/1947), e proseguì sulla strada delle avanguardie storiche (in particolare seguendo la linea di Mondrian, Malevic, Magnelli) inserendosi aitante nel generale rinnovamento della cultura artistica europea. Il percorso artistico intrapreso insieme con altri pittori toscani, a lui vicini per idee e convinzioni estetiche, giunse così alla formulazione di quella che egli chiamò “una nuova classicità”: l'opposizione convinta a tutte le tradizioni classicheggianti ancora presenti nell’arte contemporanea. Composizione verticale e Simbolo furono le opere più rappresentative di questa stagione di vigoroso fermento antagonista. Insieme a Bruno Brunetti, Alvaro Monnini, Gualtiero Nativi e Mario Nuti fondò il gruppo di ”Astrattismo classico”, che ebbe tuttavia una breve e discussa esperienza, conclusa nel 1950 con la redazione di un Manifesto che fissa le posizioni estetico-culturali. Sul piano della sperimentazione personale, alla rigorosa impostazione geometrica classica espressa negli ultimi anni Quaranta, che si riverbera ancora in opere più mature come il ciclo delle Cittadelle ostili (1955-56), segue un fase che lo stesso Berti definisce di Espansione dell’astrattismo classico (1951-55), caratterizzata da una grafia più libera e da una maggiore evidenza di collegamenti tra linee e piani di colore. Dopo l'Omaggio a Einstein, in quella sorta di viaggio nel relativismo spazio-temporale, l'artista giunge con i cicli delle Brecce nel tempo ('55-'58) e dell'Avventuroso Astrale ('59-'60) a soluzioni ispirate dalle coeve imprese spaziali. Il 1963 è invece l'anno del premio Fiorino, ottenuto con l'opera Utopia del tempo H3, nella quale Berti racchiude la concezione dell'uomo consapevole delle sue immense capacità espressive. Dal 1966 il lavoro incessante prosegue con Cittadelle di resistenza, Partenza zero, Geometria volumetrica e Realtà antagonista, sino alle opere intitolate Dal basso in alto (1981), preludio alle più recenti Visioni verso l’alto, che rappresentano la fase estrema dello sviluppo astrattivo classico nel confronto con il divenire della realtà contemporanea. Nel 2000 il Centro d’arte Spaziotempo gli dedica la retrospettiva Dipinti e disegni 1940/1991 corredata da una monografia edita da Giunti. Il 2003 lo vede protagonista di altre due importanti mostre antologiche a Firenze – Sala d’Armi di Palazzo Vecchio – e a Milano – Museo della Permanente, Pittura totale 1940-1991. A novembre 2011 una nuova mostra dedicata al ciclo Guardare in alto lo vedrà protagonista alla Galleria Frittelli arte contemporanea. (Frittelli Arte Contemporanea)

Pittore contro, Berti, lungo tutta la propria vicenda quarantennale, pittore resistente, resistenziale anzi, antagonistico, insubordinato, insubordinabile, popolarmente vigile, e passionalmente contestatorio. Capace tuttavia anche di riflettere criticamente sulla dimensione utopica nella quale la sua fiducia politica di risarcimento comunque si fondava. Autenticamente contro perché motivato nel profondo da tale passionalità, ma autentico anche perché interamente operante la propria contrapposizione in termini di linguaggio della pittura.

Se la collocazione storica dell'attività di Berti si pone dapprima in una dialettica interna al “concretismo” italiano del secondo dopoguerra (in termini di vocazione alla materialità contro ogni idealizzazione), quando riteneva di poter affermare la necessità d'una ricerca avanzata corrispondente ad una visione politica innovativa (facendo propria la lezione dei “costruttivisti” russi); e poi si afferma nei termini d'un figurare emblematico sempre più teso in una frontale contrapposizione ad ogni ottimismo opportunistico e di trasgressione sociale; la ragione della sua forza e della sua originalità consiste infatti nell'aver realizzato il proprio “essere contro”, il proprio esistere, antagonistico, sempre e soltanto attraverso mezzi di pittura, come dunque articolazione propositiva fortemente impressiva di segni, forme, colori, personalissimamente determinati. Nella sua fervida immaginazione, testimone profondo del disagio dei tempi.

Enrico Crispolti, Berti, un resistente, antagonistico. Testo inserito in Vinicio Berti. Dipinti e disegni 1940/1991, Giunti editore, Firenze, 2000

Un meritato tributo. Ricordo che quando Vinicio Berti insegnava all’Accademia di Belle Arti di Firenze, molti di noi studenti, terminata la lezione, lo seguivamo per le vie del centro per cogliere le sue riflessioni di vita e sull’arte. Prima ancora di essere un grande pittore era un vero Artista. Nelle nostre discussioni in movimento, poneva quesiti e temi di riflessione che allora ci facevano riflettere molto e ancora oggi mi risultano attuali. Ci ha trasmesso quella libertà interiore che sa riconoscere solo chi la possiede, e non mi pare poco. Grazie Vinicio

Vincenzo Zappia

[822] 21/02/2016
Corrado Marsan
Storico e Critico dell'arte
[821] 14/02/2016
Giuseppe Compagnoni (1936)
Un pittore prima del concerto

Giuseppe Compagnoni (Firenze, febbraio 1936). Da oltre 40 anni vive a Scandicci. Ha cominciato a dipingere in giovane età, quando frequentava la scuola media, sollecitato e incoraggiato dal professore di disegno che aveva riconosciuto in lui un talento per le discipline artistiche in particolare nel disegno e nella pittura. Nel corso degli anni ha coltivato la sua grande passione per la pittura, alternando periodi di intensa attività a periodi di pausa riflessiva. Ha partecipato a numerosissime mostre sia collettive che personali in varie località della Toscana ottenendo sempre riconoscimenti molto positivi per il suo operato e critiche lusinghiere. Alcune sue opere si trovano in collezioni private a Firenze, Roma, Parigi e New York.

Giuseppe Compagnoni, dipinge da quarantacinque anni vari soggetti della vita quotidiana; fotografando il soggetto scelto. Tutta la sua arte è influenzata dalla fotografia, che lui usa come ausilio per produrre i suoi lavori e per cogliere meglio quel preciso attimo. Le sue opere sono state prodotte in massima parte in pittura ad olio, usando i colori pastosi che producono effetto a rilievo, e con alcune velature per creare trasparenze; si è cimentato anche nell’uso della tecnica ad acquerello e nella grafica ottenendo risultati ragguardevoli. I suoi acquerelli accesi dalla scelta della tavolozza esprimono un tono drammatico anche grazie alla caratteristica dell’uso di una luce abbagliante, dando l’impressione che il colore possa esplodere in un incendio nostalgico; nonostante il risultato dell’acquarello sia di per sé delicato.

Compagnoni è un pittore che si è cimentato in soggetti classici come i paesaggi, raffiguranti le vedute delle colline (Monte Oliveto, il Boschetto ecc.) e stradine fiorentine, rievocando quella Firenze oramai scomparsa. Nelle nature morte il tratto è morbido e levigato. In alcuni dipinti emerge un sapore astratto, come nelle “Quattro Stagioni”, ossia esplosioni di colore descritto con gioia creativa in un’atmosfera sospesa.

Leonardo Colicigno Tarquini

[820] 07/02/2016
Leonardo Fricelli (1957)
Mostra fotografica

Leonardo Fricelli (Firenze, 12 Febbraio 1957). Documenta con le sue foto, da 15 anni, i concerti del Centro dell'Arte Vito Frazzi. Ha iniziato la sua attività di fotografo nel 1974, “scattando” foto per alcuni amici nelle cerimonie civili e religiose. Ha collaborato con il fotografo Rosy Piero ed alcune delle sue opere sono apparse su quotidiani, settimanali, riviste e copertine di CD. Ha partecipato a vari concorsi fotografici con lusinghieri riconoscimenti e recentemente gli è stata assegnata una Targa premio dall’organizzazione del Concorso Regionale di Miss Italia per l’Emilia Romagna, in riconoscimento della sua opera svolta quale fotografo nel corso delle selezioni di Miss Italia (sia Emilia Romagna e la Toscana). Leonardo Fricelli collabora con il mensile “Toscana Tascabile” ed è il fotografo ufficiale della Stagione Artistica de “I concerti della Città di Scandicci”. Fricelli ha tenuto 25 mostre in varie località italiane, tra cui si segnalano le Mostre presso l’Hotel Riviera di Misano Adriatico, nella Sala Consiliare del Comune di Scandicci così come nella Palazzina Direzionale sempre a Scandicci. Ha esposto in mostre personali nel Salone Sant’Antonino a Bellariva, nel Salone Don Bosco e nella Chiesa del Corpus Domini di Firenze.

[820] 07/02/2016
Duccio Corsini (1973)
Un poeta prima del concerto

Duccio Corsini (Firenze, 13 Marzo 1973). Vive a Scandicci. È laureato in Scienze Politiche presso la facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze. Ha pubblicato “Il sole nel silenzio” (Polistampa, aprile 2012), che è arrivato 3° al “Premio letterario internazionale Lilly Brogi La Pergola arte” di Firenze, V edizione 2012; “La terrazza sul lungofiume” (Bastogi Libri, giugno 2013), che è arrivato 2° alla XVIII edizione del “Premio letterario internazionale MICHELANGELO“ (Ovada, AL); “Il vento dell’anima” (Ibiskos Ulivieri, marzo 2014) che è arrivato 3° al 10° premio internazionale di poesia “Danilo Masini” (Montevarchi) e finalista al 10° concorso internazionale “Autori per l’Europa 2013” ed è stato presente ai saloni del libro di Torino e di Londra nelle edizioni del 2014; “Allo specchio nel mare della vita” (Bastogi Libri, marzo 2015) che è arrivato 1° al “Concorso internazionale di poesia Lions Club Cortona Clorito Clanis” III edizione anno 2014-2015. Ha partecipato anche a 3 concorsi di poesia inedita in ognuno dei quali è stato premiato. Dal luglio 2014 è il segretario della Camerata dei Poeti di Firenze.

È recensito sul numero 54/53 nuova serie di “LUNARIONUOVO” da Stefano Lanuzza, sul numero 17 dell’anno 9 di “Fronesis” da Massimo Seriacopi, su www.literary.com da Roberta Degl’Innocenti, e sul numero 47 di “Gradiva” da Annalisa Macchia. Ed è presente nelle antologie poetiche “I poeti contemporanei e la critica, volume II” (Bastogi, giugno 2012), “Voci fiorentine” (Ibiskos Ulivieri, ottobre 2013) e “Letteratura italiana - Poeti e narratori italiani” (Bastogi Libri, febbraio 2015)

[819] 31/01/2016
Francesco Forconi (1985)
Un pittore prima del concerto: SKIM

Francesco SKIM Forconi (Firenze, 15 Ottobre1985). Vive a Scandicci. Diplomato in Arte della Grafica Pubblicitaria e Fotografia presso l'Istituto d'Arte di Firenze nel 2006. Diplomato in tecniche di Animazione tradizionali e moderne presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze 2009. PREMIO ACI FIRENZE 2013, premiato da Giuliano Ghelli e Aurelio Stefanini PREMIO MIGLIOR GIOVANE ARTISTA DELLA TOSCANA 2013 toscana TV e PREMIO VERNICE ART FAIR 2014 FORLI' premiato da Vittorio Sgarbi. 2007 - Murales Festival creatività Firenze 2007; Murales Terra Futura 2007; Murales Pitti Immagine; Corto animato per Emergency; Murales stazione rifredi su commissione Trenitalia. 2008 - Vino Vignette e Musica a Bordighera 2008; Corto Animato " Ice banana”; Murales Festival creatività Firenze 2008. 2009 - Murales Festival creatività Firenze 2009. 2010 - Varie apparizioni in televisione con performance di pittura; Murales in teatro per i terremotati di Haiti; Murales per la Notte Bianca a Firenze; Murales per il centro fiorentino per i 150° anni di Italia; Decorazioni in varie scuole elementari fiorentine; Personale al Caffè Principe; Personali d' arte in varie gallerie; Donazione di opere per la ricerca per FIORONE 2010; Personale d'arte presso Confartigianato di Prato. 2011 - Biennale d'arte di Firenze 2011 con Fiorone. 2012 - Mostra dedicata a Coveri a Prato 2012; Personale alle Giubbe Rosse 2012; Marilyn I' arte nel mito, Forlì, Palazzo Albertini Aprile 2012; Collettiva dedicata a Pinocchio, Prato Dicembre 2012. 2013 - Biennale d'arte di Firenze 2013; Opera inserita presso il Museo Opera del Duomo di Prato Festa degli artisti internazionali, Marzo 2013; Collettiva presso ACI Firenze: opera premiata, Aprile 2013; BAU 10; Presso il GAMC Museo di arte moderna di Viareggio, Aprile 2013; Personale Galleria Lato a Prato, Maggio 2013; Dove sta ZA’; Mostra dedicatata a Zavattini Biblioteca Nazionale Firenze, Giugno 2013; Graffito Scuola Rodari Scandicci, Luglio 2013; Donazione di opere per la ricerca per FIORONE 2013; Graffito a New York, presso 5PTZ, Agosto 2013; Graffito asilo Pane e cioccolata con Casa Alessia e Comune Scandicci, Settembre 2013. 2014 - Personale presso Palazzo Malaspina; San Donato in Poggio; Tavarnelle v.d.p., Gennaio 2014 - Premio Miglior Giovane Artista della Toscana 2013 consegnato da Toscana TV; Gennaio 2014; Colletiva mostra Amore, Palazzo Malaspina Febbraio 2014; Premio Arte Fiera Forli consegnato da Vittorio Sgarbi; Biennale Lasciamo il segno a RHO (milano). 2015 - Marilyn Monroe collettiva a Pergine Valsugana (TN); Comics contest street firenze: mr wany e i 7 migliori writers; Street player jam milano san siro graffito ippodromo 2015; Personale Spedale Sant' Antonio Lastra a Signa- Museo Caruso,

Francesco Forconi, in arte “Skim”, usando il colore in maniera energica e seducente, riesce a rendere particolari ed uniche le sue opere; vi inserisce una storia al suo interno ed unisce lo stile grafico alle diverse espressioni artistiche.

Skim analizza tutte le sfaccettature del quotidiano e le traduce in opere d’arte; sia composte sulla tela, che opere d’arte da strada. Anzitutto ci troviamo di fronte ad un giovane che si esprime sia come pittore che come graffitaro e addirittura come fumettista. Dopo aver completato i suoi studi ha viaggiato a lungo, giungendo in città vivaci come New York, entrando in contatto con le opere di Hading. La molteplicità di stili e di tecniche impiegate da Skim è la principale caratteristica che balza all’occhio: dai markers alle bombolette spray, fino ai più tradizionali colori ad acrilico ed olio su tela; dalla pennellata morbida al tratto netto sul colore violento ed uniforme. I personaggi più usati e da lui creati sono un simpatico e vivace funghetto, il moscardino, la meravigliosa Marylin Monroe, Child Zone e la Valigia Blu. Interessanti poi sono i quasi Kaos, ove l’artista incastra tante storie e crea un puzzle di immagini scomposte. E’ un artista colto; in alcune sue opere cita oppure rivisita particolari od intere parti di famosi capolavori dell’Arte mondiale: per esempio nel manichino “Van Gogh” vi ritrovo tutta la biografia del pittore olandese; Skim ha infatti citato i capolavori del maestro, dall’Autoritratto col cappello di paglia alla celeberrima Notte stellata.

Grazie alle sue doti ha ricevuto molti premi, come il premio Arte Fiera consegnato da Vittorio Sgarbi ed esposto le sue opere in varie esposizione; tra le quali una mostra personale a Lastra a Signa.

Leonardo Colicigno Tarquini

[819] 31/01/2016
Leonardo Colicigno Tarquini (1993)
Critico d'arte

Leonardo Colicigno Tarquini (Firenze, 3 novembre 1993). Vive a Scandicci. Diplomato nel 2012 al Liceo Artistico “Leon Battista Alberti”. Laureando in Storia dell’Arte Medioevale all’Università di Firenze. Fa parte dell’Associazione “Young Artist” di Scandicci, associazione che raggruppa tanti giovani artisti sul territorio, e qui ricopre la figura di storico dell’arte. Settimanalmente ricerca e descrive curiosità, beni storici e artistici di Scandicci, che pubblica sulla rubrica intitolata “ Curiosarte”. Molti dei suoi articoli vengono pubblicati anche su giornali e riviste locali e su Facebook. In passato ha collaborato con il “Centro dell'Arte Vito Frazzi” e dal 2016 svolge il ruolo di critico d’arte in riferimento agli artisti invitati.

[818] 24/01/2016
Giuseppe Fricelli (1948)
Un musicista prima del concerto: Presentazione del libro di Giuseppe Fricelli "Allegro, Largo, Vivace"

Giuseppe Fricelli (Figline Valdarno, 09 Luglio 1948). Dal 1997 è nella direzione artistica sezione musicale del centro dell’arte Vito Frazzi di Scandicci. Vive a Firenze. Si è formato al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze diplomandosi con il massimo dei voti sotto la guida di R. Nardi. Ha studiato musica da camera per quattro anni con Franco Rossi, e composizione con Vito Frazzi. Ha suonato, in prima esecuzione assoluta, più di cento composizioni. Vincitore di borse di studio, si è distinto in vari concorsi pianistici e cameristici. Ha tenuto 2000 concerti come solista e come camerista in Italia, Europa, Giappone, Australia, Africa e Medio Oriente. Moltissimi i suoi concerti in duo con i flautisti Mario Ancillotti, Roberto Fabbriciani, Severino Gazzelloni, con il violoncellista Bacchelli, con il violinista Michelucci e con l’attore cantante Alfredo Bianchini. Da ventitre anni svolge intensa attività concertistica in duo pianistico con Giovanni Carmassi. E’ stato invitato a tenere concerti in vari festivals e stagioni concertistiche: Festival dei Due Mondi di Spoleto, Avignone, teatro Valle ed Eliseo di Roma, Teatro della Pergola di Firenze, Teatro Massimo e Biondo di Palermo, Kammeroper di Vienna, National Gallery di Dublino, Accademia di Gerusalemme, filarmonica di Tel Aviv, Ente Arena di Verona, Accademia Chigiana di Siena, Musikhalle di Amburgo, Museo Al Prado e Accademia Reale di Madrid, sale da concerto dei conservatori di musica di: Malaga, Tokyo, Damasco, Tolone, Siviglia, Oslo, Bologna, Milano, Napoli, Firenze, Lubecca, Kiel, Verona, Bolzano, Tromsø, Teatro Manoel di Malta, Innsbruck Octagon Theatre di Perth. Melba Hall di Melbourne, Ateneu du Porto, Museu Machado de Coimbra, Sala Verdi di Milano, Sala del Comune di Bruxelles,Teatro Giordano di Foggia, Auditorium Rai di Torino Ha registrato per varie reti televisive e radiofoniche: NRK (Norvegia), BBC, Melba RAI, Radio Vaticana, Radio Giappone, Spagnola, Egiziana, Greca, Maltese, Svedese, Olandese, Belga, Australiana, Austriaca, Rumena, Siriana,Israeliana, Tele Montecarlo, Capodistria,RAI Radiotelevisione Italiana. Ha inciso vari dischi e curate molte pubblicazioni musicali per la Carisch, la Berben, la Pizzicato, la Cecchini, l’Eridania, la Ciliegia, il Chiostro. Ha scritto musiche di scena per varie commedie e brani pianistici. Più volte membro di commissioni in concorsi nazionali pianistici, ha inoltre scritto saggi pubblicati su riviste, quotidiani e libri. Molte composizioni a lui dedicate da musicisti quali: Margola, Chailly, Rigacci, Cardini, Grego, Calligaris, Cioci, Abbado, Casagrande, Anzaghi, Adorno, Zangelmi, Mascagni, Spezzaferri, Scattolin, Rossi, Fellegara, Ramous, Valdambrini, Fabbriciani, Zanon, Da Ros, Miari, Anastasi, Riccardi. Già docente di pianoforte principale presso il conservatorio di Bolzano, Verona, Bologna. Insegna oggi presso il conservatorio di Firenze, e da tempo cura mostre di grafica, abbinate a suoi recitals, dei Maestri Pietro Annigoni e Primo Conti di cui fu amico. Da anni tiene corsi di perfezionamento e masterclass presso l’Accademia Musicale di Firenze. Ha tenuto masterclass presso the School of Music of the Victorian College of the Arts of the University of Melbourne. Ha collaborato in veste di pianista e compositore in vari spettacoli e commedie con registi quali: Tatiana Pavlova,Umberto Benedetto,Paolo Poli,Alfredo Bianchini,Cosimo Fricelli e con attori come Andreina Pagnani, Turi Ferro, Ave Ninchi, Paolo Pieri, Annamaria Sanetti, Saverio Marconi, ecc. Oltre centocinquanta i recitals da lui tenuti in molte città europee con la spinetta.Una pubblicazione dal titolo La Spinetta edita dalla Carisch e curata dallo stesso raccoglie molte composizioni scritte da validi Autori contemporanei a lui dedicate. Ha inciso vari Dischi e CD ed ha vinto il primo premio assoluto al VII° Concorso di Composizione Pianistica “Città di Savona 2006”.Attualmente è direttore artistico del concorso nazionale “Vito Frazzi” di pianoforte, del concorso musicale “Città di Bardolino”, del concorso per autori di teatro “Sarah Ferrati”, del concorso di pittura “Primo Conti” di Firenze. Tiene corsi estivi di perfezionamento a Norcia e ad Abbadia San Salvatore, è creatore e direttore artistico dei premi Spezzaferri di Verona e Rinaldo Rossi di Mantova e del Concorso Pianistico nazionale “Val di sole”.

[817] 19/12/2015
Gennaro Oriolo (1942 – 2014)
Omaggio al poeta

Gennaro Oriolo, poeta, uomo politico e di cultura, professore e preside appassionato. (Crosia 20 Dicembre 1942 - Firenze 24 Agosto 2014). Ha vissuto e scritto a Scandicci. Laureato in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi sullo storico delle religioni rumeno Mircea Eliade, è stato per anni preside e dirigente scolastico. È stato dirigente nazionale dell’Associazione Nazionale Presidi. È stato membro del Consiglio d’amministrazione di Scandicci Cultura dal 2004 al 2006. Fondatore e animatore del Circolo Amici della Pace Mondiale, ha curato innumerevoli incontri sui temi più diversi. In costante dialogo coi giovani, non ha mai smesso di tentare di far incontrare la cultura e le persone, dotato come era della grazia di saper mettere insieme idee e individui. Ha pubblicato tre raccolte poetiche: Meditate fughe e taciti abbandoni (2006), Mute parole e ingannevoli delizie (2010), La smemoria del tempo (2014). Ha curato l’antologia Poesia toscana del ‘900 (2007). Il suo sguardo poetico è introspettivo, rievocativo, ma anche ironico e distaccato.

“Eppure l’uomo delle contraddizioni e della sfida sapeva affiancare al mistico una potente ebbrezza per la vita; ma forse in questo non c’è contraddizione; solo consapevolezza dell’indicibilità del mistero dell’esistenza, di cui bisogna godere fino a che si può. E in questo Gennaro è stato un uomo vorace. Ha goduto, amato, patito, e lo ha fatto con foga, senza risparmiarsi. La sua vita è stata un cantiere aperto di sentimenti, di idee, di suggestioni." (Francesco Maria Tedesco)

“Un operatore di grande cultura e di sapiente mimesi nel quale il divertissement (nel senso del pensiero divergente e della reinvenzione ludica) conduce fino alle radici di un’estrema drammaticità dove finito e infinito, vita e morte, esistere ed essere, tutto e nulla confermano la pienezza di una coscienza alimentatasi al mito mediterraneo di una terra dove un tempo abitarono gli dei e dove ancora è possibile respirarne gli ultimi pollini” (Franco Manescalchi)

“La parola di Oriolo è capace di distendersi dalla colloquialità alla più intensa e sorvegliata stilistica delle emozioni. Riesce facilmente a sostenere un tratteggio di solennità quasi classica, e si abbandona volentieri e con gioia allo scherzo e all’irrisione, riuscendo anche a sorprendere per freschezza retorica quando si trova a tratteggiare il sereno distacco da ogni soverchia quanto inane costruzione del pensiero umano” (Giuseppe Marrani)

“Ci manca già il suo spirito critico e arguto la voce di Gennaro è sempre stata libera e autorevole, mai banale: quella di un uomo di cultura, di un pensatore, con una grande onestà intellettuale e umana accompagnata da un fortissimo senso civico” (Sandro Fallani, Sindaco di Scandicci)

[816] 13/12/2015
Roberta Vezzosi (1959)
Un poeta prima del concerto

Roberta Vezzosi (Firenze, 05 Novembre 1959). Vive a Scandicci. Ha recitato fin dalle elementari… ( è a sette anni, la sua prima canzone, su una macchina da scrivere, rigorosamente"Olivetti") poi su si fino ad arrivare alle più note ribalte fiorentine, infatti è dell'85 la sua prima regia dell'Amleto, interprete Sandro Lombardi dei Magazzini Criminali. Autrice, attrice anche di strada o itineran-barbona, ha scritto due libri di poesie, il primo "Frammenti di specchi taglienti" per il Masso delle fate e il secondo"Il tango del Borneo" della Polistampa. L'ultimo sua fatica è il romanzo "Sole sulla città" storia di donne al tempo della seconda guerra mondiale a Firenze, Maria Pacini Fazzi editore, portato al Teatro-Studio di Scandicci l'anno scorso, insieme ad una compagnia di " sette magifici attori" tutti residenti all' R.S.A. Acciaiolo. E la musica è da sempre parte integrante dei suoi lavori teatrali come ne "La Bambola Birmana" una storia vera sulla violenza alle donne, con un Carlo Monni pazzesco nella parte del marito violento.

[815] 13/12/2015
Fiorella Macchioni (1945)
Un poeta prima del concerto

Fiorella Macchioni (Novara, 29 ottobre 1945). Vive a Scandicci. I suoi primi anni li trascorre ad Omegna sul lago d'Orta in seguito si trasferisce a Torino e dopo il ginnasio, frequenta la scuola d'arte ceramica di quella città si trasferisce a Firenze dove a Porta Romana si diploma maestra d'Arte sotto la guida del Prof, Salvatore Cipolla. In seguito si iscrive all'Accademia di Belle Arti seguendo il corso di pittura del prof Carlo Severa ed Afro Basaldella diplomandosi nel 1969. Nel 1968 inizia a proporsi al pubblico con le prime mostre conseguendo premi e riconoscimenti. Le sue opere fanno parte di collezioni private in Italia, Francia, Stati Uniti. Insegna pittura ad acquerello ed iconografia sacra presso Istituzioni pubbliche e varie Associazioni culturali. Dopo la pittura tradizionale intraprende quella delle icone; le sue opere sono in collezioni private ed in alcune chiese (San Alessandro a Giogoli (Fi), San Salvatore a Corte (Capua) ecc. "Il Volto e l’Anima" (2006) è il suo primo libro di poesia. Pubblica "I miei cinque anelli" nel 2009. Nel 2015 pubblica il romanzo”Il profumo dell’ombra”. Ha ricevuto diversi premi fra cui il “Città di Rufina” nel 2009. Al "Portone” di Pisa è stata premiata nel 2009 per la Silloge, e nel 2010 per la poesia edita con il libro “I miei cinque anelli", premiato anche a Roma in Campidoglio al concorso “Alberoandronico". È presente su riviste ed antologie. Hanno scritto di lei, fra gli altri: Silvio Ramat, Giorgio Barberi Squarotti, Lorenzo Bertolani, Mariella Bettarini, Alberta Bigagli, Paola Lucarini, Giorgio Mozzanti, Anna Maria Guidi, Senzio Mazza, Elvio Natali, Mario Sodi.

[814] 08/12/2015
Adolfo Straziati (1952)
Un fotografo al centro commerciale "La Maschera"

Adolfo Straziati (Firenze, 12 Settembre 1952) fin da ragazzo ha visitato mostre di fotografia di celebri autori e ha proseguito nel suo interesse documentandosi con ricerche sulla storia della fotografia. Inizia a fotografare con il B/N, sviluppa e stampa in proprio nella sua camera oscura. L’attenta ricerca ai particolari nei suoi lavori gli permettono di conseguire numerosi premi nei vari concorsi fotografici Fiaf nazionali; molte immagini sono presenti nei libri annuali Fiaf. Fa parte del foto-club “Il Ponte” dove si perfeziona nelle tecniche fotografiche, sia nel B/N, nella fotografia a colori e con pellicola diapositiva. Ha collaborato alla realizzazione del libro “la ferriera di Torniella”, lavoro fotografico in B/N, seguito dalla mostra personale itinerante a Colori dei "Paesi e paesaggi del grossetano”. Tanti portfolio in suo attivo e numerose immagini sono state selezionate per la realizzazione di "Cartoline", divulgando belle immagini della Toscana. Oggi fotografa utilizzando sia la pellicola che il digitale e i suoi temi preferiti sono il reportage, il paesaggio, lo sport ed il ritratto. Nel 2010 elabora sul web una raccolta di sue immagini fotografiche dal titolo “Benvenuti a Scandicci”, un lavoro dedicato interamente alla sua città di residenza. L’attività più recente riguarda una mostra dal titolo “Immagini di poesie”, nella Galleria la Maschera, al Centro Rogers di Scandicci dove le sue fotografie sono abbinate alle poesie della poetessa Mara Faggioli. A Gennaio 2016 sempre insieme a Mara Faggioli viene inaugurata nel “Bar Marisa” una nuova mostra di Pittura, Fotografia e Poesia.

“… Anche la tecnica fotografica ha subito trasformazioni: il file può essere visionato immediatamente e selezionato tra tantissimi scatti. Adolfo Straziati non sfugge al contemporaneo, con la sua digitale sempre in tasca è un cacciatore di immagini sempre in attenta ricerca e pronto a catturare ciò che lo attrae, vuoi una reiterazione di papaveri, il movimento dell’acqua di una cascata o la bellezza di un solo fiore. …”

Vincenzo Zappia

[813] 06/12/2015
Lucia Visconti (1952)
Un poeta prima del concerto

Lucia Visconti (Abbadia San Salvatore, Siena, 1952). Vive a Firenze. Ha insegnato in diverse scuole di Scandicci. E’ sposata e madre di cinque figli. Laureata in Pedagogia presso il Magistero di Firenze. Ha pubblicato sillogi poetiche: Orme di Signoria, Chirico Editore, Napoli, 2003, prefato da Mario Sodi; Per mano, Edizioni Polistampa, Firenze, 2008, prefato da Carmelo Mezzasalma; Humus CFR ed. 2011; Dietro i vetri in dialetto badengo, stampato in giugno 2008, nella collezione di novecento poesia; sempre in dialetto All’otta mai, ed, La meta Maggio-Giugno 2010 Firenze Con il volto di terra, racconto edito da Cantagalli – Siena nel 2007, prefato da Annalisa Macchia e Plinio Perilli, L’eco Rossa, racconto autobiografico sull’esperienza del cancro, prefato dall’iconografa Fiorella Macchioni, pubblicato nell’ottobre 2008 dalla LILT ( lega italiana contro i tumori) Sezione di Firenze, Diladdarno CRF ed. 20011 racconto lungo in adozione presso due Terze Medie di Scandicci (Fi). “Storia” silloge e.booki in Opera uno. Suoi racconti, poesie e recensioni appaiono in siti on-line (Vico Acitillo 124, Poièin, Poetare, Il portone di Mari, Modulazioni, Novecento poesia, Senecio, Lietocolle…) ed in antologie letterarie - quali il concorso del san Domenichino e del Molinello - e in varie riviste letterarie. Fa parte del Gruppo culturale “La bottega de’ i’ tempu passu” di Abbadia San Salvatore. Di lei hanno scritto: Giorgio Barberi Squarotti, Franco Manescalchi, Mario Sodi, CaterinaTrombetti,Gianmario Lucini, Annalisa Macchia,Massimo Seriacopi, Plinio Perilli, Letizia Lanza (antichista,) Mariagrazia Carraroli, Carmelo Mezzasalma, Alberta Bigagli, Mariella Bettarini, Antonio Spagnuolo), Vittorio Messori, Giulio Panzani Nicla Morletti, Giuliano Ladolfi, Vittoriano Esposito, Pasquale Defelice, Pietro Pancamo.

“Il poeta è cosciente del compito arduo che gli è sta o affidato e lo accoglie non passivamente ma rielaborandolo nel crogiolo del cuore. il dolore... non è mai definitivo.; ogni passo è croce e fiamma... Lucia è la creatura che cammina dolorosamente ma con gli occhi fissi alla luce (il suo stesso nome ne è epifanico segno).” Mario Sodi Dalla Prefazione a "Orme di Signoria”

"... Leggere i versi della Visconti è come sentire una voce sorella con cui con- dividere l’antico male della solitudo. E non è proprio questa valenza a far divenire la pagina luogo vitale di poesia” Franco Maniscalchi. Dalla Prefazione a "Per mano".

[812] 29/11/2015
Mara Faggioli (1950)
Un poeta prima del concerto

Mara Faggioli (Firenze, 1950). Vive a Scandicci. Divide il suo tempo fra poesia, scultura e pittura. Ha pubblicato “Dedicato a Lorenzo” Ed. Helicon, “Piuma Leggera” Ed.Masso delle Fate (Parte del ricavato del libro "Piuma Leggera" è stato devoluto ai Padri Missionari Comboniani per l'Ospedale St. Mary's Maternity di Khartoum - Sudan) e “Dulcamara” Ed. Ibiskos. Ha partecipato al progetto di “Educazione alla lettura ed alla poesia” con gli studenti delle scuole medie. Ha ricevuto numerosi premi, sia per la poesia che per le arti visive, tra cui ricordiamo i più importanti: il “Fiorino d’Oro” per la poesia edita (2004), “Fiorino d’Argento” per la scultura (2007), PREMIO “DONNA CITTA’ di SCANDICCI (2011), il Premio “TOSCANA CULTURA DONNA (2015). Oltre a mostre collettive ha allestito numerose personali. Per sei anni consecutivi ha realizzato il “cardo in argento” per il Concorso “Cardo d’Argento”. Una sua scultura è stata scelta quale simbolo per rappresentare lo “Scudo di San Martino”. Recentemente ha realizzato il Palio di Signa. Sue opere si trovano in collezioni private in Italia, Germania e Canada ed in permanenza presso i Comuni di Firenze, Montelupo F.no, Castel S.Niccolò, Greve in Chianti, Signa, Colonna (Roma), e presso la Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi.

“ … La poetessa Mara Faggioli sceglie consapevolmente la forza delle figure evocate dalle parole, a volte rifuggendo dai paletti delle ferree logiche sintattiche o astruse regole metriche. La natura è armonia e perciò promotrice di suoni e di colori che si traducono, come per magia, nei suoi scritti in sentimenti, in emozioni. “

Vincenzo Zappia

[811] 22/11/2015
Vincenzo Zappia (1951)
Un pittore prima del concerto

Vincenzo Zappia (Reggio Calabria, 15 Maggio 1951). Dal 1986 vive ininterrottamente a Scandicci. Si è trasferito a Firenze nel 1972 dove ha frequentato l’Accademia di belle Arti nella classe di Silvio Loffredo, partecipando volontariamente anche alle lezioni di Vinicio Berti e Carlo Severa. Docente titolare di cattedra di Discipline Pittoriche e di Educazione Visiva dal 1976 a Porto San Giorgio, poi a Fano, Pesaro, Grosseto e dal 1986 a Firenze. Oggi, in pensione, prosegue con intensità la propria attività artistica. Ha organizzato numerosissimi eventi, tra cui il concerto del Quartetto dei Berliner Philharmoniker. Nel Centro dell’Arte Vito Frazzi fa parte della Direzione Artistica nella sezione Arti Visive e cura i contenuti del sito ufficiale dell'Associazione. La sua attività creativa, oltre alla pittura e alla grafica, spazia dalle performance aila produzione video e a qualche pubblicazione attinente all'arte. Numerose le mostre personali e le partecipazioni a esposizioni collettive. Hanno scritto di lui: Ugo Barlozzetti, Cecilia Filippini, Marco Gamannossi, Carmelo Genovese, Salvatore Lazzarino, Luigi Malafarina, Corrado Marsan, Luigi Martellini, Nuccia Micalizzi, Nicola Micieli, Mario Morelli, Elvio Natali, Franco Saccà, Franco Velardi.

"L'uso della matita colorata su carta per ottenere le stesse campiture aggiunge l'eleganza del tocco. L'impianto rigoroso nell'equilibrio compositivo si rivela pretesto per l'intervento prorompente del gesto, vera e propria improvvisazione, affidato a linee continue che percorrono la superficie con l'arbitrarietà dell'ispirazione colta nel momento del fare. Esposizione, quella delle opere di Zappia, esemplare in periodi nei quali il fare, il saper fare, è subissato da interessi lontani se non contrari alla comunicazione estetica. (Ugo Barlozzetti)”

"Da una parte l'esuberanza del primo, rappresentato dalla maestria espressa in linee e cerchi, e dall'altra l'ispirazione semplice e lineare del sentimento dell'uomo che tenta di comporre Ia frattura sul piano ideate. II tentativo dell'aggancio sono onde musicali e stati d'animo tendenti a un dialogo armonico. Ma a comporre il tutto in modo sublime sono i colori. E' l'uso delicato dei pastelli che si armonizzano e passano da una parte all'altra delle due situazioni reali risolvendo la convivenza tra l'uomo intatto nei suoi sentimenti e Ia consapevolezza della necessita tecnologica per risolvere i problemi esistenziali dell'uomo stesso. (Senzio Mazza)"

[776] 22/11/2015
Marco Gamannossi (1983)
Storico e Critico dell'arte

Marco Gamannossi (Bagno a Ripoli, 8 Ottobre 1983). Vive a Scandicci. Si laurea con la Tesi in Storia dell'Arte Medievale, Testimonianze storico-artistiche dei conti Cadolingi nelle abbazie da loro fondate. Nel 2008, 2009, 2010 e 2015 è docente presso la Libera Università dì Scandicci in corsi di arte e cultura del territorio. Dal 2010 svolge attività di ricerca su arte ed architettura medievale presso il Centro Studi Romei. Nel 2013 è membro del Comitato Scientifico del progetto "Firenze prima di Arnolfo" coordinato da Mons. Timothy Verdon. Nel 2014 è docente presso Quartiere 2 di Firenze per cicli di conferenze didattiche sull'architettura toscana del medioevo. Nel 2015 è docente presso IAL Toscana in corsi di aggiornamento per guide turistiche; è responsabile della gestione museale del complesso di San Lorenzo; Fa parte della Direzione Artistica nella sezione Arti Visive del Centro dell’Arte Vito Frazzi.

Ha pubblicato:

Testimonianze dei conti Cadolingi sul territorio toscano: le abbazie di Fucecchio, Elmi, Morrona e Montepiano in Scandicci, i Cadolingi e la viabilità Francigena, Atti del convegno del 4 dicembre 2010 a Badia a Settimo, Centro Studi Romei 2011.

Vallombrosani e Camaldolesi in Val d'Orda: SS. Trinità di Spineta, S. Pietro in Campo ed Eremo del Vivo in Radicofani e la via Francigena, Atti del convegno del 2 agosto 2011 a Radicofani, Centro Studi Romei 2011.

Sant'Appiano: monumento simbolo della Valdelsa medievale in Semifonte e la via Francigena, Centro Studi Romei 2012.

La via Teutonica e la diffusione dell'arte ravennate dal Casentino a Montefiascone in La via Teutonica, Atti del convegno internazionale del 29 giugno 2012 a Venezia, Centro Studi Romei 2013.

L'abbazia di San Salvatore a Settimo: un respiro profondo mille anni, Pagliai Polistampa, Firenze 2013.

ll crocifisso di San Vincenzo a Torri: una monumentale scultura della Toscana romanica in Il Cristo di San Vincenzo a Torri, Centro Studi Romei 2013.

La chiesa dei santi Leonardo e Cristoforo a Monticchiello in Tra due Romee, Centro Studi Romei 2014.

Il San Flaviano: espressione architettonica degli orizzonti culturali di Montefiascone in Montefiascone: punto d'incontro e saldatura tra via Francigena e via Teutonica, Centro Studi Romei, 2015.

Sant'Orsola e Badia a Settimo tra respiro europeo e protagonismo locale in Sant'Orsola: regina di Brettagna, Società Bibliografica Toscana 2015.

Il fenomeno delle hallenkirchen nel contado fiorentino in Architettura e viabilità: il contado fiorentino, Centro studi Romei 2015.

[809] 08/11/2015
Caterina Trombetti
Un poeta prima del concerto

Caterina Trombetti (Firenze, ). Vive a Scandicci. Insegnante di lettere e pedagogista, dopo la laurea all'Università di Firenze ha conseguito il Diploma di Perfezionamento in Traduzione Letteraria. Poetessa e scrittrice ha pubblicato vari libri di poesia fra cui: Il pesce nero ed. Lalli 1990; L'obliqua magia del tempo ed. Polistampa 1996; Fiori sulla muraglia ed. Passigli 2000, poi ristampato con testo a fronte spagnolo Flores en la muralla ed. FlorenceArt 2012; Dentro al fuoco ed. Passigli 2004; oltre ad edizioni d'arte realizzate da pittori sulle sue poesie. Nel 2001 è stata invitata in Tunisia per ricevere il premio “Cartagine”; nel luglio 2005 alla Biennale di Venezia per La notte dei poeti e, nello stesso anno, all'Istituto di Lingua e Cultura Italiana a Mosca; nel 2006 all'Istituto di Lingua e Cultura Italiana ad Algeri per la settimana della lingua e cultura italiana nel mondo, e nel 2010 a Napoli per la giornata mondiale della Poesia. E' stata membro del Consiglio di Amministrazione di Scandicci Cultura ed è socio onorario del Centro d'Arte Modigliani. Amica e collaboratrice del poeta Mario Luzi dal 1990, è stata anche la sua collaboratrice per il Senato della Repubblica Italiana.

"La sua poesia sorprende per la freschezza con la quale aderisce alla vita e la racconta maneggiando felicemente tutti i migliori materiali poetici della tradizione, 'le strutture più intrinseche della nostra lingua, della nostra metrica e ritmica'. (Carmelo Serafini)"

"I nuclei tematici e stilistici della raccolta costituiscono un testo in cui si miscela l'angoscia con l'incanto o meglio si dissolve l'angoscia nell'incanto che è accoglimento liberatorio. La percezione acuta della morte, dell'assenza, tende a risolversi nella luce, la luce che abbaglia, che illumina che riscatta. (Mario Specchio)"

[807] 25/10/2015
Mario Sodi (1936)
Un poeta prima del concerto

Mario Sodi (Siena, 2 gennaio 1936). Vive a Scandicci dal 1966. Insieme alla sua attività di scrittore è impegnato nel Volontariato (è Presidente della sezione A.I.D.O. Associazione per la donazione degli organi. Presente in varie Giurie, ha curato testi di letteratura e critica d’Arte. Numerosi i riconoscimenti conseguiti nei concorsi nazionali ed internazionali. Ha pubblicato i volumi di poesia: "Il chiostro delle rondini" ; "Il campo del vasaio"; "Amare Terre"; "I cortili del vento"; "Fatica di vedere"; "La scatola delle quattro lune"; "Le bandiere dell’Onda"; "Talita Kum”; "Ho spento gli orologi". In prosa, il libro di racconti "Il Giardino degli aromi”.

"C’è nella scrittura di Sodi come un bisogno di benedire il vissuto, di orientarlo al bene, a un esito positivo, una voglia di redimere, trasfigurare non solo la sua storia personale ma il Tutto; una voglia cosmica di trasmutazione e di trasfigurazione. (Giorgio Mozzanti)”

"È nella sintesi tra bellezza della Natura e flusso divino del pensiero e della parola che Sodi sembra individuare il baricentro della propria poesia. (Giuseppe Panella)”

"La sua felice "cruciali" gioiosa, che fonda su questo ossimoro un percorso conoscitivo in cui il dolore si illumina percorrendolo e la vita si accoglie come dono, è un dato esclusivo che lo caratterizza, lo rende inimitabile e colloca molto in evidenza nel contesto culturale. (Franco Manescalchi)"

[806] 18/10/2015
Senzio Mazza (1934)
Un poeta prima del concerto

Senzio Mazza è nato a Linguaglossa (Catania, 25 marzo 1934). Dal 1962 vive a Scandicci. È laureato in Giurisprudenza. Ha svolto attività letteraria fin da giovanissimo. Scrive in lingua italiana e in lingua siciliana. Per diversi anni si è occupato di critica d'Arte e ha diretto dal 1972 al 1979 la Galleria Arte-Mercato di Scandicci. Ha vinto una cinquantina di premi letterari. Fa parte del gruppo "Pianeta Poesia", diretta da Franco Manescalchi. È stato incluso nell'antologia dei poeti toscani del '900. È stato invitato dal Consolato di Ginevra per due volte alla "settimana della lingua italiana nel mondo". Ha collaborato alla formazione del vocabolario della lingua siciliana in cinque volumi, diretto dal Prof. Giorgio Piccitto dell'Università di Catania. Ha pubblicato nove raccolte di poesie (che possono essere consultate sia presso la Biblioteca Nazionale di Firenze sia presso la Biblioteca di Scandicci). Hanno scritto di lui tra gli altri Giuseppe Baldassarre, Franco Manescalchi, Mariagrazia Carraroli, Lorenzo Bertolani, Elisabetta Failli, Gennaro Oriolo e Mario Sodi. Nel 2010 gli è stato conferito il Premio Etna.

DISSONANZE

Ci sono luoghi dove l'aria canta

e ad ascoltarla c'è solo il silenzio.

Appostato in agguato m'illudo

di sentire questa musica

e nelle tenebre delle mie notti

allargo le braccia

e annego tra i profumi

di rose immaginate

con gocce brillanti di rugiada.

E si levano voci deliziose

che entrano

fino all'ultimo angolo del corpo

solleticando la fantasia

che mi parla e gonfia

l'istante

lungo pianure di cielo.

Ma all'improvviso tutto svanisce

perché stillicidi cupi

con ritmo insistente

trapassano il cuore

e strozzano i sensi

accecando l'anima

nell'inquietudine che rode.

Ma ci sono luoghi dove l'aria canta

e ad ascoltarla c'è solo il silenzio.

Tratta da "PIZZINI D'AMORE- LOVE NOTES di Senzio Mazza - Edizioni LEGAS New York.

NOTA CRITICA all'opera di Senzio Mazza del poeta e critico letterario Salvatore Di Marco.

"...caratterizza questa silloge con i suoi alti esiti stilistici la ricerca attenta e impegnata del senso più profondo e più vero della poesia, nonché le tensioni liriche interne alla dimensione quotidiana del vivere che solo un'attenta sensibilità poetica, quale è quella del nostro autore, raccoglie e innalza alla luce più suggestiva della espressione poetica. Il nostro autore evidenzia, nel corso della sua silloge, un'idea animata da appassionata tensione filosofica che percorre l'insieme del suo progetto poetico, conseguendo così il fine di contrassegnare con espressioni fortemente persuasive la condizione esistenziale dell'uomo in questa nostra sofferta, complessa, difficile società contemporanea."

N.B. Tutte le opere di Senzio Mazza sono consultabili presso la Biblioteca Comunale di Scandicci, la Biblioteca Nazionale di Firenze, la Biblioteca Marucelliana di Firenze, la Biblioteca Artemisia di Capannori (LU) e la Biblioteca Comunale di Linguaglossa (CT)

[805] 11/10/2015
Lorenzo Bertolani (1962)
Un poeta prima del concerto

Lorenzo Bertolani (Firenze, 4 Settembre 1962). Vive a Scandicci. Ha pubblicato vari libri di poesia tra cui L’ottantesima estate (Franco Cesati Editore, Firenze 1991) e Opera e destino (Edizioni della Meridiana, Firenze 2004); è presente in diverse antologie poetiche. Tra i suoi testi teatrali, messi in scena al Teatro Studio di Scandicci e in altri teatri italiani, ricordiamo quelli su Antonio Gramsci, Un uomo un gigante, su Sibilla Aleramo, Così bella come un sogno e su Jacopino Vespignani, La sapienza del coraggio. Ha pubblicato in varie riviste scritti su Giovanni Pascoli, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Mario Tobino; si è dedicato in particolare all’opera e alla vita del poeta Dino Campana con articoli, saggi e libri tra cui Dino Campana da Castel Pulci a Badia a Settimo (CentroLibro, Scandicci 2007) e il recente Felice di essere povero ignudo. Felicità e religiosità nell'opera di Dino Campana (Edizioni della Meridiana, Firenze 2014); ha curato il cd-rom Dino Campana Poeta uscito in allegato a I Monti Orfici di Dino Campana (Polistampa, Firenze 2003) di Giovanni Cenacchi. Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di Scandicci Cultura dal 2004 al 2009, curando numerosi incontri letterari coi più importanti poeti contemporanei.

[804] 04/10/2015
Patrizia Pandolfini Renzi
Acquaforte: "The wall 9.9.1989" (Donata nel 2015)

Si è diplomata al Corso di Scultura, all'Accademia di Belle Arti di Firenze con il Maestro Antonio Berti. Oltre all'insegnamento nelle scuole ad indirizzo artistico, ha lavorato, più o meno "segretamente", allo sviluppo dei propri ideali espressivi. Il suo interesse spazia dalla scultura, alla pittura ed alla grafica. Numerose sono le sue mostre personali, come la partecipazione a mostre collettive.

[804] 04/10/2015
Liliana Poli
Omaggio a Liliana Poli. Presentazione di Cesare Orselli

Un mese fa avevo scritto questa piccola pagina che doveva fare da introduzione affettuosa all'autobiografia di Liliana Poli, che avevamo riletto insieme, e ci preparavamo a dare alle stampe, Non avrei mai immaginato che sarebbe stato l'ultimo saluto a una delle mie amiche più care e a un'artista - senza eccessi - unica nel suo repertorio. Oggi, credo sia giusto anticiparla, come ricordo commosso, in mezzo a tanto silenzio - o mi sto sbagliando? - che ha circondato la dolorosa sua perdita.

Carissima Liliana,

in questo affascinante racconto in cui tu ripercorri i momenti più intensi della tua vita di artista e di donna, ritraendo con commozione ma anche con spirito sottile i grandi personaggi del mondo della musica con cui hai creato interpretazioni indimenticabili, sono entrato, ahimé, solo dagli anni Settanta, nella stagione della tua “Musica da camera”: il periodo della formazione, le prime esperienze e affermazioni teatrali, l’incontro con Arrigo e con la Schola fiorentina, la scelta del repertorio contemporaneo e i tuoi successi internazionali, li ho finalmente visti scorrermi davanti, come fossero vivi (e non come brandelli di cronache o recensioni), soltanto in questi mesi passati, nel rileggere, insieme a te, le pagine di questa tua colorita e commossa autobiografia. Eppure quella “stagione” ormai lontana, in cui hai cominciato una collaborazione con Fausta, che è durata per anni, è ancora ben viva nella mia memoria (forse perché mi ero appena sposato con “la Cianti”): ricordi quando il Teatro Comunale – avendo messo in cartellone Ariadne auf Naxos – ci chiese di disegnare un programma cameristico, e tu ti avvicinasti con slancio alla liederistica e alle scene di Ariadne del mio amatissimo Strauss? Fu un autentico coup de foudre, l’occasione per una lunga collaborazione a tre, a cui si aggiunse il compositore senese Ruggero Lolini, amico fin dall’adolescenza di Fausta, con la sua raffinata produzione da camera, per pianoforte, per voce, e con i suoi rapporti professionali che ci hanno portato in molte case discografiche a registrare rarità di Musorgskij, Dallapiccola, Petrassi, Donatoni e molti altri canti da camera italiani, un LP monografico di musiche di Arrigo Benvenuti, pagine dedicate dai maestri nel nostro tempo alla tua straordinaria vocalità e al pianismo di Fausta. Ho ancora davanti agli occhi le foto che vi ritraggono durante le tournées in Russia, in Giappone, in Germania, a Copenaghen, dove tu portavi preziose arcate di canto italiano, recuperando, accanto all’immancabile lirica del Novecento, la nobiltà del recitar cantando monteverdiano e qualche perla operistica. E sfoglio le copertine dei nostri LP per i quali scrivevo le note…. Né posso dimenticare i tuoi recital al GAMO, il tuo Debussy a Opera Barga con il caro Paolo Cioli, e le folle di giovani ascoltatori che alla fine dei concerti per le scuole vi si affollavano intorno a chiedere l’autografo agitando i programmi di sala, e quel bambino che per gratitudine di quel che aveva ascoltato, pose in mano a Fausta una moneta da cento lire. E Fausta l’ha messa in cornice, come il dono più caro ricevuto nella sua carriera. Un dono che è accanto, oggi, alle sue ceneri….Ma questa è un’altra storia che forse non scriverò mai.

Cesare Orselli

[804] 04/10/2015
Patrizia Pandolfini Renzi (1936)
Uno Scultore prima del concerto

Patrizia Pandolfini Renzi (Firenze 29.08.1936). Vive a Scandicci dal 1967. Si è diplomata al Corso di Scultura, all'Accademia di Belle Arti di Firenze con il Maestro Antonio Berti. Oltre all'insegnamento nelle scuole ad indirizzo artistico, ha lavorato, più o meno "segretamente", allo sviluppo dei propri ideali espressivi. Il suo interesse spazia dalla scultura, alla pittura ed alla grafica. Numerose sono le sue mostre personali, come la partecipazione a mostre collettive.

"Ma quando l’opera è finita e collocata sprigiona un magico potere, un fascino tutto particolare e tale che chi possiede un bel bronzo non se ne distacca facilmente, diventa parte della famiglia e non se ne spiega la ragione, il mistero.

E Patrizia riesce a realizzare opere sue personali sia che estrinsechi le sue possibilità nel bassorilievo, sia che si cimenti nel tutto tondo, al limite del figurativo, in una ricerca tutta personale.

Merito della sua costanza, della sua passione e delle sue qualità espressive che manifesta anche nelle sue opere grafiche, nelle terrecotte, ecc.

Antonio Berti

[804] 04/10/2015
La Compagnia Dei Nove
Una compagnia teatrale prima del concerto: Performance

Una domenica mattina di forte pioggia un pubblico bagnato, entra nella sala del Consiglio Comunale di Scandicci per vedere le sculture di Patrizia Pandolfini e per assistere al concerto del soprano Elena Mariani, accompagnata al pianoforte da Gianni Franceschi. Contemporaneamente, entra un pubblico che sembra provenire dagli anni trenta, entra anch’esso con addosso la medesima pioggia. I presenti, ignari, osservano queste presenze abbigliate diversamente con curiosità e inquietudine. Tutti, indifferentemente si avvicinano alle sculture per ammirarle. Il Presidente annuncia l’inizio del concerto. Il pubblico prende posto, ma l’enigma è nella mente. Nella fase di ringraziamento di fine concerto il gruppo degli alieni, ordinatamente si porta sulla scena posizionandosi insieme ai musicisti e lo scultore. Che sollievo scoprire che “La Compagnia Dei Nove” ci aveva deliziato con una performance a sorpresa. E dopo la forte pioggia che ci ha bagnati all’ingresso dell'evento, uscendo dalla sala abbiamo trovato il sole.

Vincenzo Zappia

[776] 05/10/2014
Performance art
A cura di Vincenzo Zappia. DIECI RIME di Sofia Buti. Commento critico di Marco Gamannossi

LA CULTURA E L’ANIMA DELL’ITALIA - "DIECI RIME" di Sofia Buti - Regia: Vincenzo Zappia - Critico d'arte: Marco Gamannossi - Attore: Sofia Buti, Leonardo Colicigno Tarquini, Kaaj Tshikalandand, Vincenzo Zappia - Riprese video: Stelvio Sciuto, Leonardo Andreucci, Giulia Lenzi - Fotografo: Leonardo Fricelli - Audio: Giacomo Bartolini, Giulia Montanelli - Disegni: Sofia Buti - Rodef Group - Digitazione: Sofia Milazzo, Giulia Lenzi, Giulia Montanelli - Improvvisazione per flauto, pianoforte e 2 macchine da scrivere - Flauto: Matteo Mignolli - Pianoforte: Maddalena Murari - Macchina da scrivere: Sofia Buti, Vincenzo Zappia

[751] 06/10/2013
Luigi Viti
Xilografia: "Pausa" (Donata nel 2013)

Nasce a Vinci nel 1964. Conosce ed affina alla bottega di Gino Terreni numerose tecniche artistiche e nel contempo frequenta il Corso Libero del Nudo all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Si iscrive alla "Bottega del bon fresco" di Firenze per specializzarsi sulla tecnica dell'affresco. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive. Ha collocato sue opere in diversi luoghi pubblici della val d'Elsa e in chiese, come San Domenico a Prato, e nel Santuario di Santa Liberata di Cerreto Guidi. Recentemente ha collaborato con Sergio Nardoni per la realizzazione, in mosaico, di alcune opere pubbliche. Vive ed opera a Certaldo.

[730] 07/10/2012
Carlo Fagnini
Acquatinta: "Scandicci alto" (Donata nel 2012)

Studente degli anni '60 dell'Istututo d'Arte di Firenze, ha insegnato nei laboratori di formatura, intaglio e modellistica d'architettura negli Istituti d'Arte di Verona e di Firenze, fino al 2006. Professionalmente ha prestato la sua opera presso studi di architettura, ditte di arredamento, artisti e singoli artigiani. Vive a Scandicci dove coltiva il suo interesse per le arti applicate e le tecniche artistiche tradizionali.

[730] 07/10/2012
Carlo Fagnini (1947)
Un tecnico della formatura in gesso prima del concerto

Carlo Fagnini (Firenze, 03 Novembre 1947). Vive a Scandicci. È stato insegnante di ruolo per l'Arte Applicata dell'Ebanisteria, Intaglio e Intarsio, presso l'Istituto Statale d'Arte di Firenze, nelle sezioni di Decorazione Plastica, di Arredamento, e nell'Area Sperimentale di Conservazione e tecniche antiche. Sempre all'interno dell'Istituzione Scolastica Fiorentina ha collaborato al riordino e al mantenimento del patrimonio della Gipsoteca, nonché alla produzione di forme e calchi in gesso destinati a committenze private e pubbliche, nazionali ed estere per conto dello stesso Istituto. Ha collaborato con i colleghi della sezione alla realizzazione di alcune opere che hanno trovato collocazione stabile nel territorio fiorentino: Monumento a Potente, bronzo, p.zza S.Spirito, per A.N.P.I; Madonna della pace, cemento p.zza Batoni per la Comunità dell’Isolotto; Scultura decorativa marmo cemento bronzo, distributore carburanti Monteschell, via Pisana; Restauro e ricostruzione delle pale celebrative del ponte Vespucci cemento, teste del ponte; Plastico del centro storico di Firenze con scritte in braille, dono del Kiwanis Club Firenze alla Unione Italiana Ciechi, p.zza della Repubblica a Firenze. Come insegnante di Arte Applicata è stato chiamato più volte a prestare la sua opera in corsi professionali, organizzati da Enti diversi già dal 1982 C.F.P. provincia di Verona, nel 1990 C.F.P. della Provincia di Firenze, LS.V.O.A., C.E.D.I.T., Università dell'Età libera Comune di Firenze, F.I.L. provincia di Prato, Opificio delle Pietre Dure di Firenze, e come coordinatore del Corso di Riconversione Professionale per la Sovrintendenza Scolastica, e come Docente nei corsi abilitanti riservati. Nel 2003 ha pianifica e condotto d'intesa con il Centro Signa Arti e Mestieri un corso di intaglio di 300 ore a Scutari nell'ambito del progetto di cooperazione con l'Albania dell'Università degli Studi di Firenze.

[717] 05/02/2012
Vincenzo Zappia
Acquaforte: "I pesci rossi" (Donata nel 2012)

Vincenzo Zappia (Reggio Calabria, 15 Maggio 1951). Dal 1986 vive ininterrottamente a Scandicci. Si è trasferito a Firenze nel 1972 dove ha frequentato l’Accademia di belle Arti nella classe di Silvio Loffredo, partecipando volontariamente anche alle lezioni di Vinicio Berti e Carlo Severa. Docente titolare di cattedra di Discipline Pittoriche e di Educazione Visiva dal 1976 a Porto San Giorgio, poi a Fano, Pesaro, Grosseto e dal 1986 a Firenze. Oggi, in pensione, prosegue con intensità la propria attività artistica. Ha organizzato numerosissimi eventi, tra cui il concerto del Quartetto dei Berliner Philharmoniker. Nel Centro dell’Arte Vito Frazzi fa parte della Direzione Artistica nella sezione Arti Visive e cura i contenuti del sito ufficiale dell'Associazione. La sua attività creativa, oltre alla pittura e alla grafica, spazia dalle performance aila produzione video e a qualche pubblicazione attinente all'arte. Numerose le mostre personali e le partecipazioni a esposizioni collettive. Hanno scritto di lui: Ugo Barlozzetti, Cecilia Filippini, Marco Gamannossi, Carmelo Genovese, Salvatore Lazzarino, Luigi Malafarina, Corrado Marsan, Luigi Martellini, Nuccia Micalizzi, Nicola Micieli, Mario Morelli, Elvio Natali, Franco Saccà, Franco Velardi.

[694] 23/01/2011
Performance art
OMAGGIO a Fedora Barbieri. A cura di Vincenzo Zappia. Commento critico di Ugo Barlozzetti

Regia: Vincenzo Zappia - Video riprese: Juri Pozzi - Fotografia: Samuel Berrettini, Leonardo Fricelli - Audio: Giacomo Bartolini

[694] 23/01/2011
Vincenzo Zappia
Acquaforte: "Colazione sull'erba" (Donata nel 2011)

Vincenzo Zappia (Reggio Calabria, 15 Maggio 1951). Dal 1986 vive ininterrottamente a Scandicci. Si è trasferito a Firenze nel 1972 dove ha frequentato l’Accademia di belle Arti nella classe di Silvio Loffredo, partecipando volontariamente anche alle lezioni di Vinicio Berti e Carlo Severa. Docente titolare di cattedra di Discipline Pittoriche e di Educazione Visiva dal 1976 a Porto San Giorgio, poi a Fano, Pesaro, Grosseto e dal 1986 a Firenze. Oggi, in pensione, prosegue con intensità la propria attività artistica. Ha organizzato numerosissimi eventi, tra cui il concerto del Quartetto dei Berliner Philharmoniker. Nel Centro dell’Arte Vito Frazzi fa parte della Direzione Artistica nella sezione Arti Visive e cura i contenuti del sito ufficiale dell'Associazione. La sua attività creativa, oltre alla pittura e alla grafica, spazia dalle performance aila produzione video e a qualche pubblicazione attinente all'arte. Numerose le mostre personali e le partecipazioni a esposizioni collettive. Hanno scritto di lui: Ugo Barlozzetti, Cecilia Filippini, Marco Gamannossi, Carmelo Genovese, Salvatore Lazzarino, Luigi Malafarina, Corrado Marsan, Luigi Martellini, Nuccia Micalizzi, Nicola Micieli, Mario Morelli, Elvio Natali, Franco Saccà, Franco Velardi.

[684] 10/10/2010
Pino Gori (1957)
Acquaforte: "La violoncellista" (Donata nel 2010)

Ha studiato al Liceo Artistico di Ravenna e Architettura a Firenze, città; dove vive e lavora insegnando Discipline Geometriche all'Istituto Statale d'Arte. Da sempre si è interessato alle arti visive, disegnando, dipingendo e cimentandosi con varie tecniche, ma le cornici gli sono sempre sembrate troppo strette; in seguito la sua ricerca ha spaziato anche nella fotografia, il video, la performance. Da dieci anni privilegia esprimersi con installazioni site specific utilizzando prevalentemente materiali naturali, poveri o riciclati, realizzando opere non invasive, fruibili dal pubblico, che pongono una particolare attenzione al rapporto con lo spazio e alle tematiche ambientali.
Attivo in varie associazioni artistiche e culturali è stato promotore di eventi. Ha esposto in collettive e personali in numerose città; italiane e all'estero in Danimarca e a Berlino.

[640] 05/10/2008
Patrizia Pandolfini Renzi
Acquaforte: "Nudi" (Donata nel 2008)

Si è diplomata al Corso di Scultura, all'Accademia di Belle Arti di Firenze con il Maestro Antonio Berti. Oltre all'insegnamento nelle scuole ad indirizzo artistico, ha lavorato, più o meno "segretamente", allo sviluppo dei propri ideali espressivi. Il suo interesse spazia dalla scultura, alla pittura ed alla grafica. Numerose sono le sue mostre personali, come la partecipazione a mostre collettive.

[614] 21/10/2007
Fiorenzo Toniutti
Un Pittore prima del concerto

Fiorenzo Toniutti (Firenze, ). Vive a Scandicci. Disegnatore grafico, formatosi all'Istituto Statale d'Arte della sua citta' specializzandosi in ritratto. Un segno sicuro e un colorismo vivace sono le caratteristiche della sua Arte. Nella sua ricerca, al limite della caricatura, preponderante la volontà di contestualizzare il personaggio ritratto, con oggetti ed elementi simbolo che meglio ne raccontino la storia e l'indole caratteriale. Fra il 1979 e il 1993 partecipa a numerose esposizioni e concorsi, quali LA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL DISEGNO UMORISTICO SPORTIVO organizzato dal CONI ad Ancona, dove ottiene varie segnalazioni e il 2° premio per l'interpretazione grafica e umoristica delle discipline sportive. Al XXI Premio SATIRA POLITICA DI FORTE DEI MARMI Festival Internazionale della satira, una sua opera viene segnalata e pubblicata sul catalogo della mostra insieme ad altri importanti disegnatori satirici italiani fra cui ALTAN, BOZZETTO e BRUNA. Nel 2003,l'attrattiva per il mondo dello spettacolo lo porta a partecipare al concorso per il BOZZETTO DEL FRANCOBOLLO DEL CINQUANTENARIO TV IN ITALIA bandito dalla RAI e il Ministero delle Comunicazioni. E la svolta che offre all'artista la possibilità di coniugare le sue due grandi passioni, il Disegno e quella per i protagonisti dello Spettacolo. Nel 2005 PALCOSCENICO TOSCANO IERI E OGGI il titolo della mostra, a cura di Giovanna M. Carli, che il Consiglio Regionale della Toscana, gli dedica presso l'auditorium di Palazzo Panciatichi a Firenze. Si tratta di una galleria di disegni che ritraggono i vari personaggi del Teatro, del cinema e della musica, colti nella loro essenza artistica che Toniutti rappresenta in chiave ironica, risaltando le loro inclinazioni e la loro carriera, attraverso il tratteggio singolare dove traspare tutto l'ottimismo e il sarcasmo toscano. Successivamente il comune di Pietrasanta, organizza alle Focette, una rassegna intitolata RIVISITANDO GLI ANNI 60 dove sono ancora protagonisti i suoi ritratti, questa volta con i personaggi che hanno fatto della Versilia la culla dello spettacolo degli Anni ruggenti. Nel 2006, Toniutti fa parte di un gruppo di 28 artisti toscani, ormai affermati sia a livello nazionale che internazionale, che inaugura l'importante mostra Il CAVALLO DI DE CHIRICO, ASSOLI D'AUTORE IN TOSCANA organizzata dal Consiglio Regionale della Toscana nelle sale di Palazzo Panciatichi a Firenze. Dal maggio 2008 l'artista ufficiale del DOG PRIDE DAY, manifestazione benefica a favore del canile di Montecatini Terme. Espone inoltre a Forte dei Marmi durante la manifestazione ESTATE AL FORTE 2006 al CAFFE' GALLIANO in passeggiata a Viareggio, a Bagni di Lucca durante la SETTIMANA DEL DISCO al PALAMADIGAN di Montecatini Terme e al TEATRO MANZONI di Pistoia durante le recite di Alessandro Benvenuti. In occasione della vittoria dell'Italia ai Mondiali di Calcio, l'artista ritrae MARCELLO LIPPI, che ha dato incarico di vendere quello stesso ritratto e di devolvere il ricavato in beneficienza. Da MILVA a ALDA MERINI, da PANARIELLO a BENIGNI, da ALESSANDRO BENVENUTI a PAOLO POLI, questi i nomi di alcuni artisti ritratti da Toniutti, che congratulandosi con lui, danno al disegnatore la maggiore soddisfazione al suo operato. Oltre al ritratto, Toniutti ottiene notevoli apprezzamenti come illustratore di libri che offrono all'artista l'occasione di collaborare con Autori ed Editori di vario genere.

03/10/2006
Vito Frazzi (con CD-Rom. Prefazione di Gian Paolo Minardi) (2006)
a cura di Mara Bercella

Vito Frazzi è una personalità originale, un artista "solitario" e "libero". Vero intellettuale del suo tempo, capace di cogliere le inquietudini che penetrano un secolo difficile quale il Novecento, Frazzi vive la sua epoca con senso d'indipendenza dalle veloci evoluzioni del linguaggio musicale contemporaneo. a trent'anni dalla scomparsa, questo libro vuole raccontare un compositore e un maestro che divenne, nella sua epoca, un centro d'attrazione per gli intellettuali fiorentini, ricollocandolo fra i musicisti del suo tempo.
Nardini - Collana: Musica d'arte (Anno 2006 - EAN13 9788840427010)

[591] 01/10/2006
Patrizia Della Valle
Acquatinta: "Il flautista" (Donata nel 2006)
[591] 01/10/2006
Patrizia Della Valle
Un pittore prima del concerto
[567] 09/10/2005
Valentino Moradei
Puntasecca: "Il violinista" (Donata nel 2005)

Valentino Moradei Gabbrielli (Scandicci, 19 Marzo 1959). Continuatore di una bottega fiorentina di scultori, la “Bottega Fantacchiotti-Gabbrielli” che ha quali capostipite nell’Ottocento Odoardo Fantacchiotti (1811–1877), nipote dello scultore Donatello Gabbrielli (1884-1955). Compie gli studi presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, diplomandosi con Oscar Gallo nel 1981. Completa la propria formazione partecipando, dal 1981 al 1983, alla missione archeologica italiana di Hierapolis di Frigia in Turchia, dove lavora come restauratore di marmi antichi; tiene successivamente un corso di restauro di scultura antica presso il Museo Archeologico Nazionale di Izmir. Dal 1984 si dedica all’insegnamento presso l’Istituto Statale d’Arte di Siena, e inizia a collaborare con numerose università statunitensi in Firenze. Come scultore-scenografo, cura le scene di opere liriche e commedie per vari teatri italiani ed esteri. Espone in numerose personali e collettive in Italia ed all’estero, aggiudicandosi importanti riconoscimenti: il “Premio Banca Mercantile” nel 1982 conferitogli dallo storico d’arte Carlo Ragghianti, il premio di scultura “Filippo Albacini” dell’Accademia di S. Luca in Roma nel 1986, conferitogli dallo scultore Fausto Melotti. Lavora attivamente anche nel campo della grafica e del design, divenendo noto in Giappone come disegnatore di una linea di orologi, prima di farvi conoscere la propria scultura con due personali a Tokyo nel 1995, a Fukuoka nel 1998 a Fukuoka e Oita nel 2001, oltre che partecipando a numerose collettive a Tokyo, Kyoto, Osaka. Nel 1987 collabora al progetto vincente per l’arredo urbano del centro storico di Grosseto, nel 1998 realizza un’opera per il “Parco Comunale di Scultura Contemporanea delle Vallette d’Ostellato” (Ferrara). Ha realizzato, nell’Agosto 2003, un’opera monumentale per il nuovo stabilimento dell’azienda fiorentina “Cooperativa di Legnaia”. E’ presente nel “Parco Museo d’Arte Ambientale di Poggio Valicaia a Scandicci” sulle colline di Firenze con l’opera monumentale in bronzo “Umanità”. L’artista ha tenuto un’importante personale nella primavera del 1997 presso il Museo Comunale per l’arte contemporanea “Burgkloster” di Lubecca in Germania, in occasione del decimo anniversario della Società Dante Alighieri. Nella stessa città di Lubecca, si è tenuta nel Novembre 2002 una sua personale presso la “Galerie im Hause Reese”, organizzata dall’Italienisches Generalkonsulat Hamburg e dalla Deutsch-Italienische Gesellschaft. Si è realizzata nel 2004 un’importante mostra “La committenza di un sogno”, presso il Parco e la Villa d’Ayala-Valva a Valva (SA), dove sono state esposte sue opere recenti e quelle del nonno lo scultore Donatello Gabbrielli. E’ titolare di cattedra di Discipline Plastiche e Educazione Visiva presso l’Istituto Statale d’Arte di Firenze.

[567] 09/10/2005
Valentino Moradei (1959)
Uno scultore prima del concerto

Valentino Moradei Gabbrielli (Scandicci, 19 Marzo 1959). Continuatore di una bottega fiorentina di scultori, la “Bottega Fantacchiotti-Gabbrielli” che ha quali capostipite nell’Ottocento Odoardo Fantacchiotti (1811–1877), nipote dello scultore Donatello Gabbrielli (1884-1955). Compie gli studi presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, diplomandosi con Oscar Gallo nel 1981. Completa la propria formazione partecipando, dal 1981 al 1983, alla missione archeologica italiana di Hierapolis di Frigia in Turchia, dove lavora come restauratore di marmi antichi; tiene successivamente un corso di restauro di scultura antica presso il Museo Archeologico Nazionale di Izmir. Dal 1984 si dedica all’insegnamento presso l’Istituto Statale d’Arte di Siena, e inizia a collaborare con numerose università statunitensi in Firenze. Come scultore-scenografo, cura le scene di opere liriche e commedie per vari teatri italiani ed esteri. Espone in numerose personali e collettive in Italia ed all’estero, aggiudicandosi importanti riconoscimenti: il “Premio Banca Mercantile” nel 1982 conferitogli dallo storico d’arte Carlo Ragghianti, il premio di scultura “Filippo Albacini” dell’Accademia di S. Luca in Roma nel 1986, conferitogli dallo scultore Fausto Melotti. Lavora attivamente anche nel campo della grafica e del design, divenendo noto in Giappone come disegnatore di una linea di orologi, prima di farvi conoscere la propria scultura con due personali a Tokyo nel 1995, a Fukuoka nel 1998 a Fukuoka e Oita nel 2001, oltre che partecipando a numerose collettive a Tokyo, Kyoto, Osaka. Nel 1987 collabora al progetto vincente per l’arredo urbano del centro storico di Grosseto, nel 1998 realizza un’opera per il “Parco Comunale di Scultura Contemporanea delle Vallette d’Ostellato” (Ferrara). Ha realizzato, nell’Agosto 2003, un’opera monumentale per il nuovo stabilimento dell’azienda fiorentina “Cooperativa di Legnaia”. E’ presente nel “Parco Museo d’Arte Ambientale di Poggio Valicaia a Scandicci” sulle colline di Firenze con l’opera monumentale in bronzo “Umanità”. L’artista ha tenuto un’importante personale nella primavera del 1997 presso il Museo Comunale per l’arte contemporanea “Burgkloster” di Lubecca in Germania, in occasione del decimo anniversario della Società Dante Alighieri. Nella stessa città di Lubecca, si è tenuta nel Novembre 2002 una sua personale presso la “Galerie im Hause Reese”, organizzata dall’Italienisches Generalkonsulat Hamburg e dalla Deutsch-Italienische Gesellschaft. Si è realizzata nel 2004 un’importante mostra “La committenza di un sogno”, presso il Parco e la Villa d’Ayala-Valva a Valva (SA), dove sono state esposte sue opere recenti e quelle del nonno lo scultore Donatello Gabbrielli. E’ titolare di cattedra di Discipline Plastiche e Educazione Visiva presso l’Istituto Statale d’Arte di Firenze.

[556] 30/01/2005
Fernando Cucci
Acquatinta: "Composizione" (Donata nel 2005)

Nato a Ugento (Lecce), ha studiato presso l’Istituto Statale d’Arte di Firenze, l’Accademia di Belle Arti e la Kustgewerbeschule di Basilea. È docente di Discipline Pittoriche negli Istituti Superiori d’Arte. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. Vive e lavora a Firenze.

03/10/2004
Vito Frazzi, Musica da camera (2004)
FENICE Diffusione Musicale SrL (TM03 - 8032622040104)

Quintetto per archi e pianoforte (1922); Leggenda per violoncello e pianoforte (1935); Quartetto d'archi (1932); Sonata in mi mag per violino e pianoforte (1911)

Boriana Nakeva, violino; Angela Savi, violino; Edoardo Rosadini, viola; Sara Nanni, violoncello; Luigi Manaresi, pianoforte

[540] 02/05/2004
Venticinque anni di attività del Centro dell'Arte "Vito Frazzi" (1979 – 2004)
a cura di Vincenzo Zappia

La pubblicazione, che si apre con i saluti istituzionali, prosegue con la cronologia dei Direttivi del Centro che si sono susseguiti negli anni e con un ricordo dei tre fondatori, Egisto Mascagni, Ciro Nanni e Renzo Ugolini. Raccoglie alcune testimonianze cui seguono alcune riproduzioni di un epistolario tra Frazzi ed altri intellettuali ed il catalogo delle opere. Ritorna quindi al Centro dell’Arte con alcuni interventi a testimonianza dell’attività svolta, e una breve storia dei momenti salienti della vita dell’associazione. Segue la riproduzione delle acqueforti che gli autori hanno gentilmente concesso in omaggio per essere donate agli esecutori al termine di ciascun concerto. Infine, il catalogo completo dei concerti tenuti regolarmente dal 14 gennaio 1979, che cronologicamente ripercorre le date, gli esecutori ed i programmi.

[529] 07/02/2004
Fernando Farulli – La vetrata (1974 – 2004)
a cura di Luca Farulli e Vincenzo Zappia

La pubblicazione è un catalogo critico su Fernando Farulli ed è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Scandicci, il Comune di Fiesole, il Comune di Piombino, la Scuola di Musica di Fiesole, l'Associazione Fernando Farulli e il Centro dell’Arte "Vito Frazzi", in occasione della commemorazione della scomparsa di Fernando Farulli, avvenuta il 7 febbraio 1997 e a trent'anni di distanza dalla realizzazione della splendida vetrata della Sala Consiliare ad opera dell'artista.

[528] 01/02/2004
Rosalba D'Ettorre
Acquaforte: "Struttura" (Donata nel 2004)

Si è diplomata presso l'Istituto Statale d'Arte di Firenze, e all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel Corso di Pittura del prof. Afro e Carlo Severa successivamente di Vinicio Berti. Ha insegnato Tessitura e Discipline Pittoriche presso Istituti Statali ad indirizzo artistico. Svolge attività partecipando a mostre personali e collettive.

L'incisione di Rosalba d'Ettorre riporta integro il senso della grafica: scrittura, resa leggibile del mondo. Eppure, a vederla bene, quest'opera everte l'orizzonte della semplice riduzione del mondo della vita a ordine scritto, ad ambito piegato ai nostri piedi di esseri curiosi e conoscitivi.
Il disegno è una trama che cuce con pazienza e leggerezza il mondo interno ed il mondo esterno, ne registra le zone di più intensa resistenza; è un oscillogramma dell'anima che registra i suoi punti di luce e d'ombra. Con la costanza di Penelope essa tesse, recupera i fili, riaggancia, senza però disfare nottetempo la trama di quella trascrizione fatta per segni ed emblemi che edificano senso: una storia di esitazione e di coraggio nel labirinto. Il segno lascia la traccia, incide con forza quel percorso che, in altre opere, si era lasciato al giuoco della leggerezza delle forme e dei colori, si era concesso la prova di una geometria variabile.
Qui, mondo interno e mondo esterno sono ricongiunti, ricuciti in un percorso che, del labirinto, ha saputo fare una forma, una narrazione decifrabile come una mappa di navigazione.
E' contenuto tutto qui, in questa scatola nera che ci ridona il viaggio per città e per foreste.

Luca Farulli

[500] 02/02/2003
Silvano Porcinai
Acquaforte: "Capre" (Donata nel 2003)

Figlio di Giulio Porcinai, maestro di scultura presso l'Istituto Statale d'Arte di Firenze, Silvano è nato a Grassina (Firenze) nel Febbraio del 1950. Formatosi frequentando il corso di oreficeria della stessa scuola d'arte ove insegnava il padre, non si cimentò con la scultura che dopo la morte di questi, a ventidue anni. Terminati gli studi, parallelamente all'attivit? di operaio orafo, Silvano Porcinai si è dedicato intensamente all'insegnamento di materie artistiche in diverse scuole d'arte della toscana (Siena, Grosseto, Pistoia, ecc.), in una sorta di "pellegrinaggio didattico", approdando in ultimo a Firenze, al corso di plastica del Liceo Artistico, ove insegna tutt'ora. Sue opere si trovano al museo di Stia ed in collezioni private italiane ed estere (Montecarlo, Lugano, Parigi, Chicago).

[479] 03/02/2002
Maurizio Mariani (1937)
Acquatinta: "Interni" (Donata nel 2002)

Nasce a Firenze nel 1937; studia l'acquaforte da Roberto Pucci, esponente della Scuola Purista fiorentina; successivamente è allievo di Carlo Mattioli. Predilige l'incisione come mezzo di espressione con la quale ha organizzato personali e partecipato a numerose collettive.

[456] 04/02/2001
Vincenzo Zappia
Acquaforte: "Spirale" (Donata nel 2001)

Vincenzo Zappia (Reggio Calabria, 15 Maggio 1951). Dal 1986 vive ininterrottamente a Scandicci. Si è trasferito a Firenze nel 1972 dove ha frequentato l’Accademia di belle Arti nella classe di Silvio Loffredo, partecipando volontariamente anche alle lezioni di Vinicio Berti e Carlo Severa. Docente titolare di cattedra di Discipline Pittoriche e di Educazione Visiva dal 1976 a Porto San Giorgio, poi a Fano, Pesaro, Grosseto e dal 1986 a Firenze. Oggi, in pensione, prosegue con intensità la propria attività artistica. Ha organizzato numerosissimi eventi, tra cui il concerto del Quartetto dei Berliner Philharmoniker. Nel Centro dell’Arte Vito Frazzi fa parte della Direzione Artistica nella sezione Arti Visive e cura i contenuti del sito ufficiale dell'Associazione. La sua attività creativa, oltre alla pittura e alla grafica, spazia dalle performance aila produzione video e a qualche pubblicazione attinente all'arte. Numerose le mostre personali e le partecipazioni a esposizioni collettive. Hanno scritto di lui: Ugo Barlozzetti, Cecilia Filippini, Marco Gamannossi, Carmelo Genovese, Salvatore Lazzarino, Luigi Malafarina, Corrado Marsan, Luigi Martellini, Nuccia Micalizzi, Nicola Micieli, Mario Morelli, Elvio Natali, Franco Saccà, Franco Velardi.

[342] 25/03/1995
Primavera con Vito Frazzi – A venti anni dalla scomparsa (1995)
a cura del Centro dell'Arte Vito Frazzi

Ricco programma di sala dove oltre a presentare i due concerti previsti per la ricorrenza che avviene a distanza di venti anni dalla sua scomparsa, Mara Bercella e Gaspare Nello Vetro, tracciano un profilo del compositore e dell'uomo Vito Frazzi.

[258] 03/11/1989
Il Centro dell'Arte Vito Frazzi – Dieci anni di musica, teatro, scuola (1979 – 1989)
a cura del Centro dell'Arte Vito Frazzi

"Bilancio rappresentato anche da questa pubblicazione, una sorta di diario che ripercorre, attraverso i programmi stampati, con gli articoli di giornali, le testimonianze dirette, il nostro non facile cammino." La pubblicazione vuole essere un momento di consolidamento dell'As­so­cia­zione, sulle attività svolte nei suoi primi dieci anni, nei settori della musica, del teatro e della scuola.

[242] 07/02/1988
Omaggio a Vito Frazzi (1888 – 1988)
a cura del Centro dell'Arte Vito Frazzi

Nella elegante veste tipografica è stata inserita in copertina una incisione di De Chirico (che fu amico di Frazzi) raffigurante il "Don Chisciotte", una delle opere scritte dal compositore sansecondino.
Dopo i saluti degli Assessori alla Cultura dei Comuni di Firenze, di Scandicci e di San Secondo Parmense e del Direttore del Conservatorio "L. Cherubini" di Firenze, seguono i tre programmi di sala degli altrettanti concerti, di musiche di Frazzi, che si sono svolti nei comuni organizzatori dell'evento.
Raccoglie inoltre alcune significative testimonianze e ricordi su Vito Frazzi, numerose lettere e foto che lo ritraggono con amici intellettuali a lui vicini. Infine è presente un catalogo delle sue opere.

[239] 13/12/1987
Ricordo di Eriberto Scarlino (1987)
a cura del Centro dell'Arte Vito Frazzi

Questa pubblicazione è stata presentata al pubblico durante un bellissimo concerto di musiche di Eriberto Scarlino e che ha visto come relatore Annalena Aranguren, tenuto in occasione del 25° anniversario della morte del Maestro, raccoglie oltre a un profilo bografico del maestro scritto da Paolo Fragapane, alcuni gudizi della critica apparsi sui giornali nazionali e numerose testimonianze di musicisti del tempo.

[17] 14/10/1979
Concerto Omaggio a Vito Frazzi (1979)
a cura del Centro dell'Arte Vito Frazzi

L'opuscolo è stato pesentato in occasione di un concerto omaggio a Vito Frazzi che ha visto Franco Rossi al violoncello, Francesca Maggini al pianoforte e Anna Di Gennaro soprano, esegire musiche composte da Vito Frazzi. Il testo raccoglie oltre a un profilo biografico del Maestro firmato da Carlo Prosperi, numerose testimonianze di musicisti a lui contemporanei.

14/01/1979
Breve storia del Centro dell'Arte "Vito Frazzi"
A cura di Fortunato Della Guerra

Sfogliando gli album, le foto e i programmi musicali, sono stati tantissimi i ricordi di questi decenni di attività, che sono tornati alla memoria. Abbiamo riassunto quei momenti che ci sono sembrati più significativi, in un flash back nel quale sicuramente avremo dimenticato qualcosa, come sempre avviene quando ci si affida ai ricordi e alle emozioni.

È grazie ai fotografi, amici del Centro, se ora possiamo documentare le nostre iniziative. Tra questi ricordiamo, Foto Pulman di Scandicci, Carmine Melchiorre del Gruppo Fotografico "Il Prisma" e Leonardo Fricelli, che negli ultimi anni ci segue costantemente garantendo la completezza del nostro archivio fotografico.

14/01/1979
I primi concerti (1979)
Il 14 Gennaio 1979 alle ore 11:00 nasce il Centro Arte Vito Frazzi

La prima stagione di concerti, che si chiamava, allora, "Rassegna", comprendeva ben 10 manifestazioni, che si sono tenute dal 14 gennaio 1979 all’8 aprile 1980. Inaugurava la stagione il pianista Andrea Lucchesini, seguito, nel secondo concerto, dai violisti Antonello Farulli, Fabrizio Merlini e Tommaso Poggi: un avvio che oggi potrebbe ben figurare nei cartelloni delle più importanti associazioni musicali...

La "fossa dei leoni" (1979)
Una Rassegna di 10 concerti

I concerti si tenevano a Scandicci, nella Scuola elementare "P. Calamandrei", in via Ciseri. L’atrio della scuola conteneva, al suo interno, quella che tutti chiamavano "piscina", uno spazio pavimentato con caratteristiche mattonelle celesti, circondato da gradinate su tre lati, a mo’ di anfiteatro, nel quale i giovani musicisti tenevano i loro concerti, circondati dal pubblico. La grande luminosità dell’ambiente e la vicinanza del pubblico agli esecutori creavano una particolare partecipazione collettiva all’evento, che in qualche modo neutralizzava gli effetti negativi dell’impatto, da parte dei giovani alla loro prima esperienza, con la famigerata "fossa dei leoni". Fin da allora, il tradizionale appuntamento con le manifestazioni del Centro dell’Arte è stato fissato di domenica alle ore 11:00.

Scandicci Estate (1979)
"Trasferta estiva"

Nel mese di luglio del 1979 sono realizzate tre manifestazioni nella Sala Consiliare del Comune di Scandicci: la prima iniziativa di concerti nei mesi estivi.

Vito Frazzi (1979)
Omaggio al Maestro

Il 14 ottobre 1979, nella Sala Consiliare del Comune di Scandicci, si tiene il primo concerto dedicato a musiche di Vito Frazzi, con la partecipazione del violoncellista Franco Rossi, della pianista Francesca Maggini e del soprano Anna Di Gennaro.

Otto mesi di manifestazioni (1979 – 1980)
Da settembre ad aprile

Nel mese di settembre del 1979 inizia la seconda stagione di concerti, che ha termine nella primavera del 1980.

Le stagioni concertistiche, nei primi anni, iniziavano regolarmente a settembre e si prolungavano fino al mese di aprile dell'anno successivo.

Negli ultimi anni, invece, i concerti si sono articolati in una stagione autunnale (dalla prima domenica di ottobre alla domenica precedente il S. Natale) e in una stagione primaverile (gennaio - marzo). Spesso, altre iniziative hanno fatto sì che il calendario si prolungasse fino al mese di maggio e, talvolta, fino ai mesi estivi.

Concerti a Firenze (1980)
Uscita "fuori porta"

Il 25 marzo 1980 Florenza Barbalat, al pianoforte, inaugura il primo ciclo di concerti al Teatro dell'Oriuolo, a Firenze, il martedì sera. Fu la prima uscita "fuori porta" da parte del Centro dell'Arte

Dedicato (1980)
Un concerto di musiche di Gaspare Spontini

Il 26 ottobre del 1980, nella Sala Consiliare del Comune di Scandicci, concerto dedicato alle musiche teatrali di Gaspare Spontini, realizzato in collaborazione con Paolo Fragapane, docente al Conservatorio "L. Cherubini" ed insigne studioso dell’opera dell’Autore. Da allora, molti sono stati i concerti dedicati alla produzione dei compositori, in particolare quelli toscani, di nascita o di elezione. Oggi la Stagione dei concerti della Città di Scandicci si svolge regolarmente presso la Sala Consiliare, ma allora, nei primi anni, la Sala era concessa solo in occasione di eventi particolarmente rilevanti.

Contaminazioni (1981)
Incontro con la pittura e musiche di Vito Frazzi

L'11 gennaio 1981 viene allestita la prima mostra di pittura, con la partecipazione di Graziella Alfano, Arturo Cerra, Raffaele Del Savio, Renato De Spada, Ferruccio Fontanelli, Mario Manetti, Patrizia Pandolfini Renzi, Mario Spataro, Umberto Tofani. A questa iniziativa ne seguiranno altre, nella ricerca, che continua ancora oggi, di unire diverse forme d'arte. In questa occasione viene eseguito il "Quartetto" per archi di Vito Frazzi dal Nuovo Quartetto Bucarest.

Big band e Filarmonica "Bellini" (1981)
Tolmino Mariannini dirige la Big bend

Il 22 febbraio 1981, primo concerto, per il Centro dell’Arte "Vito Frazzi", della Big Band della Filarmonica "Vincenzo Bellini" di Scandicci diretta da Tolmino Marianini. E' sempre stato un piacere, per noi, ospitare nelle nostre stagioni le formazioni della Filarmonica "Bellini", dalla Big Band sino all'Antiqua Brass.

Duo violoncello e pianoforte (1982)
Due giovani musicisti

Il 22 novembre 1981 si esibiscono, in duo, il pianista Alberto Magnolfi e il violoncellista Volfango Dami: due giovani musicisti con cui il Centro ha mantenuto, negli anni, un rapporto basato sulla reciproca stima.

Orchestra del Centro dell'Arte "Vito Frazzi" (1982)
Una prova difficile

Il 21 gennaio del 1982, nella Sala Consiliare del Comune, si tiene un concerto dell'orchestra del Centro dell'Arte "Vito Frazzi". Grandi sono stati gli sforzi per organizzare una compagine tale da operare basandosi su un’idea guida: riunire musicisti di grande esperienza, ritiratisi dalle scene più impegnative ma ancora desiderosi di fare musica insieme, ed unirli a giovani esecutori, all'inizio della propria carriera, che avrebbero potuto da essi imparare ed apprendere il mestiere. Alla ricerca dei musicisti sono seguite le prove d'orchestra e, poi, alcuni concerti; le forze centrifughe sono state però superiori agli sforzi per tenere unito il gruppo: l'esperienza si è conclusa l'anno successivo.

I Concerti di Lastra a Signa e del Q 10 di Firenze (1982)
Si intensificano le collaborazioni

Nel 1982 viene organizzata una stagione di concerti in collaborazione con il Comune di Lastra a Signa, e inizia la collaborazione con il Quartiere 10 di Firenze (ciclo di concerti al Teatro di Rifredi, ogni lunedì sera).

I compositori fiorentini (1982)
Concerto per Valentino Bucchi

Nell’ambito delle iniziative volte a ricordare i compositori fiorentini, nel mese di ottobre del 1982 viene realizzato un concerto dedicato a Valentino Bucchi.

Musica contemporanea (1983)
Carlo Prosperi

Il 6 novembre del 1983 viene dedicato un concerto alle composizioni di Carlo Prosperi e dei suoi allievi del Conservatorio "L. Cherubini" (Claudio Boncompagni, Francesco Rizzi, Alberto Magnolfi). Il Centro dell'Arte ha sempre cercato, negli anni, di dare spazio ai giovani compositori e alle musiche di artisti contemporanei: un’attività che dovrebbe certamente essere ancora più intensa sia da parte della nostra associazione sia da parte di tutte le organizzazioni musicali.

Ultima manifestazione di questo tipo è la presentazione del libro "Passaporto pianistico per il nuovo millennio", curato da Giuseppe Fricelli, una raccolta di composizioni di autori contemporanei italiani, dedicate al pianoforte.

Il successo del concerto di musiche di Carlo Prosperi convince l'associazione ad organizzare un'altra manifestazioni nel marzo 1984, nella quale vengono eseguiti, in prima assoluta, i "Canti dell'Ansia e della Gioia" di Carlo Prosperi, insieme a "O Diotima" ed altre opere. Il concerto, caso eccezionale per l'Associazione, fu replicato il giorno successivo.

Le operine (1984)
Il Giocatore di Orlandini e la Contadina astuta di Pergolesi

Il 1984, però, fu l'anno delle operine. Furono messe in scena, infatti, il Giocatore di Orlandini e la Contadina astuta di Pergolesi, da un'orchestra di giovani e da una vera e propria compagnia teatrale composta da giovani attori e cantanti, con le scenografie di Armando Nocentini.

Una strada per Vito Frazzi (1984)
Un segno tangibile nella città

Alla fine del 1984, il Comune di Scandicci decise di intitolare una strada cittadina a Vito Frazzi: l’inaugurazione della targa fu preceduta da un concerto di musiche del Maestro (Leggenda per violoncello e pianoforte e Quartetto per archi). Un riconoscimento importante, che sottolinea la stretta collaborazione con l'Amministrazione Comunale, con la quale sono sempre stati intensi gli scambi.

Concerti all'Antella (1985)
Ancora collaborazioni

Dopo le stagioni concertistiche per il Quartiere 10 di Firenze ed il Comune di Lastra a Signa, un'altra stagione viene organizzata al di fuori del territorio scandiccese, in collaborazione con il Circolo Ricreativo dell'Antella: i concerti sono tenuti il venerdì sera ed il sabato pomeriggio.

Anno europeo della musica (1985)
Tricentenario della nascita di J. S. Bach

In occasione dell'anno europeo della musica, durante lo svolgimento della Fiera di Scandicci, nel Palazzetto dello Sport viene organizzata una manifestazione di tutto rilievo: l'orchestra dei giovani e gli allievi di pianoforte del Conservatorio "L. Cherubini" eseguono concerti per uno, due e quattro pianoforti e orchestra di J. S. Bach. Prolusione di Annalena Aranguren.

Operetta story (1986)
Piccola Storia di una affascinante leggerezza

Teatro nel teatro, questa piece scritta da Brunetto Salvini, con gli adattamenti musicali di Maurizio Pratelli, descrive l'allestimento di un'operetta e, nella scelta degli interpreti, presenta i più bei brani musicali. Rappresentata al Teatro "Aurora" di Scandicci, al Teatro di Rifredi a Firenze, a Tavarnuzze, Poggibonsi e all'Antella, costituisce una vera e propria produzione teatrale.

Coro a Scuola (1986 – 1989)
Animazione musicale nella scuola di San Giusto

Per circa tre anni, il Centro dell'Arte collabora con la Scuola elementare di San Giusto, per estendere l'insegnamento della musica ai giovanissimi, con lezioni d'insieme per le classi.

Dedicato (1987)
Eriberto Scarlino

Nei 25 anni dalla scomparsa del musicista, il 13 dicembre del 1987 fu tenuto un concerto con musiche del Maestro, nell’ambito delle manifestazioni dedicate ai musicisti fiorentini e a quelli che hanno operato a Firenze ed in Toscana.

Centenario della nascita di Vito Frazzi (1988)
Tante iniziative in ricordo del musicista Frazzi

Nel centenario della nascita di Vito Frazzi, presso il Comune di San Secondo Parmense, città natale di Frazzi, vengono illustrate le iniziative in ricordo del Maestro Frazzi. Al concerto nella Sala Consiliare del Comune di Scandicci, il 7 febbraio 1988, si affiancano analoghe iniziative al Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, al Teatro Regio di Parma, al Comune di San Secondo Parmense. Si consolida il rapporto con il Comune di San Secondo Parmense, con il quale inizia uno scambio di manifestazioni culturali.

Concerti della Fiera (1989)
Una presenza ricorrente

La banda musicale di S. Caterina Val Senales, con il Gruppo folcloristico dell'Alto Adige, diretti da Johann Nischler, tengono un concerto durante la Fiera di Scandicci, l'8 ottobre 1989. Una lunga tradizione che ha associato sempre una manifestazione del Centro dell'Arte in occasione della Fiera di Scandicci, diventata ormai un evento di rilevanza regionale.

Dieci anni del Centro dell'Arte (1989)
All'Aurora Andrea Lucchesini e l'ORT

Nel 1989 il Centro dell’Arte compie 10 anni. Tra le molte iniziative: il concerto del pianista Andrea Lucchesini e quello dell'Orchestra Regionale Toscana, diretta da Donato Renzetti, entrambi al Teatro Aurora di Scandicci.

Il Teatro Studio (1990)
Un luogo prestigioso

Dopo 12 anni di attività svolta regolarmente a Le Bagnese, le manifestazioni domenicali si trasferiscono al Teatro Studio. Rimane fisso l'appuntamento della domenica mattina in questo Teatro: un momento importante, che evidenzia la ricerca di nuovi luoghi per esprimere la musica ed allo stesso tempo l'iniziativa di avvicinare alla cultura il pubblico scandiccese.

Mozart, duecento anni dopo (1991)
Omaggio a un grande compositore

Nel 1991, nella ricorrenza del bicentenario della morte di Mozart, il Centro organizza molte manifestazioni, in ricordo del grande compositore.

Celebrazioni Rossiniane (1992)
Il Coro del Cherubini nella Abbazia di San Salvatore a Settimo

Il 17 ottobre 1992, nella Chiesa dei SS. Salvatore e Lorenzo a Settimo di Badia a Settimo (Scandicci), Giuseppe Giglio, direttore del Conservatorio Cherubini di Firenze, dirige i solisti e il coro del Conservatorio, con la collaborazione pianistica di Marzia Formosa e Vincenzo Maxia. In occasione delle celebrazioni rossiniane, viene eseguita la Petite Messe Solennelle di G. Rossini.

Sala Consiliare (1993)
La Sala Consiliare torna a essere il luogo dei concerti

L'esperienza presso il Teatro Studio dura tre anni. Nel 1993 la stagione si trasferisce in maniera definitiva nella Sala Consiliare del Comune. In questo luogo deputato alla elaborazione della politica cittadina, in cui si promuovono le manifestazioni più importanti della vita civile, vero e proprio spazio che rappresenta la civitas, risuona in modo continuativo la musica dei nostri concerti, a significare che nel luogo rappresentativo della città, si ritrovano e si concentrano le forze comuni, nella condivisione di comuni ideali.

Centro dell'Arte Vito Frazzi - 15 anni (1994)
Ancora tre anni per la maggiore età

Per i 15 anni di attività del Centro dell'Arte, il 27 maggio 1994, l'orchestra degli allievi e i solisti del Conservatorio "L. Cherubini" di Firenze, diretti da Massimiliano Matesic, eseguono il mottetto "Exultate, Jubilate" di W. A. Mozart e lo "Stabat Mater" di G. B. Pergolesi. Il concerto si tiene nella Chiesa dei SS. Salvatore e Lorenzo a Settimo a Badia a Settimo (Scandicci).

Musicisti fiorentini amici del Centro (1994)
Prosperi, Bartolozzi, Benvenuti e Scarlino: compositori di grande valore

In ossequio alla sua tradizione, da sempre a favore della divulgazione della musica contemporanea, il Centro dedica il concerto del 18 dicembre 1994 all’esecuzione di musiche di Carlo Prosperi, Bruno Bartolozzi, Arrigo Benvenuti ed Eriberto Scarlino.

Primavera con Frazzi (1995)
Omaggio al Maestro Vito Frazzi

A venti anni dalla scomparsa di Vito Frazzi, il 30 aprile 1995, presso la Sala Consiliare del Comune di Scandicci, sono eseguite musiche di Frazzi, con la partecipazione di Monica Benvenuti, Francesca Maggini, Marco Ghilarducci e Andrea Nanni. Prolusione di Mara Bercella.

Lezioni Concerto (1996)
Nuovi progetti e scambi con le scuole musicali di Scandicci

In collaborazione con la Scuola di Musica di Scandicci, vengono organizzate sei lezioni concerto, dal 9 maggio al 23 giugno. La collaborazione con la Scuola di musica riprende, poi, nel 2002, in una visione più ampia di rapporti e scambi tra le organizzazioni che fanno musica a Scandicci.

Satie ed il gruppo dei Sei (1996)
Liliana Poli e il Conservatorio Cherubini di Firenze

Il 27 ottobre 1996, Liliana Poli presenta un concerto scenico vocale con musiche di "Satie e del gruppo dei Sei". Una collaborazione con il Conservatorio e con Liliana Poli, artista di livello internazionale, con cui sono state organizzate successivamente molte interessanti iniziative.

Il Centro dell'Arte festeggia 20 anni (1999)
Due concerti: Andrea Lucchesini e la RAI BEPI BIG BAND

I vent'anni del Centro dell'Arte sono festeggiati con due significative iniziative: il concerto di Andrea Lucchesini nella Chiesa dei SS. Salvatore e Lorenzo a Settimo, a Badia a Settimo e il Concerto della RAI BEPI BIG BAND organizzato insieme al Circolo ARCI di Le Bagnese, al Teatro "Aurora" di Scandicci.

Messa di Cherubini (1999)
Concerto con il Coro Desiderio da Settignano

Il Coro Desiderio da Settignano, diretto da Johanna Knauf, con la collaborazione pianistica di Marta Rostro, esegue, il 7 novembre 1999, la Messa solenne breve in Sib Magg. di L. Cherubini, opera riscoperta dalla Knauf a seguito di una sua ricerca in archivi storici tedeschi.

Incontrando le nuove musiche (2000)
Giovani compositori verso il 2000

Un concerto in cui gli allievi delle Scuole di Composizione Sperimentale del Conservatorio di Musica "L. Cherubini" di Firenze (docenti: Mauro Cardi, Rosario Mirigliano) e dell'Istituto Musicale Pareggiato L. Boccherini di Lucca (docente: Pietro Rigacci) mostrano la maturità raggiunta, con tantissime realizzazioni ed esecuzioni di ottimo livello. Segue, il 9 gennaio del 2000, un concerto dedicato alle musiche di Bruno Rigacci.

50 anni della Casa del Popolo di Casellina (2000)
Il GAMES Ensemble a Casellina

Il Centro dell'Arte e il GAMS Ensemble di Scandicci, per i festeggiamenti dei 50 anni della Casa del Popolo di Casellina, organizzano, l'11 giugno 2000, un concerto, diretto da Volfango Dami, con la partecipazione di Ivan Zappia, flauto solista (il concerto è stato eseguito anche Sabato 27 Maggio, ore 21, nella chiesa Gesù Buon Pastore di Casellina).

E' una delle manifestazioni con le quali inizia la collaborazione tra alcune Associazioni scandiccesi, concretizzatasi successivamente in occasione di altre iniziative.

Giovanissima pianista (2000)
Un applauso per una pianista appena quattordicenne

Ottavia Maria Maceratini, appena quattordicenne, esegue, il 22 ottobre 2000, la "Polacca n. 2" di Franz Liszt, con grande maturità ed intensità espressiva, riscuotendo un caloroso successo di pubblico.

Paolo Fragapane (2000)
Un coro straordinario

Paolo Fragapane è stato un grande amico del Centro, con il quale ha collaborato per la realizzazione di numerosi concerti con musiche di Gaspare Spontini. Per ricordare lo studioso ed il maestro, i suoi allievi, ora docenti di importanti cattedre di Conservatorio, hanno dedicato i loro sforzi per porgere il tributo più bello ad un musicista: l’esecuzione delle sue musiche. Il coro degli insegnanti del "Cherubini", diretto da Joan Yakkey, esegue, il 3 dicembre 2000, la Messa "Ave Maris Stella", di Paolo Fragapane. Nel corso dello stesso concerto sono state eseguite musiche di Gaspare Spontini, il musicista al quale il Maestro aveva dedicato molti anni di studi.

Ars et Amici (2001)
Joan Yakkey dirige un coro Statunitense

Una collaborazione eccezionale, grazie a Joan Yakkey, porta a Scandicci il gruppo statunitense "Ars et Amici", che esegue un programma di musiche e danze rinascimentali, con riproduzioni di costumi e di strumenti musicali dell'epoca.

Stravinskij al Teatro Studio (2001)
Rossi, Lusini e i costumi realizzati all'Istituto d'Arte di Firenze

Già eseguita alcuni anni prima in forma strumentale, viene riproposta in forma scenica, l'Histoire du soldat di Stravinskij. L'allestimento, curato da Grazia Rossi e Rita Lusini, viene reso possibile anche grazie alla progettazione ed esecuzione dei costumi da parte del Corso di Perfezionamento dell'Istituto Statale d'Arte di Firenze, Sezione Moda e Costume, sotto la guida di Marcella De Faveri, Teresa Pasqui, Patrizia Soldani. Il concerto è tenuto nel Teatro Studio di Scandicci.

Giovanissimo pianista (2001)
Ancora un giovane pianista quattordicenne

Il 1° aprile 2001, abbiamo avuto il piacere di ascoltare Francesco Trivieri, pianista non ancora quindicenne, del quale abbiamo apprezzato la capacità comunicativa e, in particolare, la maestria nel dosare le infinite risorse timbriche che offre il suo strumento.

Il concerto del Berliner Philharmoniker Quartett a Scandicci (2002)
Diecimila euro, sono stati consegnati direttamente nelle mani dell'Arcivescovo Monsignor Giorgio Biguzzi

Il concerto del Berliner Philharmoniker Quartett a Scandicci, ha visto partecipare Giovanni Doddoli, Sindaco del Comune di Scandicci, e Simone Gheri, Assessore alla Cultura, che con i Consigli di circoscrizione e alcune associazioni del volontariato hanno permesso la piena riuscita dell'evento. La manifestazione, a sostegno dell'iniziativa "Liberiamo i bambini soldato" della Sierra Leone, ha coniugato un atto di solidarietà con la musica che, come altre espressioni artistiche, riesce a sensibilizzare gli animi verso chi ha bisogno di un gesto sincero di solidarietà. Nel nostro caso, la partecipazione della cittadinanza di Scandicci, che affollava il Teatro "Aurora", con la presenza di personalità del mondo culturale e del Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, ha consentito di raccogliere diecimila euro, che sono stati consegnati direttamente nelle mani dell'Arcivescovo Monsignor Giorgio Biguzzi, che in Sierra Leone segue direttamente la causa dei "bambini soldato". Il Centro dell'Arte "Vito Frazzi", in questa iniziativa, è stato fortemente impegnato, sia attraverso l'opera di ispirazione e di coordinamento svolta dal nostro Vice Presidente Vincenzo Zappia, sia grazie al supporto amministrativo e contabile del tesoriere Ugo Boccagna.

In ricordo di Alfredo Bianchini (2003)
Musicista fiorentino

La XXIX Stagione dei concerti della Città di Scandicci inizia con una mattinata in ricordo di Alfredo Bianchini. Anche in questa occasione si è voluto ricordare un grande artista fiorentino.

Giovani e giovanissimi alla ribalta (2003)
La prima esperienza in pubblico

Una tradizione del Centro è quella di lasciare lo spazio per i concerti dei giovanissimi esecutori, i quali, eseguendo i loro brani, hanno modo di fare la loro prima esperienza a contatto con il pubblico.

Omaggio a Luciana Bartolacci (2003)
Gli allievi di Nanni e Bartolacci

Luciana Bartolacci ha condotto per molti anni una Scuola di canto che ha formato molti musicisti, avviatisi successivamente ad una brillante carriera artistica. Il concerto in suo omaggio è diventato l'occasione per ricordare anche Ciro Nanni, scomparso neanche un mese prima, che tanto amava la musica vocale e che aveva ospitato, nella sua casa, le lezioni di musica. Un emozionante concerto, quello del 23 novembre 2003, che ha visto stringersi nel ricordo dei due maestri gli allievi e gli amici presenti.

Duo pianistico Rosa Maria Scarlino - Giovanni Ciccon (2003)
Una straordinaria coppia di musicisti

Dopo una lunga, intensa e preziosa col-laborazione con il Conservatorio "L. Cherubini" di Firenze, Giovanni Cicconi, che ne è stato direttore per tanti anni, ci regala un concerto in duo con Rosa Maria Scarlino.

Rassegna di Cori (2003)
Tre serate con nove cori

La collaborazione con altre associazioni operanti sul territorio, come il Consiglio di Circoscrizione n. 2, la Casa del Popolo di Casellina, Il Circolo ARCI "Il Ponte", l'Associazione S. Matteo di Casellina, il Mercatino dei ragazzi per la solidarietà, "il luogo, la poesia", permette la realizzazione di una rassegna corale, ultimo episodio di numerose collaborazioni trasversali, al di fuori dei canali tradizionali e nei luoghi meno consueti. Determinante è stato il contributo di Joan Yakkey. Alla rassegna, che si è svolta in tre serate, hanno partecipato nove associazioni corali.

Passaporto pianistico per il nuovo millennio (2004)
Una antologia pianistica di Fricelli dedicata a Frazzi

Il libro "Passaporto pianistico per il nuovo millennio", edizioni Carisch-Milano, è un'antologia pianistica che Giuseppe Fricelli ha voluto dedicare al suo maestro Vito Frazzi. Fra i vari autori presenti nella pubblicazione e dei quali saranno eseguiti, durante la manifestazione, brani al pianoforte da parte di allievi del Maestro Fricelli, figurano Chailly, Margola, Vavolo, Rigacci (Bruno e Pietro), Scattolin, Carmassi, Riccardi, Ramous, Calligaris, Procaccini, Fellegara e lo stesso Fricelli.

Intermezzo (2004)
Giovani allievi in costume cantano

Nicoletta Calzolai, docente al Conservatorio "Cherubini", presenta alcuni brani tratti da famosi "Intermezzi" del Settecento ed eseguiti dai giovani allievi in costume.

Fernando Farulli: la vetrata 1974-2004 (2004)
Manifestazione per i trentanni dalla scomparsa

In collaborazione con il Comune di Fiesole, il Comune di Piombino, la Scuola di Musica di Fiesole e l'Associazione Fernando Farulli, in occasione della commemorazione della scomparsa di Fernando Farulli, avvenuta il 7 febbraio 1997, si è svolta una manifestazione davvero unica, che ha ricordato, a trent'anni di distanza, la realizzazione della splendida vetrata della Sala Consiliare ad opera dell'artista. Nella sala in cui da molti anni svolgiamo i nostri concerti, è stato con grande piacere che abbiamo offerto un tributo di riconoscenza all'artista ed al luogo in cui le nostre principali realizzazioni hanno vita. L’iniziativa ha avuto un grande successo, anche per la grandissima affluenza di pubblico. Il concerto, eseguito dall’Orchestra dei ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole, è stato diretto da Edoardo Rosadini, giovane talento scandiccese, già altre volte ospite delle nostre manifestazioni. Ai due giovanissimi solisti, Pietro Horvath e Giulia Novelli, ha fatto seguito l'esecuzione di un solista d'eccezione, Antonello Farulli, che partecipò al nostro secondo concerto, il 21 gennaio 1979. Nell’occasione è stato presentato il catalogo critico su "Fernando Farulli - La Vetrata 1974 - 2004" a cura di Luca Farulli e Vincenzo Zappia. Sempre nell’ambito di questa manifestazione, il 27 febbraio nella sala del Consiglio Comunale di Fiesole si è tenuto un dibattito con la presenza dei critici Sergio Troisi e Enrico Crispolti, con il coordinamento di Giorgio Luti. Si è discusso su: Fernando Farulli - "La logica della pittura".

Omaggio a Dino Campana (2004)
Musica e poesia

Dino Campana, morto il 1° marzo 1932 a Scandicci, riposa oggi alla Badia a Settimo. Roberta Vezzosi ha proposto uno spettacolo in cui alla voce di Dino Campana, che si esprimeva con le sue poesie, rispondeva Sibilla Aleramo, con brani tratti dal carteggio tra i due artisti. Non solo un tributo a Dino Campana, ma anche un ritorno alla Musica ed alla Poesia, forme d'arte che trascendono dal quotidiano.

8 marzo (2004)
Festa della donna

Il Centro dell'Arte Vito Frazzi ha partecipato ad un ampio insieme di iniziative organizzate dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Scandicci, volte a interpretare l'8 marzo come momento di reale riflessione sul ruolo della donna. Una collaborazione tra organizzazioni che operano sullo stesso territorio, che, pur perseguendo diversi obiettivi, possono comunque cooperare, realizzando manifestazioni congiunte.

Giovani scandiccesi (2004)

Nel corso degli anni sono state molte le possibilità di ascoltare giovani e valenti musicisti di Scandicci. Tra i molti giovani che abbiamo avuto il piacere di ascoltare, ricordiamo Marta Rostro, e poi, a ritroso, Paola Trebbi, Edoardo Rosadini, Ivan Zappia, Leonardo Masi... e molti altri ai quali vanno i nostri applausi, nella speranza di poterli riascoltare all’apice della loro carriera.

Ciro Nanni
Un breve ricordo dedicato a quelle persone che hanno contribuito a far nascere o a far crescere il Centro dell'Arte Vito Frazzi.

Ciro Nanni, Il "Maestro" come tutti lo chiamavano, era molto conosciuto a Scandicci ed a Le Bagnese in particolare poiché qui abitava e qui insegnava pianoforte a tanti allievi.

Le lezioni di musica dal Maestro erano un momento di ritrovo e divertimento sia per i piccoli che per i più grandi. In due saloni contrapposti della casa dove viveva si insegnava musica. Da una parte la Signora Maria, sua moglie e figlia di Vito Frazzi, insegnava canto. Dall'altra il Maestro insegnava il pianoforte a grandi e piccini. Tutti i giorni una breve lezione di 15 minuti: un po' di solfeggio alla volta, un po' di pianoforte. Gli allievi attendevano tutti insieme ed assistevano alle lezioni, imparando anche dall'attesa. Nessuna lezione fiume, la musica come gioco: due pilastri della didattica di Ciro Nanni.

Certo, il carattere era talvolta ruvido: qualche pianto per non aver studiato a sufficienza poteva scappare. Ma era sempre la passione che ne animava i comportamenti: la schiettezza, talvolta eccessiva, lo rendeva a volte difficile da trattare.

Ma quella stessa passione lo animava anche nella ricerca di nuove iniziative che fossero indirizzate alla diffusione della musica: sue le idee dell'orchestra, delle operine, dell'attività per i giovani, dei concerti con musiche di artisti toscani o che in questo ambito avevano lavorato; grande conoscitore di musica, conoscitore dei gusti del "pubblico" per aver lavorato da giovane in orchestre e complessi musicali, era alla perenne ricerca di nuovi stimoli, mai soddisfatto di quanto realizzato, con uno sguardo sempre proiettato al futuro. Umiltà, piccoli passi, lavorare al meglio delle possibilità: i suoi insegnamenti che saranno nostri compagni.

Egisto Mascagni
Un breve ricordo dedicato a quelle persone che hanno contribuito a far nascere o a far crescere il Centro dell'Arte Vito Frazzi.

Descrivere le molteplici attività di Egisto Mascagni sarebbe impossibile. Come potesse fare tutto ciò che faceva nelle ventiquattro ore al giorno, conciliando lavoro, politica, attività sociale è quasi un mistero. Forse una risposta sta nel fatto che riusciva a fare contemporaneamente molte cose, unendo attività sociali e politiche.

Animatore instancabile, le sue attività erano unite da un filo comune, che vedeva nella socialità, nello stare insieme, nella ricerca di comuni radici, il tema fondamentale della sua azione.

Il Circolo ARCI de Le Bagnese, le feste organizzate nella Piscina Comunale o in Piazza Cannicci, le attività per l'Humanitas di Scandicci, per l'AVIS di cui si onorava di essere donatore, per la Polisportiva San Giusto-Le Bagnese, lo vedevano sempre in prima fila, nel raccogliere uomini, dare loro fiducia, far sì che le idee potessero realizzarsi. Uno spirito esuberante e vivace governato, però, da una visione precisa, pratica e determinata che si concretizzava nella sua attività di tesoriere; attento ai bilanci, ha garantito la solidità delle Associazioni, ne ha consentito la crescita, le ha radicate nei territori.

Lo ricordiamo sempre al "centro dell'azione", mentre salutava i musicisti al termine del concerto o brandiva mazzi di fiori per le concertiste come fossero clave. Inguaribile ottimista, ci ha insegnato cos'è un'associazione e come, rispettando le idee altrui, anche quelle contrarie alle nostre, si possa non solo convivere, ma crescere e svilupparsi.

Renzo Ugolini
Un breve ricordo dedicato a quelle persone che hanno contribuito a far nascere o a far crescere il Centro dell'Arte Vito Frazzi.

Il Commendator Renzo Ugolini associava ad una grande determinazione ed all'amore per la musica, una estrema riservatezza che ben si sposava con l'irruenza delle altre due anime del Centro.

Appassionato di musica, Renzo Ugolini aveva creato, nella sua grande casa sulle colline di Scandicci, una vera e propria sala di registrazione, dotata delle apparecchiature elettroniche più avanzate e degli strumenti musicali più evoluti con i quali amava trascorrere molte ore.

Una discoteca formidabile completava il quadro dell'appassionato musicofilo che, nel Centro dell'Arte, trovò un altro modo per mezzo del quale esprimere la passione per l'arte.

La sua familiarità con le strumentazioni elettroniche ne ha fatto il primo documentatore delle iniziative del Centro: interveniva infatti, con un sofisticato apparato di registrazione e con microfoni o con le prime telecamere e registrava pazientemente gli spettacoli ed i concerti, realizzando il primo nucleo dell'archivio del Centro dell'Arte, consolidato poi con fotografie e con la raccolta dei programmi di sala.

Elegante, presenziava ai concerti ma, con la scusa di una voce resa roca da una malattia, schivava le dichiarazioni pubbliche, traendo invece soddisfazione e gratificazione da tutto ciò che veniva realizzato sotto la sua presidenza, che ricorderemo per sobrietà, per impegno e per risultati.

Gianni Ciccone
Un breve ricordo dedicato a...